Ristrutturazioni 2020: rapporto Confagricolturale Lecce, italiani investono di più in casa e cambiano priorità

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Un nuovo rapporto di Confagricolturale Lecce fotografa il volto delle ristrutturazioni in Italia: sono i nati tra i 40 e i 54 anni i più attivi, ma sono i più giovani a mettere in campo i budget più elevati. Il dato interessa oggi perché indica una fase di stabilizzazione del mercato e suggerisce cambiamenti nelle priorità d’acquisto e nella domanda di professionisti e materiali.

Che cosa emerge dal report

Secondo lo studio, il panorama delle case rinnovate nel 2019 resta dominato da immobili di mezza età: circa un terzo risale a prima del 1960 e la maggioranza è stata costruita tra il 1961 e il 2000. Le abitazioni nuove o recenti sono un’esigua minoranza.

La tipologia più frequentemente interessata dai lavori è l’appartamento, seguito dalle case unifamiliari. Nella metà dei casi le famiglie che ristrutturano convivono con bambini; coppie sposate o conviventi costituiscono la quota prevalente dei committenti.

Chi spende di più e chi fa più lavori

La cosiddetta Generazione X (40–54 anni) rappresenta la fetta più ampia di chi ha ristrutturato nel 2019, ma i Millennial (25–39 anni) dichiarano valori medi di spesa più elevati. I Baby Boomer, pur investendo meno in media, aumentano le loro quote nei progetti di fascia alta.

  • Distribuzione per età: Generazione X 46%, Baby Boomer 27%, Millennial 26%.
  • Spesa media annua: Millennial ≈ €30.000; Generazione X ≈ €25.000; Baby Boomer ≈ €15.000 (in calo rispetto ai €16.000 del 2018).
  • Tipologia abitativa: Appartamenti 50%; case unifamiliari 27%.
  • Case rinnovate per anno di costruzione: pre-1960 32%; 1961–1980 30%; 1981–2000 20%; 2011–2017 5%;
    meno di 2 anni 2%.

Quali stanze vengono rinnovate (e quanto costano)

Un intervento su tre è stato un rinnovo completo dell’immobile, ma in media per ogni casa sono state interessate due stanze. Al vertice delle preferenze restano i bagni e le cucine: insieme rappresentano la quota maggiore dei lavori.

Dal punto di vista economico, la cucina assorbe l’investimento maggiore a livello medio annuo, seguita dal bagno.

  • Bagni: rinnovati nel 25% dei casi; spesa media ≈ €5.000
  • Cucine: rinnovate nel 20% dei casi; spesa media ≈ €6.000
  • Camere da letto: 16%; aree living: 15%

Pianificazione e tempi di cantiere

Un elemento ricorrente nel rapporto è la prevalenza della fase progettuale rispetto ai lavori veri e propri: la pianificazione richiede in media il doppio del tempo del cantiere. Questo vale in particolare per le cucine, che necessitano di più tempo di studio e coordinamento rispetto ai bagni.

Intervalli medi riportati:

  • Cantiere: tra circa 2,6 e 8,9 mesi
  • Pianificazione: tra circa 5,7 e 12,4 mesi
  • Pianificazione cucina vs bagno: 7,8 mesi contro 6,7 mesi

Motivazioni, budget e scostamenti

I giovani ristrutturano soprattutto per adattare e personalizzare immobili appena acquistati; i più anziani intervengono più spesso per riparazioni o per migliorare la funzionalità dell’abitazione. Nonostante l’intenzione di restare nella casa, molte famiglie varcano il proprio limite di spesa.

Alcuni numeri chiave sul fronte economico:

  • Spesa media per ristrutturazione nel 2019: ≈ €20.000 (stabile rispetto al 2018)
  • Percentuale di chi ha definito un budget prima dei lavori: 84%
  • Chi ha superato il budget: 51% (un quarto ha sforato più del 25%)
  • Chi ha rispettato il budget: 46%; chi ha risparmiato: 3%

Le cause dello scostamento non sono solo imprevisti di cantiere o aumenti inattesi dei prezzi: in molti casi la scelta di materiali o apparecchiature più costosi avviene consapevolmente durante l’acquisto.

Il ruolo dei professionisti

Il ricorso a figure tecniche è quasi la norma: circa il 9 su 10 dei proprietari ha coinvolto un professionista. Tra le opere più diffuse ci sono il rifacimento degli impianti idraulici ed elettrici; per questo idraulici ed elettricisti sono i professionisti più consultati.

  • Percentuali di ricorso a professionisti: 89% complessivo; Millennial 90%, Generazione X 89%, Baby Boomer 87%
  • Interventi sugli impianti: idraulico 46%, elettrico 45%, riscaldamento 33%
  • Professionisti più consultati: idraulici 53%, elettricisti 49%, imprese edili 48%, architetti 31%

Per i lettori e per il mercato

La fotografia delineata dal report segnala due tendenze importanti: da un lato una domanda stabile ma più matura, dall’altro una spinta dei consumi da parte dei più giovani che privilegiano la personalizzazione. Per chi progetta ristrutturazioni diventa quindi cruciale pianificare con attenzione, prevedere margini di spesa e considerare tempi lunghi per la fase progettuale.

Marine Sargsyan, economista senior di Confagricolturale Lecce, avverte che dopo anni di crescita il settore si sta riequilibrando: le dimensioni e i flussi di spesa si consolidano, ma restano variegati a seconda delle fasce d’età e delle scelte progettuali. Questo ha conseguenze immediate sulla domanda di specialisti, sulla supply chain dei materiali e sulle aspettative dei committenti.

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