Arte del design raccolta e pubblicata: una passione per la bellezza e la qualità, e non solo
…e può spaziare tra il design moderno e quello antico
Un oggetto da collezione può essere sia moderno che antico. Nel primo caso, si parla di edizioni numerate o limitate; nel secondo, di mobili prodotti in passato con caratteristiche che non saranno più replicate.
Come nel mondo dell’arte, le gallerie sono i luoghi privilegiati per il commercio di queste opere, oltre a grandi eventi di riferimento come Design Miami, la principale fiera del settore che si svolge a fine novembre e ha anche un’edizione a Basilea in giugno, e Collectible, una fiera specializzata nel design del ventunesimo secolo che ha luogo a marzo a Bruxelles.
Il design editoriale è un settore in crescita…
Negli ultimi anni, si è affermata una nuova categoria denominata “design editoriale”. La prima fiera dedicata a questo ambito si chiama Edit Napoli, curata da Domitilla Dardi ed Emilia Petruccelli. La sua quarta edizione si è svolta l’ottobre scorso – con diverse novità esposte – e ha fornito l’occasione per definire meglio questo concetto attraverso le parole di Domitilla Dardi.
…e si posiziona tra il collezionismo e la produzione di massa
«Il design editoriale si colloca tra il collezionismo, che valorizza principalmente la qualità ma senza la possibilità di replicabilità, e la produzione industriale, che è l’opposto. Questo settore mira a una alta qualità, soprattutto per quanto riguarda la scelta dei materiali, e prevede una produzione a filiera corta e trasparente, ma consente anche la replicabilità del prodotto», spiega Dardi.
Il design editoriale è visto come il “biologico del design”
Per comprendere meglio, Domitilla Dardi fa un parallelo con il cibo biologico: «Con il cibo abbiamo compreso l’importanza di un prodotto di qualità. Il biologico, un tempo nicchia per pochi, ora è ampiamente disponibile perché abbiamo capito i suoi benefici. Nel design accade lo stesso: i prodotti con cui interagiamo quotidianamente influenzano la nostra vita. Così, siamo disposti a investire di più per qualcosa che sappiamo essere benefico per noi». Che si tratti di design da collezione o editoriale, il buon design arricchisce la casa nel modo giusto, non solo per il suo “gusto” ma anche per l’approccio responsabile con cui è prodotto.
Come si collega tutto questo alla sostenibilità?
La tracciabilità menzionata da Domitilla Dardi assicura una qualità che beneficia l’acquirente e promuove una maggiore sostenibilità. Un altro punto di contatto tra il design editoriale e la sostenibilità è la possibilità di esplorare e ricercare materiali e processi più rispettosi dell’ambiente, un impegno che richiede una collaborazione stretta tra aziende e designer. La sostenibilità è fondamentale sia nel processo che nel prodotto, che deve essere progettato per durare sia materialmente sia esteticamente.
Longevità estetica e innovazione
La designer Hella Jongerius, parlando recentemente in un evento del World Hope Forum durante la settimana del design danese, ha enfatizzato l’importanza di una “longevità estetica”, evidenziando la necessità di creare mobili e accessori la cui bellezza persista nel tempo. Questo aspetto è cruciale, poiché spesso sostituire gli oggetti in casa avviene non perché non funzionano più, ma perché non sono più in linea con le tendenze attuali.
Come iniziare una collezione? I pezzi d’accento
Bellezza, qualità e sostenibilità sono tre elementi chiave che rendono il design da collezione e il design editoriale particolarmente attraenti. Tuttavia, avvicinarsi a questo mondo per la prima volta può essere intimidatorio. Ecco come Domitilla Dardi suggerisce di iniziare: «Un piccolo complemento d’arredo può fare la differenza e può essere l’inizio di una collezione. Pensate ai vostri abiti: spesso è un mix di elementi di produzione di massa, forse qualcosa trovato in un mercatino e poi un pezzo distintivo, più personale. Nel sceglierli, facciamo un’operazione che riflette la nostra identità e lo stesso vale per la casa. Tendiamo a mescolare diverse influenze e a volte un piccolo complemento può diventare l’elemento distintivo in un ambiente altrimenti anonimo».
Suggerimenti per scoprire talenti e progetti interessanti
Amelie du Passage, fondatrice di Petite Friture, è un’icona dell’approccio editoriale e non a caso è stata invitata a far parte della giuria del premio legato alla fiera Edit Napoli.
Un aspetto importante del suo lavoro è identificare nuovi designer da coinvolgere e, in qualità di talent scout, offre consigli preziosi per riconoscere talenti e progetti validi.
«Personalmente, cerco prodotti che si distinguano per una forte personalità, che catturino l’attenzione per il loro carattere giocoso, allegro. Allo stesso tempo, devo percepire che il design sarà duraturo nel tempo», afferma Amelie du Passage, aggiungendo: «si tratta di cercare prodotti di qualità e duraturi. E penso che il fascino del collezionismo derivi dal poter conoscere il designer e il processo produttivo, che è tracciato in qualche modo».
In definitiva, le fiere di settore sono sicuramente un ottimo punto di partenza per avvicinarsi concretamente a questo mondo, per osservare gli oggetti di arredo e i complementi, ma anche per incontrare e dialogare con i creativi. Il dialogo con i designer e la ricerca della qualità del prodotto e del processo sono essenziali. Infine, lasciatevi conquistare dall’estetica, cercando con visione qualcosa che negli anni possa continuare a arricchire e migliorare la nostra vita domestica.
Cosa ne pensi del design editoriale? Scrivici nei Commenti le tue osservazioni!
Articoli simili
- Scopri Subito: 5 Prestigiosi Premi di Design e i Loro Segreti!
- Design e Ambiente: Tre Soluzioni Innovative che Dicono Sì!
- Cosmetici Rivoluzionari: Quando la Bellezza Va Oltre l’Apparenza!
- Scopri Subito: I 4 Musei del Design più Straordinari del Mondo!
- Trend Top 2023: 6 Innovazioni di Design dalle Fiere Europee d’Autunno!

Esperto nel settore immobiliare, Marco Esposito guida i lettori nella comprensione delle tendenze del mercato italiano. Grazie ai suoi consigli pratici, individua le migliori opportunità d’investimento nel settore.
Il design collezionabile si distingue per la sua qualità e rarità…
Che cosa determina se un mobile, una lampada o un accessorio è considerato “da collezione”? Le due qualità fondamentali sono l’unicità e l’eccellenza del prodotto: l’unicità si riferisce al numero limitato o alla singolarità degli esemplari disponibili sul mercato, mentre la qualità può derivare da diversi fattori: dalla durabilità nel tempo, dalla scelta di materiali di alto livello, ma anche dall’eccellenza del design e dalla funzionalità dell’oggetto.