Quando Contattare un Consulente Energetico: Scopri il Momento Giusto!

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Formazione del consulente

Qual è il percorso formativo ideale per un aspirante consulente energetico? Mirko Giuntini condivide la sua esperienza formativa come esempio: «Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Edile, ho partecipato ai corsi offerti dall’Agenzia CasaClima di Bolzano. Questi corsi sono articolati in tre fasi: Corso Base, Corso Avanzato e Corso per Consulenti, raggiungendo un totale di 120 ore di lezione. Al termine di questi corsi, si sostiene un esame che, se superato, conferisce il titolo di Consulente CasaClima. Ho anche acquisito le qualifiche di Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) secondo la norma UNI 11339 e di Esperto in Edilizia Sostenibile secondo la norma UNI EN ISO/IEC 17024, entrambi certificati da Accredia».

Altre informazioni dall’Agenzia CasaClima rivelano che il percorso per diventare consulenti inizia con il titolo di “Esperto CasaClima Junior”, seguito dal titolo per consulenti energetici. Fino ad oggi, 1600 professionisti hanno percorso questa strada in Italia, 20 dei quali hanno anche ottenuto la qualifica di Consulente di Sostenibilità CasaClima e 58 sono diventati Consulenti ComuneClima.

L’architetta Rosella Scarabelli, di FondamentanuoveFN03, sottolinea l’importanza dell’esperienza pratica: «La figura del consulente energetico comprende un tecnico con una solida formazione teorica e pratica, acquisita attraverso studi specifici (università politecniche, istituti tecnici superiori, corsi post-laurea o post-diploma, master) e, come si dice, sul campo. Il consulente spesso opera anche come certificatore energetico, e pur non essendo essenziale una competenza approfondita in termotecnica (compito tipicamente affidato a specialisti nella fase esecutiva del progetto), è fondamentale avere una visione ampia e competenze integrate per valorizzare al meglio un progetto di riqualificazione energetica, tenendo conto delle caratteristiche architettoniche specifiche e degli obiettivi del progetto di ristrutturazione. L’attività di riqualificazione energetica ha anche un impatto estetico e deve essere integrata nel “buon design”, fornendo interpretazioni che possono guidare decisamente il progetto architettonico».

Le fasi del processo

Il lavoro del consulente energetico si articola in tre fasi principali: analisi, diagnosi e proposta di miglioramento. «È essenziale analizzare accuratamente la situazione esistente, ossia “fotografare” l’edificio e gli impianti come si presentano al momento dell’analisi, per poi modellarli tramite software specifici e assegnare una classe energetica di base. Questo richiede un’accurata indagine dell’edificio, l’analisi delle strutture opache (pareti, solai, tetto, etc.) e degli infissi esistenti, oltre alla valutazione degli impianti presenti attraverso l’analisi dei sistemi di emissione, regolazione, distribuzione e produzione. Dopo aver modellato la situazione esistente, si procede alla diagnosi energetica, simulando il comportamento energetico dell’edificio e confrontandolo con i consumi effettivi rilevati dalle bollette fornite dal cliente. A questo punto si simula l’efficacia degli interventi di miglioramento possibili, valutandone l’impatto in termini di miglioramento energetico, costi e tempi di ammortamento», specifica Mirko Giuntini.

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Gebhard Platter, dell’ufficio comunicazione di CasaClima, descrive il consulente energetico come un maestro d’orchestra capace di coordinare diverse competenze per identificare la strategia migliore per valorizzare un edificio e ridurre i costi di gestione.

Il processo prevede quindi più ‘atti’: «Generalmente si organizza in uno o più sopralluoghi, utili a rilevare le caratteristiche del “sistema edificio/impianto” in stato ante operam, finalizzati alla creazione di un modello di studio su cui verranno condotti diversi esperimenti (la cosiddetta diagnosi energetica) al fine di ottenere il risultato di efficientamento più coerente e conveniente rispetto alle caratteristiche dell’immobile, alle richieste del cliente e alla proposta progettuale dei professionisti incaricati», conclude Rosella Scarabelli.

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Quando contattare il consulente energetico

Il momento ideale per coinvolgere un consulente energetico è quando si decide di avviare un processo di riqualificazione di un immobile. Collaborando fin dalle prime fasi con gli altri professionisti coinvolti, è possibile pianificare gli interventi più efficacemente. Coinvolgendolo sin dall’inizio, sarà anche più semplice ottimizzare l’investimento, evitando di dover riprogrammare alcune fasi.
Secondo CasaClima, «Il consulente energetico non è solo utile per valutare il potenziale di risparmio all’interno di un edificio e per ristrutturarlo in modo efficiente, ma anche nella fase di progettazione di un nuovo edificio. Consultare un consulente energetico è un investimento vantaggioso anche in fase di progettazione, per massimizzare il potenziale di risparmio. Pertanto, dovrebbe essere contattato prima di progettare un risanamento energetico o la costruzione di un nuovo edificio».

Costi previsti

Come in ogni progetto, ci sono numerose variabili da considerare quando si definiscono i costi. Mirko Giuntini fornisce un esempio concreto: «Per darvi un’idea, la diagnosi energetica di un edificio unifamiliare di circa 100 mq può costare tra 700 e 1000 euro, a seconda dello sforzo richiesto al consulente. Se il cliente ha già a disposizione un rilievo metrico preciso dell’edificio, magari fatto per altri scopi, i costi possono essere ridotti».

Rosella Scarabelli aggiunge: «È importante comprendere che si tratta di un’attività progettuale seria. Il costo varia naturalmente in base alla dimensione dell’immobile, alla complessità degli impianti e alla natura e all’estensione della consulenza fornita.
Questa attività può espandersi notevolmente se, partendo da un semplice colloquio orientativo (consigli di “buona condotta” che non richiedono un’analisi dettagliata o esperimenti sul modello edificio/impianto) che può costare quanto una visita specialistica, si estende fino alla diagnosi energetica vera e propria e al progetto di efficientamento energetico da allegare alle pratiche autorizzative.
In ogni caso, un professionista serio sarà in grado di offrire un preventivo su misura, eventualmente strutturato anche in moduli, per procedere a tappe successive».

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Interventi più comuni

Isolamento, infissi e impianti sono tra gli elementi più frequentemente coinvolti nei progetti di un consulente energetico.
«Un involucro ben isolato che non disperde calore in inverno e non si surriscalda in estate, grazie all’utilizzo di ventilazione naturale e ombreggiature, richiede meno energia per garantire il comfort degli occupanti. Questo permette di installare impianti più semplici e meno energivori, preferibilmente alimentati da energie rinnovabili anziché da fonti fossili», precisa Mirko Giuntini.

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Secondo l’agenzia CasaClima, «Inizialmente il consulente energetico si concentra sugli aspetti energetici dell’involucro dell’edificio. In un edificio esistente, può facilmente individuare i punti deboli e suggerire misure immediate. Una prima ispezione è generalmente rivolta alle finestre per valutare la qualità degli infissi, il tipo di vetro utilizzato e la tenuta all’aria del telaio. Un altro aspetto importante è l’isolamento termico delle pareti. Con un semplice termometro è possibile misurare la temperatura delle pareti esterne o nei punti in cui più facilmente si può formare muffa. In sintesi, si considera l’isolamento del primo e dell’ultimo solaio, la sostituzione delle finestre e l’isolamento delle pareti esterne. Successivamente si valuta l’efficienza dell’impianto e, a seconda dei problemi riscontrati, si decide se intervenire parzialmente o modernizzare l’impianto. A volte, ad esempio quando i termosifoni non si riscaldano contemporaneamente o si sentono rumori nelle tubazioni, può essere sufficiente un bilanciamento idraulico della rete effettuato da un tecnico».

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