Utili 2026: Intermonte segnala le mid e small cap con la crescita più forte su Piazza Affari

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La liquidità sui titoli mid e small cap italiani è in forte aumento proprio mentre resta alta l’incertezza geopolitica: questo doppio fenomeno modifica il quadro per investitori e società quotate, con possibili effetti su prezzi, copertura degli analisti e nuove operazioni finanziarie.

I mercati azionari mostrano una capacità di recupero nelle ultime settimane nonostante il rialzo dei costi energetici. Al 17 aprile il mercato azionario italiano ha registrato una performance mensile positiva (circa +9,2%), con il Ftse Italy Mid‑Cap intorno al +10,8% e il Ftse Italy Small Cap vicino al +9,1% — segnali che riflettono un flusso di capitale verso segmenti più piccoli del mercato.

Liquidità in accelerazione: i numeri chiave

Secondo Andrea Randone, responsabile Mid & Small Cap Research di Intermonte, dalla data del 1° gennaio 2026 si è osservato un aumento significativo dei volumi: la liquidità delle mid cap è salita di circa 23,5% su base annua, mentre quella delle small cap ha segnato un incremento vicino al 30,8%. A spingere questa dinamica, oltre alla rotazione degli investitori, potrebbe contribuire il lancio operativo del Fondo Nazionale Strategico Indiretto, la cui raccolta complessiva potrebbe superare l’obiettivo iniziale di 1 miliardo di euro grazie a un maggiore impegno da parte di Cassa Depositi e Prestiti.

I nomi che hanno guidato le performance nell’ultimo mese includono Datalogic (+56%), The Italian Sea Group (+50%), Star7 (+38%) ed Esprinet (+29%), indicatori di una domanda selettiva verso titoli con catalizzatori specifici.

  • Prime dieci azioni per liquidità: Avio, Bff Bank, Interpump, Pirelli, Reply, Maire, Erg, Mfe, De’ Longhi, Banca Ifis.
  • Trend osservato: maggiore attività di scambio e interesse istituzionale nelle small/mid cap.

Revisioni degli utili: aumenti e tagli significativi

Nel confronto tra fine 2025 e le stime aggiornate, Randone ha applicato correzioni alle previsioni di utile per azione (EPS) 2026/2027: nel complesso le medie sono leggermente al ribasso, ma emergono scostamenti rilevanti a livello di singole società.

Azienda Revisione EPS (%) Direzione
Aquafil +15,1% Rialzo
Pharmanutra +9,7% Rialzo
Banca Ifis +9,0% Rialzo
Enav +6,8% Rialzo
Elica -120,3% Ribasso
Misitano & Stracuzzi -43,3% Ribasso
Tesmec -34,6% Ribasso
Fine Foods -24,5% Ribasso

Sul fronte della crescita degli utili attesa per il 2026 rispetto al 2025, tre titoli emergono per dinamica prevista: Aquafil con un +123% atteso, Dovalue intorno al +83% e Gpi circa +71% — numeri che riflettono recuperi operativi o effetti di base molto evidenti.

Valutazioni relative e rotazione settoriale

Il rapporto prezzo/utili mostra come le mid e small cap del campione negozino con un premio del circa 23% rispetto alle large cap, valore vicino alla media storica (21%) ma superiore al livello registrato un mese fa (16%).

Guardando alle variazioni di consensus dall’inizio dell’anno, il Ftse Mib ha beneficiato di un re‑rating (+7,7% rispetto al +2,6% di un mese fa), mentre le mid cap hanno registrato un de‑rating (-5,6%) e le small cap una leggera contrazione (-0,6%).

Randone segnala una preferenza per i digital enabler, ancora parzialmente sottoperformanti rispetto ai loro potenziali, e raccomanda attenzione alle aziende dei settori consumer e industriale con forte vocazione internazionale e modelli flessibili, più in grado di assorbire shock su costi e domanda.

Implicazioni pratiche: un aumento della liquidità facilita l’ingresso di nuovi investitori e riduce lo spread bid‑ask, ma non elimina i rischi legati ai prezzi dell’energia e alla durata delle tensioni geopolitiche, che restano determinanti per la crescita e l’inflazione nel medio termine.

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