Fondi 9,3 miliardi per il caro energia ETS2: chi beneficia e come si spende

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Il governo ha dato il via libera a un pacchetto da 9,3 miliardi pensato per attenuare l’impatto della transizione energetica sulle famiglie e sulle microimprese: bonus in bolletta, interventi sugli immobili e incentivi per la mobilità. Il piano, elaborato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ora sarà inviato alla Commissione europea in vista dell’avvio dell’ETS2 nel 2027.

Che cosa cambia e perché conta subito

L’entrata in vigore dell’ETS2 estenderà il prezzo della CO2 anche ai carburanti per il trasporto su strada e ai combustibili usati per il riscaldamento domestico, con possibili ripercussioni sui costi del gas, del gasolio e della bolletta. Il Piano sociale per il clima cerca di evitare che questi oneri ricadano sui più fragili, usando risorse europee integrate con finanziamenti nazionali.

Stazione di servizio con indicatori prezzi e auto in coda
L’estensione del prezzo della CO2 influirà sui carburanti e sui costi di trasporto.

All’Italia sono destinati circa 7 miliardi dal Fondo sociale per il clima (periodo 2026–2032), cui si sommano 2,3 miliardi di cofinanziamento da parte dello Stato, per una dotazione complessiva di 9,3 miliardi.

Le quattro aree di intervento

  • Riqualificazione degli edifici — 3,2 miliardi: lavori sugli immobili di edilizia residenziale pubblica e sulle strutture di microimprese, con priorità per gli immobili più inefficienti.
  • Sostegno diretto — 1,3 miliardi: un unico strumento, il Bonus Energia Plus, erogato in bolletta per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro.
  • Mobilità — 4,6 miliardi: incentivi individuali e investimenti per potenziare il trasporto pubblico e i servizi condivisi.
  • Assistenza tecnica e governance — 85 milioni: piattaforme digitali, sportelli territoriali, controlli e rendicontazione.

Edilizia: ridurre consumi e spese

La componente dedicata agli immobili concentra risorse su interventi strutturali volti a migliorare l’efficienza energetica degli alloggi pubblici e di quelli usati dalle microimprese. L’obiettivo dichiarato è abbassare in modo duraturo le spese energetiche delle famiglie più esposte.

Un sottofondo specifico, pari a circa 95,2 milioni, è destinato all’elettrificazione dei consumi domestici. Secondo le stime, potranno beneficiare contributi fino al 100% delle spese per adeguare la fornitura elettrica circa 865.000 nuclei vulnerabili, ad esempio per aumentare la potenza del contatore o coprire oneri tecnici e amministrativi.

Bonus in bolletta per le famiglie

Il sostegno diretto assume la forma del Bonus Energia Plus, che dispone di 1,3 miliardi e dovrebbe operare tra il 2028 e il 2031. È pensato per famiglie con ISEE fino a 25.000 euro e calibra l’entità dell’aiuto anche sulla base della zona climatica, così da tenere conto dei fabbisogni di riscaldamento.

L’erogazione avverrà automaticamente attraverso una componente negativa in bolletta: i beneficiari riceveranno il contributo senza dover presentare domande aggiuntive, a condizione di possedere i requisiti previsti.

Trasporti: il capitolo più consistente

Con 4,6 miliardi il settore della mobilità assorbe la fetta più ampia delle risorse. Il piano combina misure rivolte direttamente agli utenti con investimenti infrastrutturali e operativi.

Autobus pubblici e hub di trasporto con passeggeri anonimi
Investimenti per potenziare il trasporto pubblico e i servizi condivisi.

Tra le misure spicca il portafoglio elettronico chiamato My Mobility Account, dotato di 1,7 miliardi per il periodo 2027–2032: tramite un wallet individuale, persone in condizione di vulnerabilità potranno acquistare servizi di mobilità sostenibile usufruendo di un contributo annuale di 400, 200 o 100 euro in base a un indice di bisogno.

Altri 2,8 miliardi finanzieranno il rafforzamento dell’offerta di trasporto pubblico e condiviso — autobus, servizi intermodali, hub e infrastrutture per la mobilità attiva — e potranno coprire parte dei costi operativi nella fase di avvio. Sul piano operativo, il ministero dell’Ambiente avrà un ruolo di coordinamento nazionale mentre alle Regioni spetterà la programmazione e la realizzazione degli interventi locali.

Assistenza tecnica, monitoraggio e controlli

I poco più di 85 milioni destinati all’assistenza tecnica servono a mettere in piedi strumenti di gestione e controllo: piattaforme digitali per monitorare l’implementazione, sistemi informativi per mappare la vulnerabilità energetica, sportelli territoriali per accompagnare cittadini e microimprese nell’accesso alle misure e attività di rendicontazione e audit.

Questa dotazione mira a garantire trasparenza nell’uso dei fondi e a valutare nel tempo l’efficacia delle azioni intraprese.

Nel complesso, il Piano sociale per il clima vuole trasformare l’introduzione dell’ETS2 in un’occasione per rafforzare la resilienza delle fasce più deboli e accelerare la modernizzazione energetica del paese, riducendo al contempo il rischio di un aumento generalizzato dei costi per famiglie e piccole imprese.

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