La premier Giorgia Meloni volerà ad Addis Abeba per il vertice Italia‑Africa con l’obiettivo di fare il punto sul Piano Mattei: dalle risorse già dispiegate alle criticità che rischiano di rallentare cantieri e accordi. Quello che si deciderà in queste giornate avrà conseguenze pratiche su progetti energetici, corridoi commerciali e sicurezza alimentare nel continente.
- Risorse mobilitate: oltre 1,3 miliardi di euro su una dotazione complessiva di 5,5 miliardi.
- Fonti principali: Fondo italiano per il clima, plafond di Cassa Depositi e Prestiti e una linea con la Banca africana di sviluppo.
- Meccanismo finanziario: cofinanziamenti che generano un effetto‑leva e hanno attratto partner come Emirati Arabi Uniti e Danimarca.
Il programma di investimenti promosso dall’Italia ha già mosso somme significative, ma la sfida è ora convertire le promesse in cantieri operativi. Il piano è passato da una prima lista di 9 Paesi a 14 destinazioni coinvolte, con possibili ulteriori ampliamenti in vista del 2026.
I progetti attivi
Tra le iniziative con avanzamenti concreti spiccano alcuni interventi chiave: la prima tranche di finanziamento per il corridoio ferroviario verso il porto di Lobito, un grande piano solare in Egitto e programmi di rafforzamento istituzionale per la produzione energetica in Mozambico.
In dettaglio:
- Corridoio di Lobito: è stata versata la prima tranche da 250 milioni per il progetto che collega il Copperbelt africano al porto angolano, facilitando il trasporto delle materie prime verso l’Atlantico.
- Assuan (Egitto): impegno italiano di circa 110 milioni per realizzare una grande centrale fotovoltaica con sistemi di accumulo energetico.
- Mozambico – progetto Ascent: stanziati 100 milioni per rafforzare le capacità nazionali nella produzione e distribuzione di energia.
- Senegal: quasi 85 milioni destinati a misure per la sovranità alimentare.
Priorità tematiche
I settori considerati prioritari restano sei e orientano la scelta delle iniziative finanziate:
- istruzione e formazione
- sanità
- acqua
- agricoltura
- energia
- infrastrutture fisiche e digitali
I nodi da sciogliere
Nonostante i fondi stanziati, il percorso operativo incontra ostacoli. Le difficoltà principali riguardano ritardi nella progettazione esecutiva e nella scelta di partner locali affidabili, oltre alla complessità delle procedure per l’accesso a strumenti multilaterali e partenariati pubblico‑privati.
Queste criticità non sono soltanto tecniche: rallentano l’erogazione dei finanziamenti, riducono l’effetto moltiplicatore degli investimenti e possono indebolire la capacità italiana di attrarre cofinanziamenti internazionali. Per questo motivo, i colloqui di Addis Abeba saranno centrati su misure pratiche per snellire i processi e rafforzare il coordinamento con le controparti africane e con altri attori internazionali.
Le decisioni che emergeranno dal vertice saranno decisive per consolidare i progetti già avviati e per sgombrare il campo a ulteriori iniziative, con un impatto diretto su economia, occupazione e accesso a servizi essenziali in molte aree del continente.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.