Due rustici rinnovati: soluzioni opposte per trasformare la tua casa

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Due ristrutturazioni di casali mostrano due strade opposte per restituire dignità a edifici rurali: una sceglie il colore come linguaggio architettonico, l’altra punta sul bianco per valorizzare luce e matericità. Entrambi i cantieri offrono indicazioni pratiche su costi, tempi e scelte tecniche oggi rilevanti per chi restaura immobili d’epoca.

Rustico a colori: recupero creativo a Marene (CN)

A pochi chilometri dalle valli cuneesi, una coppia di architetti ha trasformato un rudere in una casa-studio che funge anche da biglietto da visita professionale. Il lavoro si è svolto tra il 2012 e il 2017: i tempi si sono dilatati per contenere il budget e procedere per fasi.

Interno di rustico con parete trattata a calce colorata e porta in legno restaurata
Parete a calce colorata e porte su misura nel rustico di Marene.

Le pareti sono state trattate con pitture a base di calce realizzate artigianalmente—una miscela a base di grassello di calce, amido di riso, latte e pigmenti naturali—scelta per rispettare i materiali storici e limitare i problemi di umidità di risalita. L’intervento sul colore non è casuale: è il frutto del lavoro di una progettista specializzata nel progetto del colore funzionale, che calibra toni e saturazione in funzione delle attività che si svolgono negli ambienti.

Elementi di spicco del progetto:

  • Una parete a scacchiera composta da ritagli cromatici utilizzati in cantieri precedenti, poi estesa nel disegno del pavimento con triangoli equilateri per creare continuità formale.
  • Porte con texture pensate su misura per raccontare le storie degli abitanti: il design ha poi stimolato il produttore a inserirle in catalogo.
  • Mantenimento di tracce storiche come mattoni a vista, alcune porte restaurate e il soffitto del living, per conservare la memoria dell’edificio.

Impatto pratico: la scelta di finiture naturali e di un progetto cromatico studiato migliora il comfort visivo e aiuta a contenere problemi di umidità, mentre la realizzazione per fasi consente di diluire la spesa complessiva. La superficie totale del rustico è di circa 360 m² e la ristrutturazione è costata intorno ai 300.000 euro.

Bianco minimale: luminosità e rispetto del contesto a Prato

Il secondo intervento riguarda una casa colonica toscana rimaneggiata più volte nel tempo: obiettivo principale dei progettisti è stato riportare leggerezza e luce senza cancellare la matrice rurale dell’edificio.

Interno bianco minimale con soppalco e balaustra in vetro che mette in risalto pietra a vista
Uso del bianco e balaustra in vetro per aumentare la luminosità a Prato.

La strategia è stata semplice e precisa: pareti e soffitti sono stati dipinti in bianco per aumentare la riflessione della luce e mettere in risalto i frammenti originali in pietra e mattone rimasti a vista. Dove possibile si è intervenuto con scelte strutturali leggere, ad esempio sostituendo una balaustra in muratura con una in vetro per liberare il soppalco oscurato dalle trasformazioni precedenti.

Risultati tecnici ed estetici:

  • Restituzione di luminosità agli spazi diurna grazie all’uso esteso del bianco su superfici orizzontali e verticali.
  • Riconfigurazione del soppalco con balaustra in vetro per favorire il dialogo visivo tra livelli.
  • Conservazione e messa in evidenza di pietra e mattoni esistenti, valorizzati dalla luce artificiale notturna.

Numeri: l’appartamento ristrutturato occupa circa 110 m²; l’investimento è stato di circa 60.000 euro, con progetto completato nel 2018.

Confronto sintetico

Caratteristica Rustico colorato (Marene) Bianco minimale (Prato)
Anno lavori 2012–2017 2018
Architetti Claudia Piolatto e Andrea Gonnella Alessia Bettazzi e Pierluigi Percoco (B+P)
Superficie 360 m² 110 m²
Budget indicativo ~300.000 € ~60.000 €
Materiali chiave Pitture a base di calce, legno verniciato, mattoni a vista Intonaci e soffitti bianchi, vetro, pietra e mattone conservati

Perché queste storie contano oggi

Il recupero di edifici storici continua a crescere di interesse per motivi pratici e ambientali: riutilizzare strutture esistenti riduce consumo di suolo e impatto di nuova costruzione. Le soluzioni viste qui mostrano due approcci praticabili per chi ha un rudere da rimettere in vita—l’una con un linguaggio cromatico forte che dialoga con il manufatto, l’altra con un uso sapiente del bianco per massimizzare la luce.

Dal punto di vista operativo emergono indicazioni utili per committenti e professionisti: valutare tempi dilatati per finanziare lavori a tappe, preferire materiali naturali in presenza di umidità, e considerare soluzioni su misura (anche per elementi come le porte) che possono trasformarsi in valore aggiunto per il progetto.

Foto: Paolo Allasia; Darragh Hehir

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