L’ultima bozza del cosiddetto decreto bollette prova a mettere ordine tra soccorsi per le famiglie e misure per ridurre i costi energetici delle imprese, usando i ricavi della vendita del gas acquistato d’emergenza nel 2022. Se confermato, il pacchetto cambierebbe sconti in fattura, incentivi per le rinnovabili e alcune regole di mercato con effetti diretti sulle tariffe del 2026.
Che cosa prevede il testo
Il documento, atteso in Consiglio dei ministri nella settimana del 16 febbraio, concentra le coperture sulle vendite delle scorte e su interventi regolatori. L’obiettivo dichiarato è limitare l’impatto sui conti pubblici senza rinunciare a misure rivolte ai nuclei più fragili e alle imprese energivore.
- Famiglie: bonus straordinario per i percettori del bonus sociale e sconti diretti in fattura per chi ha Isee fino a 25.000 euro.
- Gas: vendita delle scorte accumulate nel 2022 da parte di Gse e di volumi messi sul mercato da Snam; proventi destinati alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).
- Rinnovabili: produttori fotovoltaici incentivati con potenza >20 kW possono accettare una riduzione della tariffa premio in cambio dell’estensione delle convenzioni.
- Mercato e concorrenza: rafforzamento della piattaforma del Gse per i contratti di lungo termine e introduzione di un servizio di liquidità per il mercato del gas.
I dettagli per le famiglie
Per il 2026 è previsto un contributo una tantum di 90 euro destinato a chi già beneficia del bonus sociale per l’energia elettrica; la misura è limitata da un plafond di spesa di 315 milioni. Parallelamente, per il 2026 e il 2027 i venditori potranno applicare uno sconto diretto in bolletta a clienti domestici non titolari del bonus ma con Isee fino a 25.000 euro, entro soglie di consumo prefissate.
Lo sconto sarà automatico in fattura per chi rientra nei requisiti di consumo — 0,5 MWh nel bimestre o 3 MWh nei dodici mesi precedenti — così da mirare gli aiuti a chi ha consumi contenuti.
Incentivi e cambiamenti per i produttori rinnovabili
I produttori fotovoltaici con impianti oltre i 20 kW e convenzioni in scadenza dal 2029 potranno aderire a un’opzione volontaria: accettare un incentivo ridotto (all’85% o al 70% del valore originario) percepito tra il secondo semestre 2026 e il 31 dicembre 2027, in cambio dell’allungamento della durata delle convenzioni.
Per promuovere accordi di fornitura a lungo termine, il Gse potenzierà la propria piattaforma di negoziazione per contratti triennali o più lunghi, anche aggregati tra più imprese. È prevista la possibilità di richiedere al Gse il ruolo di garante e di attivare strumenti per mitigare i rischi contrattuali, con il supporto di Sace, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
I tagli al costo del gas e le coperture
Al centro delle coperture c’è la vendita del gas acquistato nel 2022: i proventi dovranno essere trasferiti alla CSEA entro il 31 maggio 2026 e serviranno a finanziare riduzioni tariffarie su trasporto e distribuzione del gas per l’anno 2026, con priorità per le classi tariffarie più gravate dagli oneri.
Non rientrano in queste riduzioni i consumi dei produttori termoelettrici né quelli riferiti a clienti civili e condomìni. Parallelamente, Arera dovrà definire meccanismi di rimborso ai produttori termoelettrici e adeguare le regole del mercato della capacità.
Misure per la concorrenza sul mercato del gas
Per smorzare le distorsioni di prezzo e aumentare liquidità, Arera istituirà un servizio di liquidità basato su gare tra Snam e operatori selezionati. I partecipanti dovranno offrire quote giornaliere sul mercato spot a prezzi collegati al TTF, riducendo lo spread con il punto di scambio italiano e immettendo i volumi contrattualizzati nella rete.
Il servizio è previsto con un tetto di spesa pari a 200 milioni di euro, finanziato con i ricavi della vendita del gas; eventuali entrate eccedenti saranno invece impiegate per abbassare ulteriormente gli oneri di trasporto.
Scadenze e prossimi passi
Oltre alla scadenza del 31 maggio 2026 per i versamenti alla CSEA, Arera ha novanta giorni di tempo per presentare al ministero una proposta volta a integrare i mercati del gas italiano e tedesco tramite le infrastrutture svizzere, con l’intento di ridurre il peso dei costi di trasporto sulle dinamiche di prezzo.
La bozza passerà ora all’esame politico: dal voto del Consiglio dei ministri e dalle delibere successive di Arera e Gse dipenderà la concreta applicazione delle misure e l’impatto sulle bollette e sui mercati energetici nei prossimi mesi.
Per i lettori: le novità contenute nella bozza possono tradursi in sconti direttamente in fattura per alcune famiglie e in interventi di mercato che mirano a ridurre i costi per le imprese; resterà però cruciale monitorare i decreti attuativi e le decisioni degli enti regolatori per sapere chi effettivamente beneficerà delle misure.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.