Giovani Designer alla Ribalta: Scopri Come Creano le Nuove Tendenze!

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Scenario del Salone Satellite presso Rho Fiera durante il Salone del Mobile 2022

Prima tappa: Fiera Milano, Salone Satellite.
Alla sua ventitreesima edizione, il Satellite ha visto la partecipazione di circa 600 giovani designer da 48 nazioni diverse. Il tema centrale è stato “Progettare per i nostri futuri”, con un focus marcato sulla sostenibilità e le sue varie interpretazioni.
“La sostenibilità rappresenta un messaggio chiave che l’evento vuole trasmettere, considerando i vantaggi di un design che si adatta alle necessità di autonomia e inclusione generali della società e specifiche per ogni fascia d’età e abilità. L’idea di base è che le esigenze variano nel corso della vita e che un design che considera questa diversità è intrinsecamente sostenibile e durevole”, hanno spiegato gli organizzatori nel loro comunicato stampa, fornendo così una direzione chiara ai designer emergenti, che hanno risposto con grande entusiasmo.

Marva Griffin, ideatrice del Salone Satellite

Da oltre due decenni a capo della mostra, Marva Griffin, originaria del Venezuela ma ormai milanese d’adozione e vincitrice del Premio Compasso d’Oro alla Carriera nel 2014, ha un’ottima conoscenza del settore dei giovani designer e ha evidenziato alcune caratteristiche attuali: «Il Salone Satellite è cresciuto insieme ai giovani. La tecnologia digitale ha giocato un ruolo cruciale in questa evoluzione, così come l’autoproduzione e l’interpretazione del concetto di sostenibilità. Ogni designer porta avanti i propri progetti in linea con le proprie radici».

L’uso prevalente di materiali locali e naturali nei progetti, l’attenzione verso l’arte artigianale, la riduzione dei consumi e la reinterpretazione della sostenibilità, intrecciata anche con il concetto di ‘dignità’, come dimostra il progetto vincitore del primo premio al SaloneSatellite Award.

Deambulatore RemX di Lani Adeoye, vincitore del primo premio al SaloneSatellite Award 2022

Il deambulatore creato da Lani Adeoye è nato con l’intento di conferire dignità e forza all’utente: “offrire un oggetto gradevole da esibire nel proprio spazio e da utilizzare con piacere”, come riportato dal Salone, e la giuria ha motivato la scelta così: “Unisce eleganza e dignità in un oggetto utile per tutti. È un eccellente esempio di artigianato contemporaneo che combina tecniche locali con ispirazioni progettuali globali. Risponde efficacemente e direttamente al tema del SaloneSatellite 2022: Progettare per i nostri futuri”.

Lampade Lamps di Belgium Is Design / Studio Gilles, vincitore del secondo premio al SaloneSatellite Award 2022
Arredi urbani Meenghe di Young Balkan Designers / Djurdja Garčević , vincitore del terzo premio al SaloneSatellite Award 2022

Per quanto riguarda la sostenibilità e la sua interpretazione, un esempio concreto è il progetto di Djurdja Garčević che ha utilizzato trucioli di pneumatico per creare arredi urbani, descrivendo così Meenghe e la sua visione: «Questo progetto è una soluzione per affrontare il problema dell’eccessivo scarto di materiali pneumatici in discarica e nella natura. Contemporaneamente, le città sono in continua espansione e necessitano di più arredi urbani mobili ed ergonomici.
La tecnologia di produzione è principalmente meccanica: si separa il materiale, si tritura e poi si stampa con l’ausilio di una colla poliuretanica. Sono consapevole che il mondo sta vivendo una situazione difficile e che non stiamo facendo abbastanza per salvaguardare il pianeta; questo premio mi fa sperare che ci sarà più visibilità e comprensione per le questioni ambientali».
Progetto +1,5 Celsius di Atelier Ferraro, menzione speciale al SaloneSatellite Award 2022. La sedia si trasforma in altri elementi d’arredo
Ease Chair di Rasmus Palmgren, menzione speciale al SaloneSatellite Award 2022

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Anche il finlandese Rasmus Palmgren ha esplorato il tema della sostenibilità, legato al ciclo di vita e alla filiera produttiva, con il progetto Ease Chair, che ha ottenuto una menzione speciale al SaloneSatellite Award. «La sedia Ease è una sedia impilabile realizzata in legno di faggio europeo coltivato localmente. Il suo ‘linguaggio di design’ sobrio e la struttura solida la rendono una sedia che può durare nel tempo e adattarsi a molti ambienti diversi», ha spiegato.
La giuria del premio ha collegato la filosofia del progetto con il mondo della produzione, motivando così la menzione: “Semplice, ben disegnata, con un design piacevole e funzionale per l’uso è un prodotto maturo per la produzione”.

I vincitori del SaloneSatellite Award e, sulla destra, Marva Griffin, ideatrice del Salone Satellite
Valentina Ciuffi (fondatrice di Studio Vedèt) e Joseph Grima (fondatore di Space Caviar) autori del progetto Alcova. Foto di Elisabetta Claudio

I giovani designer hanno esposto i loro progetti anche in città, durante il Fuorisalone. Tra i vari eventi, il progetto Alcova, ospitato presso il Centro Ospedaliero Militare di Baggio, ha raccolto numerose idee innovative per il futuro, presentate dalla curatrice della mostra Valentina Ciuffi: «Alcova è nata dalla collaborazione tra le mie conoscenze nel settore del design collettivo e con le aziende, grazie a Studio Vedét, e da quelle di Joseph Grima, direttore dell’Accademia di Eindhoven, quindi connesso con istituzioni e scuole. In Alcova, quindi, siamo collettori delle idee che ci arrivano dalle nostre reti.
Tra queste, una delle idee che abbiamo identificato riguarda l’evoluzione del rapporto con l’artigianato, la tradizione e l’artigianalità, una conseguenza di un particolare momento nel settore.

Allestimento presso Alcova con progetti di Zaven, Maya Leroy e Mario Tsai di SEM, nuova azienda che nasce da Spotti Milano e che, grazie al rapporto con gli artigiani locali, ha messo in relazione artigiani e designer. Foto di Mattia Parodi

Abbiamo osservato una maggiore disponibilità da parte degli artigiani e dei laboratori dal momento in cui le aziende di design hanno iniziato a trasferire le produzioni all’estero, liberando così gli artigiani locali. Ad esempio, in Brianza è emerso più spazio per un rapporto diretto tra designer e produttori artigianali; un rapporto che può manifestarsi in modi retorici o nostalgici oppure può avvenire con i designer in una posizione più proattiva.
Molti giovani di oggi sono direttamente coinvolti, non si limitano a visitare l’artigiano, ma lo fanno con un approccio completamente diverso, sovversivo, irriverente, sfidante, e la bottega o reagisce male e si chiude o si integra e si assiste a un’evoluzione dell’artigianato, resa possibile grazie ai giovani».
Unproduced di Maximilian Marchesani

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Valentina Ciuffi continua a parlare di materiali, evidenziando un filone di ricerca sulla sostenibilità quasi ossessivo, come dimostra ad esempio il progetto di Maximilian Marchesani, che incorpora piante sotto resine.
“‘Unproduced’ è la mia ossessione per ambienti e sistemi completamente snaturati e controllati dall’artificio, dove l’uomo assume il controllo totale delle variabili. Osservo gli ecosistemi naturali metropolitani, quando la natura si scontra con manufatti, abitudini e specie aliene e si adatta a essi, riscrivendo i codici della propria biodiversità, genetica ed estetica. L’assenza di variabili, la standardizzazione dovuta al processo industriale e la saturazione degli ambienti costringono le forme di vita a trovare nuovi equilibri. Questo genera dentro di me mondi di interscambio materico e funzionale tra naturale e artificiale, dove la materia non è più soggiogata dal desiderio antropocentrico”, spiega Maximilian Marchesani riguardo al suo lavoro esposto.

Progetto Materia Sensibile di La Succulente, basato sull’uso del micelio. Foto di Magali Avezou

Un altro esempio è il progetto di La Succulente, uno studio creativo che opera all’incrocio tra arte, artigianato e comunicazione. “Lavoriamo
con artisti e artigiani per esplorare temi contemporanei. Con un’ampia rete internazionale di creatori, offriamo esperienze estetiche e critiche, attraverso manufatti e progetti.
Per Alcova 2022, l’installazione Materia Sensibile esplora il nostro rapporto intrecciato con l’ambiente naturale”, raccontano nella loro presentazione.
Il progetto si basa sull’uso del micelio – intreccio di filamenti che nasce dai funghi – come materiale su cui basare progetti di design e architettura.

Polcha ad Alcova. Foto di Charlotte Tarbouriech

In termini di estetica e di stile, pur in un panorama molto vasto, si riconosce un ritorno all’estetica degli anni Novanta. «Vedo un design meno minimalista, più audace, colorato, iper-sperimentale nella combinazione di colori e materiali», racconta l’autrice di Alcova presentando come esempio il progetto di Polcha, firmato da Charlotte Tarbouriech e Pauline Leyravaud.
Conversation Chair di Uniform realizzata con divise dismesse e trasformate dando loro altre funzioni
Esposizione RO Collectible 2022 Designers and Crafters alla Rossana Orlandi Gallery durante la settimana del Salone del Mobile. Foto di Andrea Ceriani

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