Negli ultimi trenta giorni le small cap italiane hanno registrato una migliore dinamica rispetto al mercato principale e il divario di valutazione con le large cap si è ridotto: una combinazione che riaccende l’interesse degli analisti. Per gli investitori la domanda chiave oggi è se questi segnali siano sostenibili e quali società possano realmente beneficiare dei trend strutturali in corso.
Rotazione settoriale e attenzione all’AI
I flussi sul listino riflettono una selettività crescente, soprattutto intorno alle storie legate all’intelligenza artificiale. Dopo un rally, i titoli dei semiconduttori e dei chip hanno mostrato prese di profitto, mentre gli operatori guardano sempre più alle valutazioni e alla capacità delle aziende di trasformare la spesa in ricavi e utili.

Lo scoglio immediato sono le trimestrali di fine luglio delle grandi società tecnologiche internazionali, che fungeranno da banco di prova per il sentimento sul settore.
Perché guardare oggi a mid e small cap
Secondo Andrea Randone di Intermonte, il quadro per le mid e small cap italiane resta favorevole: non emergono segnali di bolle generalizzate e ci sono opportunità nelle aziende con solido pricing power, portafogli ordini robusti ed esposizione a trend globali come la digitalizzazione.
In alcuni segmenti — ad esempio i cosiddetti «digital enabler» — è però necessario valutare con cura il confronto fra realtà italiane e concorrenti esteri per distinguere i casi di reale consolidamento da spinte più speculative.
Liquidità: un miglioramento tangibile
La liquidità delle azioni di Piazza Affari è aumentata negli ultimi mesi. Considerando i dati aggiornati a metà luglio, le large cap hanno mostrato un balzo della liquidità su base annua vicino al +32,6% (con un miglioramento da inizio anno dell’ordine del +18%).

Ma il guadagno più marcato si è visto nel segmento delle medie capitalizzazioni: dall’inizio dell’anno la liquidità delle mid cap è cresciuta di oltre il +60% su base annua, mentre le small cap hanno messo a segno un incremento intorno al +32%.
Fra i titoli che si sono distinti per scambi figura la coppia BFF Bank, Reply e Pirelli, che emergono tra i più scambiati nel mese.
- Andamento mensile indice: Mid-Cap -3,1% (mese), Small Cap +1,4% (mese).
- Variazioni YTD relative: alcune small cap restano in territorio molto negativo su base annua.
- In evidenza per performance YTD: Tesmec, Somec e Wiit tra i best performer; pesanti ribassi per The Italian Sea Group, Misitano & Stracuzzi e BFF Bank.
Movimenti di prezzo e revisioni degli utili
Le revisioni degli utili per l’universo large cap sono state pressoché invariate nell’ultimo mese. Sul fronte mid-small, Intermonte ha rivisto al ribasso le stime sugli eps 2026/2027 di circa -2% e -0,9%, effetto soprattutto di un taglio rilevante su un singolo titolo di media capitalizzazione, mentre la maggior parte delle società coperte è rimasta stabile.
In valori assoluti alcune variazioni meritano attenzione: le stime 2026 sono state ridimensionate in modo significativo per nomi come Elica e Banca Ifis, mentre altre imprese hanno beneficiato di upgrade importanti (ad esempio Ferragamo e Somec).
| Voce | Dato / Esempi |
|---|---|
| Variazione liquidità large cap (YoY) | +32,6% (rilevazione a metà luglio) |
| Variazione liquidità mid cap (da inizio anno, YoY) | +60,9% |
| Variazione liquidità small cap (da inizio anno, YoY) | +31,6% |
| Top performer YTD | Tesmec +139%, Somec +72%, Wiit +68% |
| Maggiori ribassi YTD | The Italian Sea Group -74%, Misitano & Stracuzzi -69%, BFF Bank -68% |
| Esempi di revisioni utili 2026 | Elica -≈170%, Banca Ifis -81,8%, Misitano & Stracuzzi -43,3% (rispetto a fine 2025) |
Un possibile catalizzatore: PMI2Change
Tra i fattori che potrebbero sostenere la domanda per le small cap c’è l’iniziativa PMI2Change, lanciata a luglio da Banca Generali insieme a Intermonte e Investlinx. Secondo gli analisti, programmi del genere possono migliorare la visibilità e la liquidità delle società minori nel medio termine.
Dal punto di vista valutativo, il paniere di mid e small cap seguito dagli analisti è oggi scambiato con un premio del 16% rispetto alle large cap: si tratta di un livello inferiore alla media storica del 21% e leggermente sotto il valore di un mese fa (≈17%), segnale che il premio relativo si è contratto.
Per gli investitori la lettura pratica è duplice: da un lato c’è spazio per cercare decine di occasioni selezionate, dall’altro la necessità di concentrarsi su aziende con modelli di business verificabili e numeri a supporto. Le prossime trimestrali e l’evoluzione della domanda per le storie legate all’AI saranno determinanti per capire se l’attuale fase sia l’inizio di una rotazione duratura o un episodio di breve termine.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.