Architetta Trasforma la Casa Liberty dei Genitori: Un Esplosione di Colori!

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Panoramica

Abitanti: Mariapaola Mauri con la sua famiglia

Località: Milano

Anno di ristrutturazione: 2019

Architetto: A di Architettura

Metri quadri: 120 m²

Costi: 50.000 euro, inclusi 5.600 euro per i nuovi infissi e 3.000 euro per il restauro delle porte interne (ad esempio, la porta della cucina è stata trasformata in una porta scorrevole interna).

Situato in un edificio Liberty del 1913 a Milano, questo appartamento fu abitato fino a poco tempo fa dai genitori di Mariapaola Mauri. Quando lei ebbe bisogno di più spazio, i suoi genitori si trasferirono, lasciandole l’appartamento. “Ho deciso di rinnovare gli spazi per adattarli ai miei gusti personali, mantenendo la stessa disposizione ma aggiornando i bagni per renderli più funzionali e moderni, dato che avevano più di vent’anni,” spiega Mariapaola.

L’accesso all’appartamento si trova di fronte alla sedia mostrata nella foto, recuperata da un vecchio cantiere in cui lavorava Mariapaola. A sinistra si entra nella cucina, mentre un corridoio conduce alle camere da letto. La porta in fondo apre su un ripostiglio. A destra, si trova il soggiorno.

“Ho preservato e restaurato le porte originali, sostituendo solo quella del ripostiglio con una porta non trasparente per impedire il passaggio della luce,” dice l’architetta.

La fascia di contrasto sul pavimento dell’ingresso risale agli anni ’80. “Inizialmente ero indecisa se mantenerla, ma dopo varie considerazioni, ho deciso di opacizzarla. Abbiamo anche pulito le fughe, che si erano quasi tutte scurite. Sono molto soddisfatta del risultato!” aggiunge.

Il parquet nel corridoio, installato negli anni ’80, è stato posato a spina di pesce e trattato con una vernice opaca all’acqua per dargli un aspetto più moderno e luminoso.

Cucina: Dada

La cucina, un modello del 2000, è stata smontata e riassemblata in modo differente dall’architetta. “Ho dipinto il mobile sotto la finestra in un colore mastice che si abbina alla zoccolatura e ho sostituito le vecchie maniglie con pomelli in ottone, dando un tocco più audace al design. Ho anche spostato il frigorifero in una nicchia apposita. Ho scelto di tenere le marmette di graniglia originarie sul pavimento, lucidandole per dare loro nuova vita,” racconta Mariapaola.

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Il tavolo della sala da pranzo e le sedie sono stati recuperati. In precedenza, c’era un controsoffitto con faretti LED che illuminavano il soffitto, ma l’architetta ha deciso di rimuoverlo: “Ho eliminato l’abbassamento e ho utilizzato un vecchio paralume della lampada Costanza per creare una nuova illuminazione,” spiega.

Nell’immagine si vede una panchina posizionata in cucina accanto al frigorifero, dipinta dello stesso colore del mobile sotto la finestra. “L’ho trovata in un vecchio cantiere, sembra essere stata disegnata da Gio Ponti,” commenta l’architetta.

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La stoffa del divano blu e del pouf è di Romo; il tavolino è di Atipico e si chiama Orbital, disegnato da una coppia di designer argentini, amici di lunga data dell’architetta: Cecilia Suarez e Julian Pastorino

Nel soggiorno, una delle pareti è stata dipinta a mano. Il divano, originariamente rosso, è stato rivestito con una stoffa blu che si abbina alle tonalità del muro. Lo stesso tessuto è stato utilizzato anche per il pouf.

La lampada a destra è vintage, degli anni ’50. Accanto, si trova la libreria Ptolomeo. Il quadro a sinistra era della bisnonna.

La nicchia a sinistra dell’immagine è stata conservata. Il mobile TV è stato disegnato dall’architetta vent’anni fa: è su ruote, con cassetti laccati bianchi e piano in noce. Sopra il divanetto giallo c’è una lampada degli anni ’70, la Pistillo di Studio Tetrarch per Valenti Luce, 1969, ora rieditata da SP Light.

Un dettaglio: l’unità di climatizzazione, in alto a destra nella foto, è stata dipinta dello stesso colore della parete.

Tutti gli infissi lato strada sono stati sostituiti, disegnati dall’architetta che ha collaborato con il falegname per decidere proporzioni, modanature dei profili, spessori, larghezza della mostrina centrale, profilo dei fermavetri, cerniere e maniglie.

Mariapaola Mauri è appassionata di fotografia. Nel soggiorno sono state appese due foto del Reichstag di Berlino, visibili nell’immagine; mentre sopra la TV c’è una foto di due ragazzi fuori dal Liceo Parini di Milano, acquistata durante una mostra.

Quest’area include anche l’angolo pranzo.
Qui, le sedie sono state recuperate dalla famiglia. Il piano del tavolo è in laminato e le lampade a parete sono state recuperate al Mercatino di Novegro. Il tavolo è illuminato dalla lampada Tolomeo di Artemide, disegnata da Michele De Lucchi con Giancarlo Fassina nel 1987.

Le stampe a sinistra dell’immagine sono dell’artista grafico Shout, pseudonimo di Alessandro Gottardo.
Un dettaglio condiviso dall’architetta: «Ho scelto di dipingere questo calorifero di nero per metterlo in risalto».

Dal corridoio si accede allo studio e alle camere da letto, matrimoniale e della figlia.

«Ho deciso di sostituire le zoccolature di rovere nel corridoio e anche nel soggiorno con modelli alti, modanati, in poliuretano ad alta densità. Li ho fatti dipingere a mano per enfatizzarne l’importanza».

Carta da parati: Cole & Son.
Maniglie: Corno Scanalato di Bal Maniglie

Nello studio è stata applicata una carta da parati. La sedia è stata recuperata e sul tavolo è stata posizionata la lampada Costanza. La libreria incassata nella nicchia c’era già: «L’ho fatta riverniciare con il pennello perché amo vedere l’effetto della pennellatura e, poi, ho voluto far applicare dei profili in contrasto. Ho inoltre sostituito la maniglia, ho scelto un modello in ottone naturale».

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«In generale, ho studiato molto i colori e i dettagli di quest’appartamento. Ho lavorato anche nel ricercare delle nuove placche interruttori che fossero però fedeli a tutto lo stile della casa, alcune avevano ancora le viti, tipiche degli anni ‘60, per cui non è stato semplice trovarle. In parte le ho prese su eBay, in particolare i modelli a 4 prese, e poi ho optato per una linea base che richiamasse lo stile vintage».

Entriamo nella camera da letto. «L’armadio è stato recuperato dalla cantina, ridipinto e arricchito con profili in rilievo colorati per creare contrasto. Il letto, in noce, è stato verniciato per riprendere il colore mastice già usato in cucina e presente in molti elementi dell’appartamento».

Carta da parati: Borås Tapeter

Un’altra immagine della camera da letto.
La sedia a sinistra è stata trovata abbandonata su una strada. Per la parete dietro il letto è stata scelta una carta da parati decorativa.

Lampada: Elmetto di Martinelli Luce; entrambi i comodini sono stati recuperati

Dalla camera matrimoniale si intravede il bagno. A sinistra, il calorifero, nuovamente ridipinto, e una stampa vintage.

Tappezzeria: Pip Studio

La foto ritrae la cameretta.
Il letto è stato recuperato da uno dei vecchi cantieri di Mariapaola; lo specchio è antico, mentre il quadro sul comodino è un ritratto del nonno.

Pavimenti a esagono: modello Firenze di FAP Ceramiche; rivestimenti: Set Gem di Ceramica Sant’Agostino; lampada a soffitto in ceramica e vetro acquistata su Zangra.com modello light.o.067.w; Lavabi: Green 60 di Catalano; rubinetti: Milo di Cea Design; mobile: Portobello di Maisons du Monde

Per il piano è stato scelto un tipo di solid surface chiamato Polarstone, un “marmo tecnico” costituito da un agglomerato di quarzo rinforzato con resina, scelto per la sua maggiore resistenza rispetto al classico marmo di Carrara. Questo è stato necessario per consentire l’installazione di un doppio lavabo a semi incasso. “Stufa di pulire i box doccia in vetro, ho preferito optare per una tenda

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