A gennaio 2026 i piani individuali di risparmio (PIR) hanno registrato un recupero significativo, guidato soprattutto dai prodotti obbligazionari: entrate nette pari a 239 milioni di euro, il miglior risultato dal luglio 2025. Per i risparmiatori e per chi consiglia portafogli questo movimento pesa oggi: segnala preferenze di mercato e orientamenti che influiranno sulle scelte di offerta per i prossimi mesi.
Flussi e composizione: dove sono andati i soldi
Il saldo positivo del mese è stato trascinato quasi esclusivamente dai Pir legati ai titoli a reddito fisso. In dettaglio, i fondi obbligazionari hanno raccolto la quota maggiore, mentre i comparti azionari hanno mostrato ancora una lieve contrazione.
| Tipologia | Saldo (mln €) |
|---|---|
| Obbligazionari | +176,0 |
| Bilanciati | +65,0 |
| Azionari | -3,3 |
| Flessibili | +0,9 |
| Totale PIR | +239,0 |
Il dato totale (239 milioni) è il migliore dall’estate scorsa, quando a luglio 2025 la raccolta aveva toccato 343 milioni.
Nuove offerte: cinque fondi obbligazionari e una strategia precisa
A gennaio sono stati lanciati cinque nuovi PIR, tutti incentrati su obbligazioni, proposti da Arca, Mediolanum, Eurizon e Bcc Risparmio&Previdenza. Queste novità hanno contribuito per circa 170 milioni alla raccolta mensile, cioè quasi l’intero saldo positivo registrato per la categoria.
- Arca — nuovo PIR obbligazionario
- Mediolanum — nuova offerta obbligazionaria
- Eurizon — PIR bond appena lanciato
- Bcc Risparmio&Previdenza — due lanci distanziati nel tempo
Secondo i responsabili di alcune sgr, la scelta di proporre più prodotti obbligazionari nel tempo risponde a vincoli normativi e a logiche fiscali che richiedono un orizzonte di investimento definito. La possibilità per il cliente di versare fino a 40.000 euro l’anno e di detenere più Pir dello stesso emittente ha spinto alcune società a sviluppare linee successive con profili e attese di rendimento differenti, anziché mantenere un unico veicolo aperto per lunghi periodi. Questa modalità mira a evitare la diluizione dei risultati per chi è entrato nelle fasi iniziali e a favorire una gestione più ordinata delle opportunità di mercato.
Rendimenti: l’azionario resta trainante sul medio-lungo periodo
Dal punto di vista dei risultati, gli strumenti azionari continuano a offrire performance brillanti su orizzonti pluriennali. I dati degli ultimi cinque anni mostrano recuperi rilevanti per alcuni comparti focalizzati sul mercato italiano.
- Arca Azioni Italia: +110,2% (5 anni)
- Leadersel PMI: +106,3% (5 anni)
- Sella Investimenti Azionari Italia: +96,4% (5 anni)
Queste cifre sottolineano come, nonostante l’afflusso recente verso i bond, l’azionario rimanga una componente centrale per chi cerca performance nel lungo termine. Per gli operatori e i consulenti ciò significa bilanciare esigenze di protezione (reddito fisso) con orizzonti di crescita (azioni).
Per i risparmiatori la lezione pratica è duplice: da un lato i vantaggi fiscali legati ai Pir continuano a orientare la domanda; dall’altro è importante valutare con attenzione il profilo temporale e il tipo di esposizione prescelto, perché le scelte di oggi rifletteranno i risultati nei prossimi anni.
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Esperta in finanza, Giulia Moretti analizza con rigore le tendenze economiche e i movimenti del mercato. Traduce la complessità finanziaria in informazioni semplici per permetterti di fare scelte consapevoli.