John Elkann rischia il processo: contestate frode allo Stato ed evasione sull’eredità Agnelli

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La procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per John Elkann nell’ambito dell’inchiesta sulla successione della famiglia Agnelli: l’accusa riguarda presunti reati fiscali legati alla gestione dell’eredità e un possibile artificio nella residenza della vedova. Il procedimento, con udienza fissata per il 22 giugno, mette sotto esame aspetti patrimoniali e fiscali che potrebbero avere ricadute economiche e reputazionali immediate.

Da dove nasce l’indagine

L’attività investigativa è partita da un esposto firmato da Margherita Agnelli de Pahlen, madre di Elkann, e si concentra sulla posizione fiscale di Marella Caracciolo, moglie dell’avvocato Gianni Agnelli. I pm sospettano che la residenza in Svizzera della vedova sia stata simulata con espedienti tali da alterare la gestione fiscale dell’asse ereditario.

Secondo gli inquirenti, quella ricostruzione avrebbe inciso sulle imposte dovute. Lo scorso anno Elkann ha effettuato versamenti all’Agenzia delle Entrate per una cifra intorno ai 183 milioni di euro, somma collegata, sempre secondo l’accusa, alle contestazioni sollevate dalla procura.

Chi è coinvolto e quali sono le ipotesi di reato

Oltre a Elkann, l’inchiesta riguarda anche il presidente della Juventus e consulente storico della famiglia, Gian Luca Ferrero, e un notaio, Ettore Maria Morone. Per Ferrero e per il professionista i pm ipotizzano, oltre ai reati fiscali, il concorso in falsità ideologica relativa a documenti pubblici.

Le contestazioni vertono in particolare sulla presunta alterazione delle date di due atti che riguardano la società semplice «Dicembre», il veicolo che controlla la holding familiare.

  • Chiesta la citazione a giudizio per John Elkann per presunte truffa aggravata ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta.
  • Oggetto dell’inchiesta: la residenza fiscale in Svizzera di Marella Caracciolo e i suoi effetti sulle imposte di successione.
  • Versamento contestato: circa 183 milioni pagati da Elkann all’Agenzia delle Entrate lo scorso anno.
  • Altri indagati: Gian Luca Ferrero e il notaio Ettore Maria Morone, accusati anche di falso ideologico.
  • Udienza preliminare: il procedimento è stato riunificato e l’udienza è stata aggiornata al 22 giugno.

Durante l’udienza preliminare è emersa la richiesta di rinvio a giudizio, passaggio che i difensori descrivono come un atto tecnico utile alla ricomposizione delle posizioni processuali. Gli avvocati di Elkann hanno ribadito che il loro assistito si ritiene estraneo alle contestazioni e che intende difendersi nel merito.

Implicazioni pratiche

Se il giudice disponesse il rinvio a giudizio, il caso entrerebbe nella fase dibattimentale: per gli imputati ciò significherebbe affrontare un processo con possibili sanzioni penali e conseguenze civili e fiscali in caso di condanna. Anche la gestione delle partecipazioni societarie e la trasparenza delle pratiche ereditarie potrebbero essere riaperte al vaglio di consulenti e autorità tributarie.

Per ora le valutazioni degli inquirenti si limitano a ricostruzioni probatorie; resta da verificare in dibattimento se gli elementi raccolti saranno ritenuti sufficienti per una condanna. L’appuntamento del 22 giugno sarà il prossimo passaggio formale per stabilire il prosieguo del procedimento.

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