Costi ipo Milano raddoppiano: debutto in borsa ora pesa di più

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Il gruppo Euronext ha aggiornato il listino commissionale e ora alcune tariffe legate alla capitalizzazione possono quasi raddoppiare: la novità incide sul prezzo d’ingresso per le ipo e sulla convenienza ad restare quotati. Con il mercato italiano che mostra meno quotazioni e più delisting, la riforma solleva interrogativi concreti sul costo e sulla vita delle piccole e medie imprese in Borsa.

Un mercato che si restringe

Nel rapporto di metà 2026 l’autorità di vigilanza segnala un saldo negativo tra ingressi e uscite: nel 2025 si sono registrati circa 30 delisting per un controvalore aggregato vicino ai 2,5 miliardi di euro, contro 21 nuove ammissioni nello stesso periodo. Tutte le nuove quotazioni sono avvenute sul segmento dedicato alle PMI, Egm, e il capitale raccolto su quel segmento si aggira sui 124 milioni. Il numero delle società quotate a Milano è sceso, passando da 421 a 411.

Schermo con dati di mercato e numeri che mostrano ingressi e uscite
Il saldo tra nuove ammissioni e delisting è negativo a metà 2026.

Quanto pesa il nuovo listino: il caso Alia Mentis

Tra le società che hanno debuttato a fine giugno c’è Alia Mentis, realtà trevigiana della deep-tech, che ha raccolto circa 35 milioni e si è presentata al mercato con una capitalizzazione iniziale attorno ai 100 milioni. Secondo il nuovo listino Euronext, per una market cap compresa tra 50 e 100 milioni la commissione variabile è pari allo 0,065% sul valore, oltre a una quota fissa di 20.000 euro per le capitalizzazioni oltre i 50 milioni.

Per un’ipo valutata 100 milioni, la bolletta indicativa risulta quindi nell’ordine delle decine di migliaia di euro — intorno a 87.000 euro secondo il calcolo del nuovo tariffario — mentre il regolamento precedente prevedeva una voce fissa significativamente più bassa per fasce ampie di capitalizzazione.

Le Pmi più piccole restano protette

Il nuovo schema tariffario prevede tuttavia un livello minimo che salvaguarda le società con capitalizzazioni molto contenute: chi rientra nelle fasce più basse paga il floor di 20.000 euro, lo stesso importo richiesto dal listino precedente per piccole capitalizzazioni. È il caso di Nabla, azienda milanese nel settore del makeup, la cui iscrizione al mercato mantiene invariato il costo d’ingresso rispetto al 2024.

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Voce Listino 2024 (esempio) Listino 2026
Quota fissa per capitalizzazioni contenute 20.000 € 20.000 €
Quota fissa per capitalizzazioni fino a 1 mld (vecchio listino) 40.000 € –
Commissione variabile per 50–100 mln – 0,065% + 20.000 €
Costi annuali di mantenimento (esempio) ~23.000 € ~20.000 €

Effetti pratici e reazioni del mercato

Per chi già è quotato la voce ricorrente di bilancio è lievemente diminuita: il contributo annuo indicativo si è ridotto dai precedenti circa 23.000 euro a 20.000 euro. Ma la questione principale per gli operatori resta la scarsa liquidità sul segmento delle piccole capitalizzazioni e la difficoltà di attrarre investitori istituzionali e imprenditori disposti a intraprendere un processo di quotazione.

  • Maggiore variabilità delle commissioni per le quotazioni medio‑grandi;
  • Protezione delle micro‑quotazioni grazie al floor minimo;
  • Riduzione marginale dei costi annuali per le società già quotate;
  • Persistente problema di liquidità sul segmento Egm, che scoraggia l’ingresso di capitali.

Il piano pubblico per sostenere le mid and small cap

Per contrastare la contrazione degli scambi e la fuga delle società, il Ministero dell’Economia ha avviato da tempo un progetto di supporto tramite il fondo strategico indiretto noto come Fnsi. L’obiettivo operativo è creare un veicolo con dotazione iniziale pianificata di 750 milioni, destinati a investimenti pazienti su mid e small cap per un orizzonte pluriennale.

Riunione di manager e investitori in sala conferenze per pianificare un fondo
Il piano pubblico prevede un veicolo da 750 milioni per sostenere mid e small cap.

La struttura del meccanismo prevede che la maggior parte delle risorse arrivi da fondi gestiti da banche, assicurazioni e sgr, mentre una quota rilevante dovrebbe essere garantita da Cdp Equity. Al lancio alcuni fondi istituzionali hanno già chiuso le raccolte necessarie per partecipare, ma la copertura integrale dell’ombrello resta da completare.

Perché conta oggi

Il nuovo tariffario Euronext influisce su calcoli concreti: il prezzo d’ingresso per una quotazione può salire sensibilmente per chi si colloca nelle fasce di medio valore, mentre per le micro‑imprese il contributo minimo resta stabile. In un contesto in cui la liquidità è scarsa, queste scelte commissionali possono alterare l’equilibrio tra costi e benefici della quotazione e quindi la decisione di restare in Borsa o di uscirne.

Per gli investitori e gli imprenditori interessati a operazioni sul mercato italiano, la novità richiede una valutazione più attenta dei costi iniziali e ricorrenti, della probabilità di trovare controparte negli scambi e delle opportunità (o limiti) offerte dagli interventi pubblici come il Fnsi.

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