A Roma, una cucina di 14 m² nella zona della Balduina è stata completamente riorganizzata per passare da ambiente scuro e poco funzionale a spazio protagonista, luminoso e conviviale. L’intervento, firmato dall’architetto Francesca Pierucci nel 2016, sfrutta vetri, superfici riflettenti e scelte materiche per moltiplicare la percezione di luce e profondità.
- Chi ci abita: giovane single
- Dove: Roma, Balduina
- Dimensione: 14 m²
- Ristrutturazione: 2016
- Architetto: Francesca Pierucci
- Foto: Edi Solari; immagini ante operam Francesca Pierucci
Come si recupera luce in uno spazio esposto a nord
Il punto di partenza era una stanza con un’unica porta finestra che si apre su una corte interna e riceve pochissima luce diretta. Per risolvere il problema, il progetto ha lavorato sull’apertura visiva più che sul solo incremento delle fonti luminose.

È stata realizzata una lunga finestra interna che collega l’ingresso al corridoio e una porta vetrata verso il soggiorno: soluzioni che trasferiscono luce e senso di profondità, smaterializzando i confini della cucina. In pratica, si è trasformata la percezione dello spazio senza intervenire sulla facciata esterna.
Materiali pensati per riflettere e ampliare
La scelta dei rivestimenti ha un ruolo centrale: piastrelle in maiolica bianca lucida a mezza altezza rivestono le pareti contribuendo alla luminosità grazie all’elevata capacità riflettente del materiale. Il piano di lavoro in marmo Calacatta dona eleganza mantenendo la palette chiara.
Le vetrate, con profilo in rovere che richiama il pavimento dell’appartamento, sono state disegnate su misura e realizzate da un artigiano. Il risultato è un effetto di continuità materica che non appesantisce l’ambiente.
Pavimenti e zonizzazione: praticità e ritmo visivo
Per differenziare la zona di lavoro da quella conviviale il progetto combina due finiture diverse: parquet in rovere posato a correre e un campo di piastrelle esagonali in gres nei toni bianco-nero davanti alla cucina.

Il contrasto crea un “tappeto” funzionale, facile da pulire e visivamente caratterizzante, che delimita l’area operativa senza barriere fisiche.
Dettagli tecnici e arredi
Il soffitto è stato ribassato sopra il blocco cucina per consentire pensili a filo soffitto e integrare il condotto della cappa freestanding. Questa soluzione evita inutili intercapedini e sfrutta ogni centimetro utile.
I moduli scelti, con frontali bianchi dallo stile intermedio fra shabby e industrial, sono dimensionati per ottimizzare lo spazio. Il modello utilizzato è una composizione compatibile con soluzioni di serie ma adattata su misura per la pianta.
Quali lezioni per chi vive in case cittadine?
Per chi affronta cucine interne e poco illuminate le strategie adottate qui sono trasferibili: usare la trasparenza per portare luce da stanze adiacenti, preferire superfici riflettenti per moltiplicare la luce disponibile e zonare il pavimento per distinguere funzioni senza chiudere lo spazio.
Piccoli interventi — una vetrata su misura, piastrelle chiare, un piano in marmo o un accento in legno naturale — possono cambiare la percezione di un locale senza lavori di demolizione invasivi.
Articoli simili
- Prima e Dopo: Trasformazione Stupefacente di 100 mq, Effetto Wow con Stile e Colore!
- Dal Mondo: 12 Cucine Mozzafiato con Viste Incredibili!
- Scopri le Top 10 Cucine Italiane del 2020: Quali sono le più amate?
- 12 Errori Comuni nella Progettazione del Box Doccia: Scopri le Risposte di Confagricolturale Lecce!
- Rivelazione sorprendente: Com’era la Stanza Più Amata prima della ristrutturazione?

Esperto nel settore immobiliare, Marco Esposito guida i lettori nella comprensione delle tendenze del mercato italiano. Grazie ai suoi consigli pratici, individua le migliori opportunità d’investimento nel settore.