Nel centro storico di Milano un attico e il suo sovrastante superattico sono stati ripensati per ospitare una collezione d’arte e trasformare spazi tradizionali in ambienti vivibili e contemporanei. La ristrutturazione, completata nel 2019 dallo studio Isacco Brioschi Architects, mostra come interventi mirati possano valorizzare un immobile d’epoca preservandone la struttura ma aggiornandone funzione e luce.
Un progetto cucito sui collezionisti
La casa è abitata da una coppia che colleziona opere d’arte e desiderava un’abitazione che fungesse sia da spazio quotidiano sia da “contenitore” espositivo. L’architetto ha trasformato questa richiesta in un percorso visivo e percettivo: l’allestimento degli interni dialoga con i pezzi della collezione senza sovrastarli.
Non si è trattato di una rivoluzione muraria, ma di un ripensamento degli elementi di raccordo—controsoffitti, cornici metalliche, scaffalature e illuminazione—che crea continuità tra saloni, sale di rappresentanza e aree private.
Caratteristiche principali
- Posizione: Milano, zona Corso Magenta
- Superficie: circa 400 m² (esclusi terrazzi)
- Edificio: costruzione tra fine Ottocento e inizio Novecento
- Ristrutturazione: completata nel 2019; durata lavori ~4 mesi
- Progetto: Isacco Brioschi Architects
- Inquilini: coppia di collezionisti d’arte
Il piano attico: spazio per ospitare e mostrare
Al primo livello si trova la zona di rappresentanza: un triplo salone che include anche sala biliardo e sala da pranzo. Qui l’intervento è stato prevalentemente estetico e didattico — nuovi controsoffitti con profili metallici incassati, mensole in vetro per piccole sculture e un sistema di faretti orientabili studiato per valorizzare i quadri.
Il parquet è in rovere massello posato a correre, con inserti in legno più scuro e disegni diagonali nelle stanze di maggiore rilievo. L’arredo è un mix di pezzi su disegno e mobili della collezione privata, scelto per integrare antico e contemporaneo senza texture discordanti.
Luce e dettaglio: una cornice neutra per le opere
Per non competere con le opere, le pareti sono state inglobate in un involucro visivo che lavora in tonalità neutre. I profili metallici attorno ai controsoffitti fungono da cornice continua; l’illuminazione è calibrata per produrre un’illuminazione diffusa che sfiora le tele senza creare abbagliamenti.
Elementi su misura — come mensole in vetro Omnidecor e piccole nicchie illuminate — offrono punti di vista discreti per sculture e reperti.
Collegamenti verticali e dettagli funzionali
Una scala a chiocciola in metallo con gradini in cemento collega i due livelli; accanto è stato inserito un piccolo ascensore per agevolare il passaggio tra piani. Un gioco di specchi e aperture altera le prospettive, producendo effetti di profondità che riflettono la personalità degli abitanti.
La mansarda ripensata: privacy e vista
Il piano superiore è l’area che ha subito gli interventi più incisivi. Qui è stato creato un living più intimo, una cucina secondaria a servizio della famiglia e la camera padronale con una cabina armadio di 11 metri.
Un elemento chiave è la nuova finestra a tetto realizzata su misura con Velux: composta da due elementi apribili, aumenta la visuale verticale e orizzontale, garantendo completa oscurabilità e rimanendo invisibile dalla strada.
Terrazzi e spazi esterni
I due terrazzi, prima poco sfruttati, sono stati riprogettati come estensioni funzionali della vita domestica. Arredi fissi in corian disegnati per lo spazio e un’importante scultura ispirata all’origami rilanciano l’uso outdoor, trasformando i terrazzi in stanze aperte.
Materiali e finiture
Tra i materiali principali: parquet in rovere, rivestimenti specialistici (tra cui finiture Salvatori e pannellature raffinate), inserti in corian per elementi fissi e mobili su misura in rovere fossile e pasta di cemento. Anche le scelte cromatiche dei controsoffitti sono impiegate come stratagemma visivo: fasce perimetrali dipinte con tonalità diverse mutano l’esperienza dello spazio a seconda del punto di osservazione.
Dal punto di vista pratico, la cucina principale non è stata alterata: si mantiene l’impianto storico ma convivendo con la cucina d’appoggio realizzata al piano superiore.
Perché questa ristrutturazione conta oggi
Questo progetto è un esempio concreto di come si possa adattare un appartamento d’epoca alle esigenze contemporanee senza rinunciare a salvaguardarne l’identità. Per chi possiede collezioni d’arte o spazi che devono conciliare funzione e mostra, il lavoro dello studio dimostra strategie pratiche: integrazione luminosa, contenitori neutri e arredi su misura.
In un mercato immobiliare dove la luce naturale, la flessibilità degli spazi e la qualità delle finiture fanno la differenza, interventi come questo offrono spunti replicabili sia per ristrutturazioni complete sia per interventi puntuali di valore aggiunto.
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Esperto nel settore immobiliare, Marco Esposito guida i lettori nella comprensione delle tendenze del mercato italiano. Grazie ai suoi consigli pratici, individua le migliori opportunità d’investimento nel settore.