Giardino: Selezione di graminacee e altre specie vegetali (fiorite e non) per un look prateria con minima manutenzione
Talvolta un meadow può sembrare trascurato o selvaggio. Questo non è né un errore né un problema: è parte della natura di questo tipo di giardino, dove le piante sfiorite non vengono potate. Un campo disseminato di piante ornamentali, normalmente utilizzate nelle aiuole come la Rudbeckia, ma lasciate crescere liberamente e con poca concimazione, potrebbe sembrare trasandato e semplice, ma in realtà è esattamente l’opposto. L’obiettivo è una ricollocazione estetica di piante abitualmente più curate.
Occorre un occhio attento.
Negli USA, il meadow ha guadagnato una forte connotazione ecologica. Oltre alla tendenza verso lo xeriscaping e alla riduzione dell’uso di fertilizzanti e acqua, l’ampio utilizzo del meadow nel paesaggismo contemporaneo ha portato alla valorizzazione di specie native delle grandi praterie centrali americane. Queste piante hanno attratto un crescente interesse, anche turistico, grazie anche agli scritti di William Least Heat-Moon, che ha descritto il loro spirito selvaggio e misterioso. Gradualmente, queste specie sono state coltivate e commercializzate dai vivai.
A differenza di altri tipi di paesaggi più o meno naturali, il meadow accoglie volentieri l’introduzione di specie tipicamente ornamentali, come gladioli o anemoni, purché adatte al contesto. Le piante bulbose sono molto usate perché dopo la fioritura perdono la parte aerea e possono essere tagliate quasi a zero, operazione nota come “big chop”, che si effettua annualmente o periodicamente a seconda delle esigenze di manutenzione.
Generalmente, l’installazione di un meadow parte da uno di due scenari: un terreno nudo da coltivare da zero, o un campo semi-incolto da integrare con nuove piante. Si inizia con la piantagione di graminacee, che saranno più basse nelle aree più calpestate e più alte in quelle più distanti dalla casa. Si preferiscono piante di altezza media e di vasta diffusione, come Festuca, Calamagrostis e Pennisetum, facilmente reperibili nei vivai e nei garden center. I terreni più umidi possono supportare piante come giunchi e Typha. Le Carex rappresentano un capitolo a parte, data la loro ampia varietà di specie. È fondamentale conoscere bene la composizione del proprio terreno per scegliere le graminacee più adatte e avere un piano ben definito delle altezze delle piante.
La complessità di un meadow risiede nella sua capacità di includere piante tipiche delle bordure miste. Non si tratta solo di scegliere tra graminacee, leguminose o altre, ma di integrare sapientemente specie che possano sopravvivere autonomamente fin dal primo anno, contando solo sulle piogge e senza necessità di irrigazioni di emergenza. In questo ambiente, l’autodisseminazione delle piante è non solo prevista, ma anche auspicata.
In foto, un giardino elaborato con cura, con una scelta attenta dei colori e delle varietà di graminacee sia di sfondo che in primo piano. Un giardino del genere richiede più attenzioni e acqua rispetto a un meadow tradizionale, ma decisamente meno di un giardino convenzionale pieno di fiori e vegetazione lussureggiante.
Anche se il meadow tende verso lo xeriscaping, dove l’acqua è abbondante non c’è motivo di non utilizzarla. L’acqua non solo è compatibile con questo tipo di giardino, ma contribuisce a creare un’atmosfera quasi magica, molto in stile britannico (qui siamo a Londra).
Questo articolo è stato pubblicato il 9 gennaio 2019 e successivamente aggiornato
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Negli ultimi anni il termine “meadow”, che ha suscitato sentimenti contrastanti in Italia, è stato oggetto di numerosi tentativi di traduzione, spesso non del tutto soddisfacenti. Originariamente derivato da un vecchio termine germanico che descriveva un terreno falciato periodicamente, oggi il termine ha acquisito un significato molto specifico, soprattutto negli Stati Uniti: indica un’area composta principalmente da graminacee e altre piante che richiedono poche cure, pensata per essere piacevole alla vista e calpestabile come un prato convenzionale, sebbene più alta. Può includere o meno fioriture, e combina le caratteristiche di un semplice tappeto erboso con quelle di una bordura o siepe. Un esempio? La semina di piante annuali e l’uso della falciatrice solo per creare sentieri.