La vendita della Banca del Mezzogiorno — l’ex Popolare di Bari — entra in una fase decisiva: alcuni gruppi hanno già formalizzato manifestazioni d’interesse mentre altri si limitano a osservare. La questione è rilevante oggi perché può modificare la mappa delle banche nel Sud e segnare un nuovo passo nell’uscita dello Stato dal capitale dell’istituto.
Mediocredito Centrale (Mcc), che ha assunto il controllo dopo il salvataggio del 2020 sostenuto anche dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), si prepara a lanciare la procedura formale di privatizzazione. Diversi attori del settore hanno già mosso passi concreti, ma non mancano smentite e alti livelli di attenzione da parte di gruppi esteri e domestici.
I soggetti in campo
Due manifestazioni d’interesse sono arrivate ufficialmente a Mcc: una da parte di Iccrea in cordata con la Popolare di Puglia e Basilicata — con l’idea di distribuire le filiali — e una da Credem, che però appare meno protagonista nella partita. Fonti di stampa avevano inserito nel novero dei potenziali acquirenti anche Banco BPM, ma l’istituto ha negato di avere l’ex Popolare di Bari nel mirino.
Altri operatori segnalati come attenti al dossier sono Unicredit e Crédit Agricole, mentre BPER sembra essersi defilata a causa della propria esposizione territoriale nel Sud, che ridurrebbe le possibili sinergie.
| Soggetto | Stato | Note |
|---|---|---|
| Iccrea + Popolare di Puglia e Basilicata | Manifestazione d’interesse | Piano di ripartizione delle filiali tra le parti |
| Credem | Manifestazione d’interesse | Posizione più defilata nella gara |
| Banco BPM | Smentita | Ha escluso di essere interessata |
| Unicredit | Monitoraggio | Osservatore della procedura |
| Crédit Agricole | Monitoraggio | Interesse in linea con strategie internazionali |
| BPER | Si è ritirata | Esposizione nel Mezzogiorno limita le sinergie |
Lo stato patrimoniale e l’assetto operativo
Sotto la guida del ceo Cristiano Carrus, la banca ha completato un percorso di risanamento: nel 2025 l’istituto ha riportato un utile netto di circa 32 milioni e il patrimonio è salito vicino ai 600 milioni. La rete commerciale conta circa 190 filiali, concentrate soprattutto in Puglia, Campania e Basilicata.
- Filiali: circa 190 (Puglia ~80, Campania ~54, Basilicata ~34)
- Patrimonio: prossimo ai 600 milioni nel 2025
- Utile netto 2025: circa 32 milioni
- Controllo: Mediocredito Centrale, soggetto alla supervisione del Tesoro tramite Invitalia
Perché questa operazione conta
La cessione della Banca del Mezzogiorno non è solo un’operazione finanziaria: ha implicazioni per la concorrenza nel mercato locale, per le relazioni con le imprese e per la strategia di dismissioni dello Stato. Una vendita che porta a integrazioni territoriali può ridefinire la capacità di credito verso le Pmi del Sud e influire sull’occupazione nei territori interessati.
In più, l’esito della gara offrirà informazioni sul valore di mercato attribuito a un istituto già ricapitalizzato e potrebbe influenzare altre privatizzazioni bancarie in corso o programmate.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Mcc dovrebbe nominare gli advisor e avviare la fase formale della procedura nei prossimi giorni. Da quel momento si entrerà in una fase più strutturata, con offerte vincolanti e possibili negoziazioni tra i soggetti interessati.
Gli osservatori del settore guarderanno con attenzione a due elementi: il prezzo di vendita rispetto al patrimonio contabile e la strategia dei compratori sulle filiali meridionali. Entrambi decideranno quanto l’operazione influirà sul panorama bancario locale e nazionale.
Seguiranno aggiornamenti non appena la fase formale della vendita prenderà forma e gli advisor renderanno pubbliche le tappe successive.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.