Navigare tra l’aumento dei costi dei materiali, le clausole contrattuali e la gestione del magazzino
Queste regole si applicano ai contratti privati, mentre per gli appalti pubblici esiste la possibilità normativa di rivedere i prezzi sia in aumento che in diminuzione fino a un quinto dell’importo contrattuale, oltre alla possibilità di richiedere un contributo speciale allo Stato per situazioni eccezionali.
Come proteggersi dall’aumento dei costi di ristrutturazione
Se l’impresa ha il diritto di richiedere un aumento tramite la clausola di aggiustamento dei prezzi, il cliente ha il diritto di rescindere il contratto per eccessiva onerosità. Anche in questo caso, il fondamento legale è nel Codice Civile, precisamente l’articolo 1467, che è utile citare nel contratto per evitare malintesi. Per non perdere il lavoro, è consigliabile richiedere l’aggiustamento dei prezzi solo quando ci sono effettivamente maggiori costi per l’impresa e non quando i materiali sono stati già acquistati e stoccati a un prezzo adeguato.
Se l’aumento dei materiali è eccessivo rispetto all’importo contrattuale, al punto che l’impresa rischia di non guadagnare o addirittura di perdere, è possibile rescindere il contratto per inadempimento (art. 1460 del Codice Civile). In pratica, l’impresa può decidere di non completare il contratto a causa degli aumenti imprevisti dei materiali, senza essere obbligata a pagare penali o risarcimenti al cliente. Indicare chiaramente i riferimenti normativi nel contratto e mantenere una trasparenza assoluta con il cliente è essenziale per evitare controversie legali.
Una gestione attenta del magazzino è cruciale in periodi di aumento dei prezzi. È utile investire tempo e risorse per ottimizzare le scorte, concentrando l’attenzione su materiali lavorati o semi lavorati che possono essere utilizzati in diversi progetti, come cemento, rete elettrosaldata, tondini di ferro, legname semilavorato, tubazioni in PVC. Non è consigliabile, invece, accumulare scorte di materiali che dipendono dalla scelta del cliente, come piastrelle, porte, sanitari e rubinetterie.
Se non specificato diversamente, un preventivo è valido per 180 giorni. Tuttavia, considerando il rapido aumento dei prezzi, è prudente impostare scadenze più brevi. È importante mantenere coerenza con la realtà, poiché una validità troppo breve del preventivo potrebbe spingere il potenziale cliente a cercare alternative.
È comune prevedere un anticipo per l’acquisto dei materiali nel contratto. Tuttavia, la quantità dell’acconto dovrebbe basarsi su un’analisi accurata del tipo di lavoro da eseguire, calcolando realisticamente quanto i materiali incideranno sui costi totali rispetto alla manodopera e al profitto dell’impresa.
Una strategia utile per monitorare e potenzialmente aggiornare preventivi e prezzi è distinguere tra costi di manodopera e costi dei materiali. Questa distinzione può essere facilmente realizzata utilizzando i prezzari ufficiali (es. Prezzari regionali, Bollettini delle Camere di Commercio, Prezzario DEI), poiché indicano la percentuale di incidenza della manodopera per ogni voce.
Raccontaci la tua esperienza! Quali strategie gestionali hai adottato nella tua azienda in questo periodo di aumento dei costi dei materiali?
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È importante includere nel contratto una clausola che permetta l’aggiustamento dei prezzi. Questo è sostenuto dall’articolo 1664 del Codice Civile, che offre la possibilità di richiedere un adeguamento dei prezzi a fronte di aumenti o diminuzioni impreviste che superano il 10% del valore totale concordato.
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