Case da sogno o alloggi condivisi esorbitanti? Coliving nel mirino di una possibile regolamentazione

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Un fenomeno in rapida crescita

Il Coliving, contrazione di “collaborative living”, sta crescendo a passi da gigante in Francia. Con 14.500 posti letto operativi entro il 2023, un aumento del 70% in due anni, e 234 milioni di euro investiti entro il 2024, questa nuova forma di vita collaborativa è particolarmente popolare nella regione di Parigi. Questa regione, che attrae molti giovani lavoratori e studenti, vede nel coliving una risposta parziale alla crisi degli alloggi.

Tra servizi premium e tariffe contestate

I residence Coliving offrono un pacchetto interessante: camere private, spazi condivisi, servizi inclusi (pulizia, streaming, palestra). Tuttavia, i prezzi applicati sollevano dubbi.

A Parigi, una stanza tra i 9 e i 16 m² può costare tra i 900 e i 1.100 euro, ben oltre i limiti di affitto. L’esempio di Zineb, 26 anni, che paga 1.250 euro per 22 m² illustra questa realtà: una soluzione pratica ma costosa per i nuovi arrivati.

Aree grigie legali

L’Institut Paris Région punta il dito contro una serie di abusi: l’integrazione sistematica degli affitti, l’uso di contratti di locazione stagionali e lo status di residenze di servizio per aggirare i controlli sugli affitti.

Queste pratiche, unite alla trasformazione delle case familiari in spazi abitativi, stanno creando tensioni nei condomini e alimentando la speculazione immobiliare.

Verso un quadro legislativo

In risposta a questi abusi, il senatore Ian Brossat (PCF) sta preparando un disegno di legge per definire e regolamentare il coliving.

L’obiettivo è duplice: classificare queste proprietà come “residenziali” e richiedere il rispetto delle norme esistenti, in particolare il controllo degli affitti e la creazione di alloggi sociali. Questa iniziativa divide i professionisti del settore.

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Operatori di mercato divisi

Gli operatori del settore reagiscono in modo diverso alla prospettiva di una regolamentazione. Alcuni, come La Casa, accolgono con favore l’idea di norme che garantiscano la qualità della vita, mentre altri, come The Boost Society, sono preoccupati per la possibilità di limitare gli investimenti.

Il dibattito illustra la complessità della regolamentazione di un mercato con molteplici modelli e servizi.

Conclusione

Coliving è la perfetta incarnazione dei paradossi dell’edilizia contemporanea: una soluzione innovativa che risponde a esigenze reali, ma che è anche una potenziale fonte di nuove disuguaglianze.

La sfida per i legislatori sarà quella di trovare un equilibrio tra il quadro necessario e la conservazione di un modello che, nonostante le sue carenze, fornisce una risposta parziale alla crisi abitativa, in particolare per i giovani lavoratori mobili.

Fonte: LeTelegramme

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