È conveniente installare una doccia passante? I clienti che l’hanno provata rispondono di sì
Dove: Milano
Anno di ristrutturazione: 2017
Architetto: Tommaso Giunchi
In questo progetto, la doccia passante unisce il bagno padronale a un bagno/lavanderia, massimizzando l’uso della luce naturale proveniente da quest’ultimo e rendendolo più funzionale. «Il sistema di porte scorrevoli della doccia permette di isolare completamente i due ambienti, garantendo anche un’adeguata separazione acustica», afferma l’architetto Tommaso Giunchi. «Ho implementato la doccia passante in altri progetti come elemento di connessione tra un bagno finestrato e uno senza finestre, per portare luce e aria al secondo, mantenendo la privacy visiva. È anche una soluzione per offrire al cliente un’ampia doccia anziché due piccole», aggiunge l’architetto.
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Dove: Como
Anno di ristrutturazione: 2019
Architetto: Chantal Forzatti
La cliente di questa ristrutturazione vive con sua figlia e ha richiesto all’architetta Chantal Forzatti di realizzare due bagni completi. «Non avendo spazio sufficiente per due docce separate, abbiamo optato per una doccia condivisa», spiega l’architetta. Inizialmente, la cliente era titubante riguardo questa soluzione, ma dopo aver visto i progetti ha dato il suo consenso. La doccia dispone di due accessi, uno per ciascun bagno, e porte in vetro opaco. Le pareti della doccia non arrivano fino al soffitto per massimizzare la circolazione della luce naturale nel bagno interno senza finestra. Questo comporta una riduzione della privacy, ma per madre e figlia non è stato un problema e, a distanza di anni, il feedback è estremamente positivo. Dal punto di vista stilistico, è stata adottata una continuità nei colori e nei materiali usati per entrambi i bagni.
Dove: Napoli
Anno di ristrutturazione: 2016
Architetto: Ada Catapano
Nel bagno padronale di un appartamento a Napoli, l’architetta Ada Catapano ha scelto una doccia passante per ottimizzare lo spazio disponibile. «Il bagno ha dimensioni molto contenute: 140×200 cm. Dovevo decidere tra un piano lavabo da 140 cm e una doccia della stessa misura; la doccia passante mi ha permesso di avere entrambi», spiega l’architetta. Il bagno è privo di porta e la vetrata della doccia funziona anche come schermo visivo, mascherando il WC dall’ingresso in modo elegante e discreto. Il vantaggio principale è quindi avere sia un ampio piano lavabo sia una doccia confortevole, anche in uno spazio così ristretto. «L’unico piccolo inconveniente – aggiunge – è che dopo aver usato la doccia, per accedere al bagno bisogna attraversare il piatto doccia ancora bagnato. Per questo motivo, ho scelto un piatto doccia in teak con scanalature antiscivolo: l’acqua defluisce rapidamente e non si formano pozzanghere, riducendo il rischio di scivolare. Trovo che sia una soluzione eccellente!».
Dove: Milano
Anno di ristrutturazione: 2019
Progettista: architetta Paola Traversa e ingegnere Eugenio Gargioni di Eugadesign Studio
In questo bagno, l’architetta ha inserito una doccia passante per evitare di posizionare la finestra direttamente all’interno della doccia, ottimizzando così la distribuzione degli spazi nella stanza. Paola Traversa, che ha lavorato al progetto insieme all’ingegnere Eugenio Gargioni, racconta: «L’obiettivo era anche quello di creare un ambiente rilassante, utilizzando colori e materiali naturali e un mobile lavabo spazioso. Per la doccia, abbiamo realizzato un pavimento in legno di teak removibile su misura. Questo permette, dopo la doccia o per la pulizia, di sollevare facilmente il pavimento per accedere alla base sottostante. Il feedback dopo alcuni anni di utilizzo è estremamente positivo, anche perché, essendo il bagno piuttosto ampio, l’area di passaggio si bagna molto poco».
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Dove: Torino
Anno di ristrutturazione: 2017
Architetto: Unduo Laboratorio di Architettura (Angela Tomasello, Paolo Delponte, Andrea Zanero)
In questo caso, la limitata disponibilità di spazio ha reso la doccia passante una scelta efficace. Il progetto ha permesso la condivisione della doccia tra il bagno principale e quello degli ospiti. Nell’immagine si può vedere, a sinistra, il lavabo del bagno padronale e, a destra, la doccia passante con porte in vetro satinato che assicurano la privacy. All’estremità destra, si trova il lavabo del bagno degli ospiti. «Questa configurazione ha permesso di avere due bagni completi e di far beneficiare entrambi della luce naturale, che filtra attraverso il vetro della doccia», spiegano gli architetti. È stato inoltre creato un collegamento cromatico tra i due bagni, utilizzando gli stessi colori ma applicandoli a elementi differenti.
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