Un nuovo sondaggio europeo mette in luce una forte preferenza per soluzioni tecnologiche locali e una crescente preoccupazione per le frodi digitali: in Italia la maggioranza dei decisori aziendali predilige fornitori con **radici in Europa**, mentre gli attacchi cyber sembrano intensificarsi. I risultati emergono dal secondo Barometro della fiducia digitale di Namirial, realizzato con Xerfi su 700 manager di imprese in Francia, Germania, Italia e Spagna, e fotografano scelte e timori che influenzano già investimenti e procurement.
Perché conta ora
Con lo scenario regolatorio europeo in evoluzione e gli attacchi informatici in aumento, la provenienza dei fornitori non è più una questione di principio ma una leva concreta per ridurre i rischi operativi e normativi. Le aziende italiane, in particolare, sembrano privilegiare partner comunitari per proteggere dati sensibili e garantire conformità.

Preferenze sui fornitori: l’Italia guarda all’Europa
Secondo il Barometro, il 67% dei decisori italiani mette l’**origine europea** tra i criteri prioritari nella scelta dei fornitori tecnologici. Nel resto d’Europa la rilevanza dell’origine del fornitore rimane alta, seppure su percentuali leggermente inferiori (intorno al 58–61%).
Questa tendenza non è solamente simbolica: incide sulle gare d’appalto, sulle strategie di outsourcing e sulla selezione di piattaforme cloud o servizi gestiti, con conseguenze dirette su contratti, audit e responsabilità legale.
Digitalizzazione, AI e livelli di fiducia
La digitalizzazione dei processi core (archiviazione, pagamenti, onboarding, ecc.) mostra un profilo simile in Francia, Italia e Spagna, mentre la Germania risulta più prudente nel percorso di digitalizzazione di base.

L’adozione dell’**intelligenza artificiale** varia: in Francia e Spagna una quota più ampia di attività (fino al 60–70%) ricorre all’AI, contro una penetrazione leggermente più bassa in Germania e Italia (circa 54–55%).
Tuttavia, la fiducia nell’AI per processi critici resta contenuta: solo una minoranza dei decisori la ritiene affidabile per attività strategiche, con percentuali che vanno dal 42% in Francia al 52% in Germania.
| Paese | Preferenza fornitori UE | Adozione AI (quota attività) | AI affidabile per processi critici | Aumento tentativi di frode (ultimi 12 mesi) | Priorità d’investimento |
|---|---|---|---|---|---|
| Italia | 67% | ~54–55% | 49% | 72% | Conformità normativa (68%) |
| Francia | ~58–61% | ~60–70% | 42% | 64% | Sicurezza transazioni / governance dati |
| Spagna | ~58–61% | ~60–70% | 47% | 59% | — |
| Germania | ~58–61% | ~54–55% | 52% | 36% | Sicurezza transazioni / governance dati |
Preoccupazioni specifiche per Paese
I timori non sono uniformi: in Francia domina la questione della **privacy dei dati**, mentre in Germania e in Italia emerge la preoccupazione per la **dipendenza da fornitori extracomunitari**. In Spagna il tema centrale è invece la possibile perdita del controllo umano nelle decisioni automatizzate.
Queste differenze orientano le priorità di spesa: l’Italia è l’unico Paese dove la conformità regolamentare è indicata come obiettivo primario di investimento, con il 68% dei decisori che la mette al primo posto.
Frode digitale: un problema più grave in Italia
Il monitoraggio degli episodi di frode segnala un aumento marcato in Italia: il 72% dei responsabili intervistati ha rilevato un incremento dei tentativi negli ultimi dodici mesi. Le percentuali sono più basse in Francia (64%), Spagna (59%) e significativamente minori in Germania (36%).
- Conseguenze pratiche: maggiore attenzione a controlli di due diligence sui fornitori esteri, rafforzamento delle clausole contrattuali e intensificazione degli investimenti in compliance e sicurezza.
- Per le PMI: rischio di esclusione da alcuni appalti se non si dimostra compliance e adeguati livelli di cyber-risk management.
- Per i fornitori: opportunità per chi offre soluzioni conformi al quadro europeo e trasparenza sui flussi dati.
Nel complesso il Barometro evidenzia che la fiducia digitale non è solo questione tecnologica: è sempre più intrecciata a regolamentazione, provenienza dei servizi e resilienza contro frodi e abusi informatici. Per le imprese italiane la scelta di partner con base in Europa è diventata una scelta strategica, con impatti concreti su operazioni, budget e rischi reputazionali.
Articoli simili
- Illuminazione Globale: 50 Idee Intelligenti per un Ambiente Accogliente!
- UE: Boom economico nel secondo semestre! Italia: il settore terziario continua a crescere.
- Private Equity a rischio: come gli hacker minacciano gli investimenti!
- Decorazione: il marchio nordico Sweeek apre il suo primo negozio
- UE e Meloni: Approvazione per l’Euro Digitale, ma il Contante Resta!

Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.