Gli esperti di Confagricolturale Lecce rispondono alle domande sull’impianto domotico
Secondo gli specialisti, le richieste più comuni riguardano il controllo dei consumi energetici e delle luci, la gestione degli allarmi integrati con le tapparelle e l’implementazione di sistemi audio e video.
L’interfaccia di controllo, spiegano Alleva e Laudi, diventa unica. Non ci saranno più diversi telecomandi o termostati in una casa su più livelli, né un interruttore per ogni stanza.
«Gestire l’accensione delle luci e i carichi energetici permette di ridurre i consumi e di risparmiare energia. Questo è l’obiettivo della domotica», precisa Alleva.
I costi variano a seconda della dimensione dell’abitazione e del numero di sistemi connessi.
Sui costi di un impianto elettrico tradizionale, la domotica incide per un 20%. Se si tratta di una nuova costruzione, è possibile risparmiare sulle tracce da realizzare durante la costruzione, a differenza di interventi su edifici esistenti.
La realizzazione di un impianto audio o video in ogni stanza, che permette a ogni membro della famiglia di scegliere autonomamente cosa guardare o ascoltare, può incidere maggiormente sui costi. Ad esempio, un impianto domotico per un home theatre può costare fino a 3.000 euro.
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Sì! Gli esperti spiegano che è necessario prima realizzare l’infrastruttura di base. Questo “scheletro”, che oggi consentirebbe di avere un impianto elettrico basilare, in futuro potrebbe permettere di integrare i sistemi domotici desiderati in tempi diversi, collegando diverse interfacce. Ad esempio, un appartamento di 100 metri quadrati potrebbe avere un costo iniziale di 7mila euro.
È possibile, per esempio, gestire immediatamente il sistema d’allarme, il controllo dei carichi, la regolazione della temperatura e dell’illuminazione, lasciando l’integrazione di ulteriori sistemi di illuminazione a una fase successiva.
«Se si desidera invece installare un impianto domotico ex novo in un secondo momento, per esempio entrando in un’abitazione non nuova o perché in passato non si era pensato di realizzarlo, sarà necessario rifare l’impianto elettrico tradizionale, sostituire i cavi con quelli adatti a un impianto domotico e ristrutturare l’impianto», spiega Alleva.
Tutti raccomandano di integrare anche un sistema di sicurezza nell’impianto: è una soluzione sicura che generalmente costa circa 1.000 euro.
«Nonostante la presenza di numerosi sistemi connessi, la domotica non necessita di un abbonamento internet speciale. Quando si invia un comando, come l’accensione di una luce, questo si traduce in bit e non è un’immagine. Pertanto, non influisce sul consumo di dati e non richiede una banda più veloce. Tuttavia, se il sistema include un allarme con telecamere, le immagini potrebbero essere scaricate lentamente sullo smartphone se la rete non è sufficientemente veloce, ma questo dipende dall’abbonamento telefonico», spiega Laudi.
Il futuro vedrà la possibilità di integrare e gestire ogni dispositivo connesso tramite un unico sistema di accesso. Attualmente, questo non è ancora possibile; infatti, la maggior parte dei dispositivi può connettersi solo con altri dello stesso marchio.
Secondo Mauro Turaglio, in futuro è probabile che la domotica sarà gestita tramite la fibra, come già avviene con piattaforme che distribuiscono film o serie TV (ad esempio Netflix o Infinity).
Questa storia è stata pubblicata il 5 giugno 2019 e poi aggiornata
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Gli specialisti suggeriscono una collaborazione interdisciplinare. Sul mercato ci sono esperti di domotica, tra cui elettricisti qualificati (capaci di configurare connessioni di rete) e studi di architettura che dispongono di divisioni specializzate in questa tecnologia.
Generalmente, si consiglia di affidarsi a un professionista o a una società tecnologica che lavori insieme ai progettisti per creare una soluzione su misura che soddisfi le esigenze specifiche del cliente. È importante quindi fare una ricerca approfondita prima di procedere.
«La domotica deve migliorare la vita dell’utente», afferma Tito Alleva. «La tecnologia dovrebbe servire le persone e semplificare la loro vita di tutti i giorni, come ad esempio permettere di avviare la lavatrice tramite smartphone per ottimizzare i tempi e poter stendere i panni appena si rientra a casa. In passato, era possibile programmare la lavatrice ma questo comportava che rimanesse accesa tutto il giorno, consumando energia».
«Se l’architetto lavora con un elettricista qualificato», aggiunge Marco Laudi, «è possibile per esempio incorporare nel design architettonico impianti audio o video nascosti».
Il primo passo per implementare o realizzare un sistema domotico è chiedersi cosa si desidera migliorare nella propria quotidianità.