Panico sui mercati europei
Lunedì 7 aprile, i principali mercati azionari europei hanno avuto un’apertura disastrosa. Il DAX tedesco è crollato del 10% nelle prime contrattazioni, perdendo 2.000 punti in un colpo solo, prima di recuperare leggermente. Alle 11.15 era ancora in calo del 6,6%. Anche i mercati di Milano (-6,45%) e Londra (-4,5%) sono stati duramente colpiti da questa onda d’urto.
La guerra commerciale di Trump come fattore scatenante
Questa debacle borsistica fa seguito ai nuovi dazi doganali imposti da Donald Trump. Nonostante le critiche, l’ex presidente rimane irremovibile, definendo le tariffe una “medicina”.
Queste misure protezionistiche, in particolare la sovrattassa del 25% sui veicoli importati negli Stati Uniti, colpiscono particolarmente l’economia europea e le sue industrie di esportazione.
L’industria automobilistica tedesca in prima linea
Il DAX 40, l’indice di riferimento di Francoforte, è particolarmente vulnerabile perché è composto da società altamente internazionalizzate. Secondo Goldman Sachs, solo il 18% dei ricavi delle società del DAX è generato in Germania.
L’industria automobilistica, pilastro dell’economia tedesca, è stata la più colpita: Daimler è crollata del 27%, Mercedes e Volkswagen di oltre il 22%, BMW del 21% e Porsche del 18% in un mese.
Altri settori interessati
Oltre all’industria automobilistica, altri settori sono stati colpiti da questa guerra commerciale. Adidas ha perso il 17% in una settimana in seguito all’annuncio di dazi doganali mirati al Vietnam, dove l’azienda produce il 39% delle sue scarpe.
Le tariffe imposte in Vietnam rappresentano un aumento dei prezzi del 10-12% per compensare queste tasse.
Anche Milano e Londra sono state colpite
Anche la Borsa di Milano è stata duramente colpita da questa tempesta borsistica. La Banca d’Italia stima che questi dazi doganali potrebbero costare all’Italia 0,5 punti di PIL in tre anni.
Il settore bancario italiano è stato particolarmente colpito, con Unicredit e Intesa Sanpaolo che hanno perso entrambe il 20% in cinque giorni. Londra ha resistito un po’ meglio grazie al suo profilo più difensivo, con pesi massimi in particolare nel settore farmaceutico.
Conclusione
Questa crisi borsistica evidenzia la vulnerabilità delle economie europee alle politiche commerciali protezionistiche. L’interdipendenza dei mercati mondiali rende le imprese altamente internazionalizzate particolarmente vulnerabili alle tensioni geopolitiche.
Sia per gli investitori che per le industrie interessate, le prossime settimane saranno cruciali: o un’attenuazione delle tensioni consentirà un rimbalzo tecnico, o gli effetti duraturi di una guerra commerciale potrebbero far sprofondare l’Europa in una recessione con conseguenze durature per l’occupazione e la crescita.
Fonte: TradingSat
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