Entro l’estate Nexi renderà possibile pagare gli avvisi pagoPA direttamente nei negozi dotati di SmartPos, grazie a una nuova app che trasformerà i terminali in punti di incasso per bollette, ticket e multe. È una novità pratica per cittadini ed esercenti e arriva a pochi giorni dal Capital Markets Day del 5 marzo, quando il gruppo dovrebbe chiarire come intende contenere i costi e sfruttare l’intelligenza artificiale per migliorare i margini.
Come funzionerà la novità nei negozi
Nexi introdurrà un’app gratuita per i propri dispositivi SmartPos, che abiliterà la registrazione e la riscossione degli avvisi pagoPA in centinaia di migliaia di punti vendita. L’obiettivo dichiarato è rendere più agevole il pagamento di servizi pubblici e tributi sfruttando la capillarità dei terminali già presenti sul territorio.
Dal punto di vista operativo, si tratta di un’estensione software dei dispositivi in uso, senza costi di download per gli esercenti: niente installazioni hardware aggiuntive, ma un nuovo strumento per offrire servizi al cliente e generare traffico in negozio.
Numeri e traiettoria del sistema pagoPA
La piattaforma ha registrato una crescita rapida: dalle decine di milioni di operazioni di fine 2010 al salto recente che porta le transazioni a diverse centinaia di milioni l’anno. Nexi stima uno sviluppo ulteriore nei prossimi anni, con una proiezione che supera i 600 milioni di transazioni entro il 2030, man mano che entrano nuovi tributi e casi d’uso.
Oggi circa il 55% dei pagamenti avviene ancora in modalità fisica, mentre il restante 45% passa attraverso canali digitali: l’integrazione sugli SmartPos punta a rafforzare la componente offline, intercettando i cittadini nella routine quotidiana.
Implicazioni pratiche per cittadini ed esercenti
- Per i cittadini: più punti di pagamento sul territorio e la possibilità di saldare avvisi al supermercato o in farmacia durante una spesa ordinaria.
- Per gli esercenti: uno strumento che può aumentare il flusso di clienti e consolidare la relazione con la clientela senza costi aggiuntivi per l’adozione.
- Per la PA: maggiore diffusione e semplificazione delle riscossioni, con potenziali risparmi e minori code agli sportelli.
Presenza multicanale e infrastrutture
Oltre agli SmartPos, Nexi ha già esteso l’accettazione di pagoPA a casse della grande distribuzione, distributori di carburante e più di mille farmacie per i ticket sanitari. Sul fronte istituzionale, sono stati collegati al sistema totem e POS negli sportelli pubblici, con installazioni in corso per i gestori di servizi.
In parallelo la società resta un Payment Service Provider di riferimento per i canali online di pagoPA, offrendo anche l’opzione di pagamento tramite il proprio sito e l’app Nexi Pay.
Il piano industriale e le attese del mercato
Al centro del Capital Markets Day del 5 marzo dovrebbe esserci un nuovo piano focalizzato sul miglioramento della generazione di cassa e sulla restituzione di valore agli azionisti. In scaletta anche trattative su un’intesa con Google per applicazioni di AI nei pagamenti, secondo quanto risulta a mercato.
Gli analisti rimangono prudenti: per Bloomberg Intelligence sarà difficile convincere gli investitori che i ricavi possano tornare a crescere rapidamente senza elementi concreti di riaccelerazione. Il consenso 2024-2028 riflette una crescita contenuta, sotto il target “mid-single-digit” evocato dall’azienda.
Costi, margini e ruolo dell’intelligenza artificiale
Con una dinamica dei ricavi più lenta, Nexi dovrà puntare sulla razionalizzazione dei costi per preservare il margine ebitda. In questo quadro la società indica l’uso dell’AI come leva di efficienza: per il 2025 Nexi parla già di risparmi per «decine di milioni» sia in ambito tecnologico sia operativo, con ulteriori benefici attesi per il 2026.
Resta però la richiesta di maggiore dettaglio da parte di investitori e analisti: servono casi d’uso concreti e una stima più precisa dei risparmi per valutare l’effettivo impatto sui margini.
Cassa, dividendi e operazioni societarie
Dopo aver distribuito circa 600 milioni di euro nel 2025, Nexi dispone di cassa in eccesso che potrebbe portare a ulteriori ritorni per gli azionisti: il consenso prevede flussi disponibili intorno a 800 milioni e una generazione quasi pari a un miliardo entro il 2028. Il management ha fatto della remunerazione del capitale uno dei punti chiave dopo la fase di acquisizioni.
Sul fronte strategico, permane attenzione su possibili dismissioni: in inverno Nexi ha respinto un’offerta per la sua unità di digital banking, lasciando aperto il tema di eventuali scelte future sul portafoglio attività.
Agentic commerce e sfide di crescita
Un rischio per i ricavi è il ritardo nell’appropriazione dell’«agentic commerce» — le transazioni gestite da agenti digitali — mercato potenzialmente enorme secondo stime di consulenza, ma al momento con ricavi limitati per Nexi. L’e-commerce vale ancora una frazione dei ricavi del gruppo e l’azienda è prudente sulle prospettive di adozione da parte dei clienti.
Il mercato e il titolo
A Piazza Affari il titolo ha mostrato volatilità: nei giorni recenti la quotazione ha lasciato qualche punto percentuale rispetto ai livelli precedenti e la performance su tre mesi è negativa. Il consenso Bloomberg riporta una gamma di giudizi dagli analisti con un prezzo obiettivo medio superiore al corso attuale, ma la fiducia degli investitori dipenderà dalle risposte concrete che arriveranno dal Capital Markets Day.
In sintesi: l’estensione dei servizi pagoPA agli SmartPos è una mossa pragmatica che amplia l’accesso ai pagamenti verso la PA e offre benefici immediati ad utenti e commercianti. Sul fronte finanziario e strategico, però, Nexi deve tradurre in numeri il proprio piano di efficienza — soprattutto per l’AI — per rassicurare il mercato su crescita, margini e ritorni per gli azionisti.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.