Il futuro del design raccontato dai talenti emergenti durante il Salone Satellite e nelle vie di Milano
Da oltre due decenni a capo della mostra, Marva Griffin, originaria del Venezuela ma ormai milanese d’adozione e vincitrice del Premio Compasso d’Oro alla Carriera nel 2014, ha un’ottima conoscenza del settore dei giovani designer e ha evidenziato alcune caratteristiche attuali: «Il Salone Satellite è cresciuto insieme ai giovani. La tecnologia digitale ha giocato un ruolo cruciale in questa evoluzione, così come l’autoproduzione e l’interpretazione del concetto di sostenibilità. Ogni designer porta avanti i propri progetti in linea con le proprie radici».
L’uso prevalente di materiali locali e naturali nei progetti, l’attenzione verso l’arte artigianale, la riduzione dei consumi e la reinterpretazione della sostenibilità, intrecciata anche con il concetto di ‘dignità’, come dimostra il progetto vincitore del primo premio al SaloneSatellite Award.
Il deambulatore creato da Lani Adeoye è nato con l’intento di conferire dignità e forza all’utente: “offrire un oggetto gradevole da esibire nel proprio spazio e da utilizzare con piacere”, come riportato dal Salone, e la giuria ha motivato la scelta così: “Unisce eleganza e dignità in un oggetto utile per tutti. È un eccellente esempio di artigianato contemporaneo che combina tecniche locali con ispirazioni progettuali globali. Risponde efficacemente e direttamente al tema del SaloneSatellite 2022: Progettare per i nostri futuri”.
Per quanto riguarda la sostenibilità e la sua interpretazione, un esempio concreto è il progetto di Djurdja Garčević che ha utilizzato trucioli di pneumatico per creare arredi urbani, descrivendo così Meenghe e la sua visione: «Questo progetto è una soluzione per affrontare il problema dell’eccessivo scarto di materiali pneumatici in discarica e nella natura. Contemporaneamente, le città sono in continua espansione e necessitano di più arredi urbani mobili ed ergonomici.
La tecnologia di produzione è principalmente meccanica: si separa il materiale, si tritura e poi si stampa con l’ausilio di una colla poliuretanica. Sono consapevole che il mondo sta vivendo una situazione difficile e che non stiamo facendo abbastanza per salvaguardare il pianeta; questo premio mi fa sperare che ci sarà più visibilità e comprensione per le questioni ambientali».
Anche il finlandese Rasmus Palmgren ha esplorato il tema della sostenibilità, legato al ciclo di vita e alla filiera produttiva, con il progetto Ease Chair, che ha ottenuto una menzione speciale al SaloneSatellite Award. «La sedia Ease è una sedia impilabile realizzata in legno di faggio europeo coltivato localmente. Il suo ‘linguaggio di design’ sobrio e la struttura solida la rendono una sedia che può durare nel tempo e adattarsi a molti ambienti diversi», ha spiegato.
La giuria del premio ha collegato la filosofia del progetto con il mondo della produzione, motivando così la menzione: “Semplice, ben disegnata, con un design piacevole e funzionale per l’uso è un prodotto maturo per la produzione”.
I giovani designer hanno esposto i loro progetti anche in città, durante il Fuorisalone. Tra i vari eventi, il progetto Alcova, ospitato presso il Centro Ospedaliero Militare di Baggio, ha raccolto numerose idee innovative per il futuro, presentate dalla curatrice della mostra Valentina Ciuffi: «Alcova è nata dalla collaborazione tra le mie conoscenze nel settore del design collettivo e con le aziende, grazie a Studio Vedét, e da quelle di Joseph Grima, direttore dell’Accademia di Eindhoven, quindi connesso con istituzioni e scuole. In Alcova, quindi, siamo collettori delle idee che ci arrivano dalle nostre reti.
Tra queste, una delle idee che abbiamo identificato riguarda l’evoluzione del rapporto con l’artigianato, la tradizione e l’artigianalità, una conseguenza di un particolare momento nel settore.
Abbiamo osservato una maggiore disponibilità da parte degli artigiani e dei laboratori dal momento in cui le aziende di design hanno iniziato a trasferire le produzioni all’estero, liberando così gli artigiani locali. Ad esempio, in Brianza è emerso più spazio per un rapporto diretto tra designer e produttori artigianali; un rapporto che può manifestarsi in modi retorici o nostalgici oppure può avvenire con i designer in una posizione più proattiva.
Molti giovani di oggi sono direttamente coinvolti, non si limitano a visitare l’artigiano, ma lo fanno con un approccio completamente diverso, sovversivo, irriverente, sfidante, e la bottega o reagisce male e si chiude o si integra e si assiste a un’evoluzione dell’artigianato, resa possibile grazie ai giovani».
Valentina Ciuffi continua a parlare di materiali, evidenziando un filone di ricerca sulla sostenibilità quasi ossessivo, come dimostra ad esempio il progetto di Maximilian Marchesani, che incorpora piante sotto resine.
“‘Unproduced’ è la mia ossessione per ambienti e sistemi completamente snaturati e controllati dall’artificio, dove l’uomo assume il controllo totale delle variabili. Osservo gli ecosistemi naturali metropolitani, quando la natura si scontra con manufatti, abitudini e specie aliene e si adatta a essi, riscrivendo i codici della propria biodiversità, genetica ed estetica. L’assenza di variabili, la standardizzazione dovuta al processo industriale e la saturazione degli ambienti costringono le forme di vita a trovare nuovi equilibri. Questo genera dentro di me mondi di interscambio materico e funzionale tra naturale e artificiale, dove la materia non è più soggiogata dal desiderio antropocentrico”, spiega Maximilian Marchesani riguardo al suo lavoro esposto.
Un altro esempio è il progetto di La Succulente, uno studio creativo che opera all’incrocio tra arte, artigianato e comunicazione. “Lavoriamo
con artisti e artigiani per esplorare temi contemporanei. Con un’ampia rete internazionale di creatori, offriamo esperienze estetiche e critiche, attraverso manufatti e progetti.
Per Alcova 2022, l’installazione Materia Sensibile esplora il nostro rapporto intrecciato con l’ambiente naturale”, raccontano nella loro presentazione.
Il progetto si basa sull’uso del micelio – intreccio di filamenti che nasce dai funghi – come materiale su cui basare progetti di design e architettura.
In termini di estetica e di stile, pur in un panorama molto vasto, si riconosce un ritorno all’estetica degli anni Novanta. «Vedo un design meno minimalista, più audace, colorato, iper-sperimentale nella combinazione di colori e materiali», racconta l’autrice di Alcova presentando come esempio il progetto di Polcha, firmato da Charlotte Tarbouriech e Pauline Leyravaud.
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Esperto nel settore immobiliare, Marco Esposito guida i lettori nella comprensione delle tendenze del mercato italiano. Grazie ai suoi consigli pratici, individua le migliori opportunità d’investimento nel settore.
Prima tappa: Fiera Milano, Salone Satellite.
Alla sua ventitreesima edizione, il Satellite ha visto la partecipazione di circa 600 giovani designer da 48 nazioni diverse. Il tema centrale è stato “Progettare per i nostri futuri”, con un focus marcato sulla sostenibilità e le sue varie interpretazioni.
“La sostenibilità rappresenta un messaggio chiave che l’evento vuole trasmettere, considerando i vantaggi di un design che si adatta alle necessità di autonomia e inclusione generali della società e specifiche per ogni fascia d’età e abilità. L’idea di base è che le esigenze variano nel corso della vita e che un design che considera questa diversità è intrinsecamente sostenibile e durevole”, hanno spiegato gli organizzatori nel loro comunicato stampa, fornendo così una direzione chiara ai designer emergenti, che hanno risposto con grande entusiasmo.