La finanza deve aderire a principi etici e favorire la crescita globale, evitando comportamenti speculativi. Il benessere va oltre il PIL, includendo sicurezza, salute e qualità della vita. È essenziale diminuire il carico fiscale sul risparmio investito per stimolare sviluppo e lavoro
Dalla lezione magistrale su «Etica ed economia»
L’economia e la finanza devono fungere da strumenti per promuovere lo sviluppo. La finanza non può prescindere dalle norme e dagli obiettivi economici: non deve trasformarsi in speculazione priva di scopi e principi etici.
Economia e finanza
In ambito economico e finanziario, ogni azione eticamente corretta dovrebbe mirare allo sviluppo globale e condiviso di individui e collettività, realizzabile in un sistema di mercato sensibile alle questioni sociali, dove l’impresa privata sia adeguatamente protetta dalla Costituzione, operando in un mercato libero, competitivo e sotto la supervisione di enti indipendenti. Il profitto è lecito – secondo la dottrina sociale della Chiesa – ma non deve essere perseguito «a tutti i costi» né essere l’unico fine.
Il benessere oltre il PIL
Il benessere deve essere misurato con indicatori più vasti del PIL, considerando anche aspetti come la sicurezza, la salute, la crescita del capitale umano, la qualità della vita sociale e lavorativa. Luigi Einaudi affermava che «una forza morale è il motore nascosto delle grandi realizzazioni pacifiche».
Il risparmio rappresenta un’energia vitale per lo sviluppo e l’impiego: è cruciale ridurre prontamente la pressione fiscale sui risparmi a lungo termine e differenziare i rendimenti degli investimenti a lungo termine dalle operazioni speculative di breve durata.
Diminuire la pressione fiscale
Il risparmio costituisce sempre la base dell’economia e della finanza, essenziale per lo sviluppo e l’occupazione: è necessario alleggerire rapidamente il carico fiscale sui risparmi a lungo termine.
Gli investimenti dei risparmi nell’economia produttiva generano rendimenti variabili a seconda del rischio, non semplici rendite. Bisogna distinguere i rendimenti degli investimenti a lungo termine dalle operazioni speculative di breve durata.
Normative più flessibili
Per l’economia i rischi internazionali sono in aumento, complicate anche dalle fluttuazioni dei tassi di cambio. Emergono nuovi rischi di deterioramento del credito che richiedono prudenti accantonamenti per rafforzare anche in prospettiva la solidità patrimoniale delle banche, fondamentale per un’economia robusta.
Negli Stati Uniti le recenti crisi bancarie sono state crisi di liquidità. Sono necessarie regole più flessibili per banche, aziende e famiglie per ristrutturare i crediti deteriorati: si sollecita che l’Autorità Bancaria Europea (EBA) ammorbidisca le norme che limitano eccessivamente le ristrutturazioni dei crediti.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.