Terna tocca nuovi massimi in borsa: Bernstein fissa prezzo obiettivo a 10,3 euro

Condividi con i tuoi amici!

Le azioni di Terna hanno toccato quota 9,88 euro, il livello più alto registrato dall’ingresso in Borsa nel 2004, dopo una nuova tornata di acquisti. L’analisi di Bernstein, che ha alzato il prezzo obiettivo a 10,3 euro con raccomandazione outperform, rafforza l’interesse degli investitori in un contesto di forti investimenti infrastrutturali.

Il rialzo del titolo riflette due dinamiche chiave: da un lato la crescente visibilità sugli investimenti di rete, dall’altro un quadro regolatorio italiano giudicato stabile e favorevole. In termini pratici, questo significa potenziali ritorni più prevedibili per chi detiene o valuta l’acquisto di azioni del gestore della rete elettrica.

Numeri e prospettive: cosa cambia con il nuovo target

Bernstein motiva l’upgrade citando l’accelerazione dell’asset base remunerata, ovvero la RAB, insieme a performance operative solide. L’outlook tiene conto sia degli investimenti pianificati sia dei progetti a più lungo termine che ampliano la finestra di crescita della società.

  • Prezzo azione: 9,88 € (massimo dal 2004)
  • Target price aggiornato: 10,3 €
  • Raccomandazione: outperform
  • Investimenti 2025-2034: 23 mld € nel perimetro del piano; fino a 40 mld € includendo progetti oltre il decennio
  • Piano industriale 2024-2028: circa 17,7 mld €
  • Crescita RAB prevista: CAGR stimata intorno al 9,4% fino al 2030

Regolazione e rendimento del capitale

Il fattore regolatorio resta centrale: l’Autorità ha fissato un WACC al 5,5% per il triennio 2025-2027, un livello che secondo gli analisti sostiene la prevedibilità dei flussi e la remunerazione degli investimenti. Incentivi legati all’efficienza e possibili ritocchi nei meccanismi di remunerazione — incluso l’eventuale impiego del nuovo modello Ross per gli obiettivi di efficienza — potrebbero offrire ulteriore margine di rialzo.

Non si tratta solo di tariffe: premi legati al miglioramento operativo e piccoli aggiustamenti regolatori possono tradursi in impatti misurabili sugli utili e sul valore dell’azienda.

Oltre la rete: il ruolo delle attività non regolate

Le unità fuori dal perimetro regolato stanno contribuendo più di quanto inizialmente previsto. Le controllate attive nella produzione di trasformatori e cavi, insieme ai servizi energetici, mostrano margini in miglioramento e domanda stabile. Questo elemento riduce la dipendenza esclusiva dalla componente regolata e offre un cuscinetto aggiuntivo alla crescita complessiva.

Voce Orizzonte Valore (mld €)
Investimenti core piano 2025–2034 23
Progetti oltre piano 2025–oltre fino a 40
Piano industriale 2024–2028 17,7

Per gli investitori, la combinazione di spesa infrastrutturale elevata e un regolatore che assicura tassi di rendimento stabili rende Terna un titolo da osservare con attenzione nella rotazione verso le utility legate alla transizione energetica.

Cosa starebbe a significare per il mercato

Se la stima di crescita della RAB si dovesse confermare, Terna potrebbe posizionarsi su una traiettoria di crescita più rapida rispetto ad alcuni omologhi europei. Tuttavia, il potenziale upside dipenderà dall’effettiva realizzazione dei progetti e dall’evoluzione delle regole di rimunerazione.

Brevi oscillazioni di prezzo non cancellano la rilevanza strategica degli investimenti in rete: migliorare la capacità e l’affidabilità della rete è infatti cruciale per integrare rinnovabili e sostenere la domanda futura.

In sintesi, il rialzo recente e la revisione al rialzo del target di Bernstein mettono in evidenza due punti rilevanti oggi: la spinta agli investimenti sulla rete italiana e un quadro regolatorio che, al momento, offre una visibilità superiore alla media europea. Per gli osservatori del settore energia e per i mercati finanziari, questi elementi giustificano un monitoraggio continuo dei prossimi aggiornamenti sul piano investimenti e sulle decisioni dell’Autorità di regolazione.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!
Leggi anche  Banche in crisi: quali possono sopravvivere alla nuova tassa sui buyback?

Lascia un commento

Share to...