Riserve Auree: Quasi Risolto il Problema, la Straordinaria Storia di un Negotium Imaginarium!

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La BCE solleva dubbi sugli obiettivi dell’emendamento relativo alle riserve auree, indicando indirettamente la necessità di ritirare la misura

La richiesta di spiegazioni avanzata dalla BCE riguardo l’emendamento alla legge finanziaria sulle riserve d’oro della Banca d’Italia non sorprende, data l’importanza della questione e le numerose discussioni sollevate anche sulla nostra piattaforma nelle ultime settimane.

Un articolo dichiarativo nella legge di bilancio

Introdurre un articolo che apparentemente non sembra avere effetti pratici, secondo quanto affermato dagli stessi proponenti come una mera dichiarazione di principi, solleva perplessità. La legge finanziaria non dovrebbe essere utilizzata per affermazioni di principio. Pertanto, l’emendamento dovrebbe includere riferimenti alle normative del Trattato UE relative alle riserve delle banche centrali dell’Eurosistema e precisare che la loro gestione e il loro possesso sono autonomi e indipendenti, e che vengono registrati nel bilancio della Banca d’Italia.

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Se l’intento è di aderire ai principi, la redazione dell’emendamento deve essere coerente. Affermare che le riserve “appartengono” (e non sono di proprietà) al popolo dovrebbe essere integrato nel contesto di chi detiene e gestisce effettivamente le riserve, oltre a considerare le normative pertinenti.

Obiettivi poco chiari e mancanza di spiegazioni

La BCE ha ripetutamente evidenziato la mancanza di chiarezza negli obiettivi dell’emendamento, suggerendo implicitamente che sarebbe stato più prudente ritirarlo.

Anche il nostro giornale aveva suggerito una tale azione. Tuttavia, se per ragioni politiche e istituzionali si è deciso di non ritirarlo, allora l’emendamento dovrebbe essere formulato in modo da rispettare l’ordinamento europeo e la realtà storica consolidata da oltre un secolo.

  • Leggi anche: La BCE critica l’idea che l’oro della Bankitalia appartenga al popolo e invita l’Italia a rivedere l’emendamento sulle proprietà delle riserve

Il contributo del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, è stato cruciale nel difendere l’autonomia dell’istituto in merito alle riserve essenziali per la stabilità monetaria. Ulteriori chiarimenti da parte del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti saranno necessari per allineare la norma alla sua formulazione originale.

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Alla fine, si potrebbe concludere che, nonostante l’insolita natura della questione e il tempo dedicato, tutto è bene ciò che finisce bene. Tuttavia, il tempo speso avrebbe potuto essere impiegato per obiettivi più significativi, se non fosse per l’importanza della materia e l’impegno dimostrato a Via Nazionale. In questo contesto, si potrebbe citare il termine latino negotium imaginarium. (riproduzione riservata)

  • Leggi anche: Il tentativo di appropriazione dell’oro di Bankitalia, la BCE: norma errata. E invita l’Italia a rivedere l’emendamento sulla proprietà delle riserve





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