Una ricerca del Politecnico di Milano, realizzata con il contributo di Enel Foundation, fotografa un settore rinnovabili in crescita ma ancora lontano dai ritmi necessari: il valore combinato di fotovoltaico ed eolico supera i 9 miliardi di euro, ma senza snellire le autorizzazioni i target al 2030 rischiano di essere compromessi. Contemporaneamente Enel ha rivisto al rialzo il suo piano investimenti portandolo a 53 miliardi, con un chiaro orientamento verso reti e impianti verdi.
Lo studio, presentato nei giorni scorsi nell’ambito della tavola rotonda sullo stato delle rinnovabili, conferma che la generazione da fonti pulite è il principale volano della decarbonizzazione del sistema elettrico nazionale.
I numeri chiave
I dati evidenziano un impatto economico già significativo ma insufficiente per rispettare gli obiettivi del Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC). In particolare:
| Voce | Valore (2025) |
|---|---|
| Fotovoltaico | Circa 7,7 miliardi di euro |
| Eolico | Oltre 1,5 miliardi di euro |
| Totale settore rinnovabili (stimato) | Più di 9 miliardi di euro |
La crescita delle rinnovabili ha già abbassato il ricorso alle fonti fossili e contribuisce a ridurre la dipendenza energetica dall’estero, ma il ritmo di installazione attuale non è sufficiente per il decennio in corso.
Priorità indicate dallo studio
- Semplificazione e stabilità delle procedure autorizzative per accelerare i progetti;
- rafforzamento e modernizzazione delle reti elettriche per integrare nuovi impianti e gestire flussi variabili di produzione;
- sostegno allo sviluppo della filiera tecnologica a livello europeo e nazionale per ridurre i rischi di dipendenza estera;
- promozione di modelli di autoconsumo e meccanismi di approvvigionamento diretto per imprese e cittadini;
- pianificazione territoriale condivisa, con il coinvolgimento delle comunità locali, per facilitare l’installazione di nuovi impianti.
Queste azioni sono state indicate come condizioni necessarie non solo per aumentare la capacità installata, ma anche per generare benefici più ampi sull’economia nazionale e sull’occupazione.
Perché conta oggi
L’attenzione è alta: da un lato la transizione energetica è una leva per la sicurezza degli approvvigionamenti e la competitività industriale; dall’altro l’assenza di riforme procedurali e di investimenti nelle reti può vanificare i progressi. L’annuncio di Enel — aumento del piano investimenti a 53 miliardi con focus su reti e rinnovabili — introduce risorse importanti, ma non sostituisce la necessità di interventi normativi e amministrativi rapidi e coerenti.
In mancanza di semplificazioni, gli operatori e le utility potrebbero incontrare colli di bottiglia che rallentano le nuove connessioni e i progetti in pipeline, rendendo più difficile il rispetto degli obiettivi al 2030.
Il quadro emerso dalla ricerca sottolinea quindi due direttrici strettamente collegate: più capitale privato e pubblico destinato a reti e impianti, e procedure autorizzative più efficienti e prevedibili. Senza queste condizioni, il potenziale economico e ambientale delle rinnovabili rischia di rimanere parzialmente inespresso.
Nei prossimi mesi sarà cruciale seguire l’evoluzione delle politiche nazionali sulle autorizzazioni e gli interventi sul sistema di trasmissione, oltre alle decisioni degli operatori come Enel, per capire se la traiettoria italiana verso il 2030 potrà essere effettivamente accelerata.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.