Prima e Dopo: 3 Rustici Trasformati in Abitazioni Moderne!

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Le travi di legno come sostituti del cemento

Località: Monsanto, Barberino Tavernelle (FI)
Data di ristrutturazione: 2017
Progettisti: Ora Architetti
Dimensione: 220 m²
Costo: circa 350.000 €

Questo vecchio edificio, situato su una collina con una vista mozzafiato sulle campagne toscane, era formato da due strutture, una risalente al XIX secolo e l’altra aggiunta negli anni ’50 e successivamente regolarizzata. Da un lato la pietra tradizionale, dall’altro il grigio del cemento, un contrasto che molti avrebbero eliminato. L’architetto, invece, ha deciso di mantenere e valorizzare questa dualità. Vediamo come.

La struttura in pietra è stata restaurata utilizzando lo stesso materiale e mantenendo il design originale di porte e finestre. La sezione aggiunta in cemento è stata rivestita con travi di legno di larice non trattato, che con il tempo assumerà una colorazione grigiastra, richiamando così il cemento originale ma con un aspetto più caldo e integrato nell’ambiente.
All’interno, pietra, legno e cemento si fondono nuovamente. I pavimenti sono in resina effetto cemento, mentre alcune pareti interne sono state realizzate con muri a secco, utilizzando pietre originali integrate con altre locali. I solai sono in abete e i soffitti in castagno. L’arredo è minimalista, con una palette di colori che spazia dal beige al marrone chiaro e al grigio, permettendo all’edificio di integrarsi perfettamente nel paesaggio circostante. Isolamenti in fibra di legno, pannelli solari e tetti ventilati garantiscono la sostenibilità dell’edificio.

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Ristrutturazione di un rustico del XX secolo con l’uso del legno

Località: Madesimo (Sondrio)

Anno di ristrutturazione: 2017
Architetto: ES-arch enricoscaramelliniarchitetto
Consulenti: Studio associato Bianco & Mastai, studio H2o, Arch. Francesco Manzoni
Dimensione: 243 m² su tre livelli

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Anche in questo progetto si fondono due epoche diverse: gli anni ’20, periodo di costruzione del corpo principale – visibile a destra nella foto – e gli anni ’70, periodo di costruzione dell’aggiunta a sinistra. Al centro, una scala coperta segna la transizione tra le due sezioni, un elemento che è stato preservato dai progettisti.

Dopo i lavori, la superficie esterna è stata rivestita con un intonaco rustico applicato a cazzuola per emulare gli intonaci rurali d’epoca. La facciata è stata trasformata, non solo attraverso l’ampliamento di alcune aperture, ma anche mediante l’uso di ampi pannelli di legno utilizzati come parapetti, una scelta che ha conferito all’edificio un aspetto più moderno ma anche più caldo.

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All’interno, il legno è ampiamente utilizzato in combinazione con il bianco delle pareti, offrendo uno stile essenziale ma allo stesso tempo accogliente. Questo progetto evita la caricatura della tipica baita di montagna, proponendo invece un’interpretazione valida e interessante per il rinnovo degli edifici rurali del XX secolo presenti in Italia.

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Vecchi ruderi e una nuova piscina coesistono

Località: Serra San Quirico (Ancona)
Data di ristrutturazione: dal 2009 al 2011
Architetto: Giorgio Balestra
Dimensione: 160 m² con circa 2000 m² di terreno circostante

In questa proprietà marchigiana, che si trovava in grave pericolo di crollo, non è stato possibile conservare la struttura originale, ma l’architetto ha voluto mantenere alcuni dettagli significativi.

Uno di questi dettagli è lo sperone in pietra visibile all’estrema sinistra dell’edificio, che testimonia la storicità della struttura e le sue origini ottocentesche, trasformandosi in un elemento decorativo unico. Nonostante la riproposizione della pietra sulla facciata e delle finestre originali, l’architetto è riuscito a inserire una piscina, integrandola armoniosamente nel contesto rurale. Anche il pergolato in legno, creando una gradevole area ombreggiata, si inserisce senza disturbare l’estetica complessiva, ma aggiungendo il calore tipico delle case di campagna.
Non sorprende che anche all’interno dominino il legno e la pietra, accompagnati da arredi minimali in uno stile decisamente contemporaneo. Interni ed esterni comunicano grazie alla condivisione dei materiali e a un approccio che ha tradotto la semplicità dell’architettura rurale in un linguaggio essenziale e moderno.

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