Chipperfield vince il Pritzker Prize 2023: l’Italia ha un ruolo chiave!

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Sir David Alan Chipperfield. Foto cortesia di Tom Welsh

Stimolare una maggiore consapevolezza pubblica riguardo all’architettura e promuovere la creatività nel settore erano gli obiettivi di Jay e Cindy Pritzker quando, nel 1979, istituirono l’omonimo premio. Il lavoro di David Alan Chipperfield, premiato nell’edizione di quest’anno, rappresenta un’inestimabile fonte di ispirazione sia per i professionisti del settore che per il pubblico. La cerimonia di premiazione si terrà a maggio ad Atene, città dove Chipperfield sta attualmente lavorando all’ampliamento del Museo Archeologico Nazionale, la cui struttura originale risale a fine Ottocento.

James-Simon-Galerie a Berlino (2018). Foto cortesia di Ute Zscharnt per David Chipperfield Architects

Equilibrio tra antichità e modernità

Il legame tra storia e modernità, nonché tra architettura e ambiente, rappresenta un aspetto fondamentale nell’approccio progettuale di Chipperfield.
Nell’immagine, è visibile a destra la James-Simon-Galerie di Berlino, che funge da ingresso all’Isola dei Musei. Il colonnato con gradinate dal design semplice e moderno si armonizza con la facciata ottocentesca del Museo di Pergamo.

Il Neues Museum a Berlino (2009). Foto cortesia SPK / David Chipperfield Architects, foto di Joerg von Bruchhausen

“Come architetto, mi considero un custode di significati, memorie e patrimoni. Le città sono documenti storici e, dopo un certo periodo, anche l’architettura diventa un documento storico. Le città sono entità dinamiche: non restano statiche, ma evolvono. In questa evoluzione, rimuoviamo edifici per sostituirli con altri nuovi. La scelta di proteggere solamente il meglio non basta. Dobbiamo anche salvaguardare il carattere e le qualità che riflettono la ricchezza dell’evoluzione urbana”, afferma l’architetto.
Nel Neues Museum di Berlino, gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, Chipperfield ha messo in evidenza la struttura originale, lasciando visibili sulle pareti anche le imperfezioni e i danni del tempo e del conflitto.

Procuratie Vecchie di Venezia (2022). Foto cortesia di Alessandra Chemollo

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Nel 2012, David Chipperfield è stato direttore della tredicesima edizione della Biennale di Architettura di Venezia. Recentemente, ha curato il restauro del complesso delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco.

Procuratie Vecchie di Venezia (2022). Foto cortesia di Alessandra Chemollo

Anche in questo progetto, l’architetto ha sapientemente integrato l’antico con il moderno, dialogando con gli artigiani locali, custodi di tecniche tradizionali, che ha coinvolto per restaurare affreschi e pavimenti in terrazzo e pastellone.

Procuratie Vecchie, foto cortesia di Alberto Parise

L’architetto ha utilizzato una serie di strumenti moderni per rendere lo spazio accessibile e funzionale, come un sofisticato sistema di illuminazione che è sia discreto che scenografico.

Procuratie Vecchie di Venezia (2022). Foto cortesia di Alessandra Chemollo

Il risultato è un perfetto equilibrio. Lo spazio accoglie i visitatori raccontando loro la sua storia attraverso una suggestiva sequenza di archi che si susseguono nelle gallerie espositive.

The Hepworth Wakefield in West Yorkshire, Regno Unito (2011). Foto cortesia di Iwaan Baan

Rispetto per il contesto paesaggistico e naturale

Un altro aspetto ricorrente nel lavoro di Chipperfield è la capacità di progettare nuovi edifici rispettando il contesto naturale circostante. “Dovremmo sperare che la crisi ambientale ci spinga a riconsiderare le priorità della nostra società, comprendendo che il profitto non dovrebbe essere l’unico motore delle nostre decisioni”, sostiene l’architetto.

La struttura del Hepworth Wakefield è formata da dieci blocchi trapezoidali, ciascuno diverso dall’altro. L’accesso avviene solo a piedi attraverso un ponte e l’edificio sembra emergere dalle acque del fiume, che contribuiscono anche all’efficienza del sistema di riscaldamento e raffreddamento. L’inclinazione dei tetti richiama i mulini, i magazzini e le strutture industriali del territorio circostante.
Cappella e Centro Visitatori del Cimitero di Inagawa, Hyogo (2017). Foto cortesia di Keiko Sasaoka

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La valorizzazione della diversità culturale

“Il lavoro di David Chipperfield unisce il classicismo europeo, la complessità della Gran Bretagna e persino la finezza del Giappone. È la celebrazione della diversità culturale”. Questa frase, tratta dalle motivazioni del premio, riassume perfettamente il talento di Chipperfield, le cui opere, orientate verso le persone e il contesto, non sono mai autoreferenziali e sono destinate a superare la prova del tempo.

Come lui stesso ha spiegato, il suo obiettivo è rendere memorabile il quotidiano: “L’architettura è qualcosa che può intensificare, sostenere e migliorare i nostri rituali e le nostre vite. Le esperienze che mi attraggono di più sono quelle in cui le cose ordinarie diventano speciali”.

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