Scopri le 8 Rivoluzionarie Idee per il Futuro dell’Abitare: Direttamente dal London Design Festival!

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Collezione Edge Free, Pearson Lloyd, realizzata da Modus

Un passaggio fluido tra lavoro e abitazione
Nonostante non tutti stiamo lavorando da casa a tempo pieno, il ritorno completo in ufficio per cinque giorni alla settimana non è ancora una realtà consolidata
.

I designer stanno rispondendo a questa disposizione lavorativa ibrida progettando mobili che consentono alla casa di adempiere a nuove funzioni. Per esempio, durante il Clerkenwell Design Trail, Arper ha mostrato il tavolo Aeeri di Peter Kunz. Questo arredo, elegante e versatile, può essere spostato in giro per la casa e utilizzato sia come tavolo da pranzo sia come superficie di lavoro.

Al Clerkenwell è stata introdotta anche la linea di sedute modulari Edge Free di Pearson Lloyd, che include divisori, supporti per laptop, tavolini, pouf e unità di alimentazione integrate. Al contrario, il negozio Ligne Roset Westend ha presentato l’armadio Marechiaro di Philippe Nigro, che funge da parete divisoria con una libreria da un lato e eleganti doghe dall’altro.

Piastrelle Arenophile, Studio Sahil

Texture che invitano al contatto
La consapevolezza crescente che la nostra esperienza degli spazi influisce sul nostro umore è stata discussa durante il panel How Do Materials Shape Positive Experiences?, tenutosi a Solus Ceramics a Clerkenwell. Il dibattito ha esplorato l’impatto sensoriale dei materiali sul nostro benessere.

La rilevanza del tatto è stata evidenziata anche nel lancio di nuovi prodotti, con molte superfici progettate per essere particolarmente piacevoli al tatto. Per esempio, la mostra Coastal Myths dello Studio Sahil, organizzata allo Shoreditch Design Triangle, ha presentato oggetti in vetro e sabbia come le piastrelle Arenophile.

Nella mostra di arredi The Gathering Hand, tenuta dallo studio di architettura GRAS presso la Blue Mountain School, si sono potute ammirare diverse texture interessanti. I tavoli Carpenter’s di Namon Gaston, ad esempio, presentavano piani in sughero trattato termicamente, realizzati da Studio Corkinho. Gli oggetti di Albion Stone in pietra di Portland, invece, erano sabbiati per mettere in risalto la loro texture mutevole.

Lampada Cocoon, HagenHinderdael

La natura come fonte di ispirazione
Molti sono familiari con il concetto di biofilia nelle nostre abitazioni, ma il termine biomimetismo potrebbe essere meno noto. Questo approccio cerca di ispirare design che emulano l’ingegnosità dei sistemi naturali, promuovendo una maggiore comprensione e rispetto per la natura e la sostenibilità.

Durante la mostra Nature’s Architects al London Design Festival, i designer sono stati invitati a utilizzare il biomimetismo in diverse installazioni nel quartiere di Chelsea. L’opera Coral Heights di NOOMA Studio, ad esempio, è un grattacielo che imita il movimento del corallo, mentre Veil House dello Studio Aki si ispira ai funghi.

Nell’esposizione Material Matters a Bankside, lo studio HagenHinderdael ha introdotto la sua nuova lampada Cocoon. Questo dispositivo, stampato in 3D, è completamente biodegradabile e progettato per ricordare una struttura organica simile a un bozzolo.

Lampadario della collezione Divine Inspiration di Lee Broom

Un’illuminazione eterea
Quest’anno al London Design Festival, l’illuminazione ha assunto un aspetto quasi magico, con lampadari che pendevano delicatamente dal soffitto. Haberdashery ha presentato novità della sua collezione Sand & Sea, mentre Lee Broom ha esposto pezzi della sua collezione Divine Inspiration (ritratti nella foto).

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From The Sky ha lanciato una nuova collezione che pone attenzione ai modi in cui l’illuminazione può influenzare la nostra mente. Questa gamma include luci LED regolabili e superfici trattate per modificare la riflessione e la luminosità della luce, creando atmosfere che ricordano ambienti naturali come le radure forestali. L’obiettivo è quello di trasmettere sensazioni di calma e serenità con questo tipo di illuminazione ispirata alla natura.

Divano modulare con “giacche” intercambiabili, Cozmo

Prolunghiamo la vita agli oggetti!
L’obiettivo di ridurre gli sprechi nelle ristrutturazioni domestiche è un potente motore di innovazione per i designer, che cercano nuovi modi per aumentare la durata degli arredi. Nel 2022, il Victoria and Albert Museum di Londra ha risposto a questa esigenza con una rivisitazione del programma televisivo The Repair Shop. L’installazione R for Repair invitava il pubblico a portare oggetti rotti, che sono stati poi abilmente riparati da designer britannici e di Singapore.

Un approccio alternativo per ridurre gli sprechi e aumentare la durabilità degli arredi è rappresentato dalle coperture intercambiabili progettate per il divano modulare di Cozmo (nella foto). Queste “giacche” permettono al proprietario di rinnovare l’aspetto interno con diverse combinazioni di colori e pattern senza la necessità di sostituire l’intero divano.

Lampade stampate in 3D, Blast Studio

La ricchezza delle nostre città
L’economia circolare sta guadagnando terreno nel campo del design, e il concetto di “urban mining” è parte integrante di questo movimento. L’idea è che le materie prime necessarie possono essere ottenute riciclando gli oggetti che ci circondano nelle città.

Un’installazione innovativa, The Future of Urban Mining, di Deborah Lopez e Hadin Charbel dello studio Pareid Architecture, ha elevato questo concetto, utilizzando scarti di capelli di un salone per creare opere che si collocano tra scultura e architettura. L’esposizione stimola una riflessione su come possiamo utilizzare questi materiali di scarto e integrarli negli spazi urbani.

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Blast Studio ha esposto mobili, lampade (nella foto) e decorazioni stampate in 3D utilizzando tazze di caffè usa e getta e imballaggi di cartone raccolti a Londra. Questi rifiuti sono stati combinati con micelio, che trasforma il materiale in biomateriali sostenibili con superfici lisce e morbide.

Oggetti in vetro, Charles Burnand Gallery

Focus sugli oggetti in vetro
Nel 2022, l’ONU ha dedicato l’Anno internazionale del vetro, riconoscendo il ruolo fondamentale di questo materiale nella società. In quest’occasione, la Charles Burnand Gallery ha curato una collezione di elementi in vetro, che spaziano da oggetti in vetro soffiato a mobili progettati da artisti rinomati (come quelli mostrati nella foto).

Parallelamente, il John Madejski Garden del Victoria and Albert Museum è stato trasformato da una dimostrazione di soffiatura del vetro, mentre il design studio europeo Sé ha presentato un video che mostra il processo di creazione delle lampade Gaea Pendants di Ini Archibong, realizzate in vetro veneziano.

Collezione di mobili in carta, David Horan con Béton Brut Gallery

Valorizziamo l’artigianato globale
La collaborazione interculturale tra il Regno Unito e Singapore, nel contesto della mostra R for Repair del Victoria and Albert Museum, e un’esposizione dei maestri ceramisti della città giapponese di Kasama, hanno caratterizzato l’evento londinese di quest’anno, celebrando l’artigianato internazionale.

La collezione Paper di David Horan (nella foto), ad esempio, utilizza strati di carta fatta a mano ispirandosi alle tecniche di découpage e al movimento artistico giapponese Mingei. L’installazione immersiva Celestial Nest, dello studio indiano di design The Architecture Story, ha invece esplorato un antico metodo di produzione di specchi.

Raccontateciquali idee emerse al London Design Festival di quest’anno vi hanno ispirato? Condividete i vostri pensieri nei commenti.

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