Accordo UE-Mercosur: il braccio di ferro coinvolge il Ministero dell’Agricoltura e divide gli italiani

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Differenze all’interno del governo

La posizione dell’Italia sull’accordo commerciale UE-Mercosur rivela tensioni interne. Il 18 novembre il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida (Fratelli d’Italia) ha dichiarato che l’accordo non è accettabile per lo Stato, mentre lunedì il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani (Forza Italia) ha ribadito il sostegno di principio del Paese.

Proteggere gli agricoltori europei

Francesco Lollobrigida chiede che gli agricoltori sudamericani rispettino gli stessi standard delle loro controparti europee.

“L’UE non è in grado di garantire la protezione delle sue imprese nei confronti di Paesi con costi di produzione estremamente bassi”, ha sottolineato, evidenziando il rischio di concorrenza sleale.

Supporto condizionato

Antonio Tajani ha qualificato la posizione ufficiale dell’Italia: “Siamo favorevoli all’accordo in linea di principio, ma ci sono ancora punti in sospeso sui quali non c’è consenso.

“Questa dichiarazione riflette la volontà di non bloccare completamente i negoziati, tutelando gli interessi agricoli italiani.

Pressione francese

Le discussioni si intensificano in un contesto di mobilitazione agricola in Francia.

Il presidente Emmanuel Macron ha intensificato la sua opposizione in vista del vertice del G20 in Brasile, mentre nuove proteste degli agricoltori hanno scosso la Francia, preoccupati per le conseguenze dell’accordo sul loro settore.

Proposta tedesca contestata

La Germania ha proposto di dividere l’accordo in due parti per facilitarne la conclusione, una mossa fortemente osteggiata da Parigi.

L’obiettivo di questa strategia sarebbe quello di aggirare alcuni ostacoli, separando gli aspetti meno controversi dalle questioni più delicate, in particolare quelle agricole.

Conclusione

L’accordo UE-Mercosur continua a dividere l’Europa, con l’Italia che illustra perfettamente queste tensioni con le sue posizioni sfumate tra i diversi ministeri. Con l’avanzare dei negoziati, l’equilibrio tra l’apertura del commercio e la protezione del settore agricolo europeo rimane il nodo gordiano che i negoziatori dovranno risolvere.

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La cautela dell’Italia riflette le preoccupazioni condivise da diversi Paesi membri sulle potenziali conseguenze di questo accordo.

Fonte: Euractiv

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