Il Tribunale di Milano ha rimandato di oltre un mese la decisione su una richiesta cautelare legata alla disdetta di un importante contratto tra Inwit e operatori telefonici: una pausa che sposta in avanti l’esito di una contesa che pesa sui conti e sull’atteggiamento degli investitori. I numeri del primo trimestre mostrano già la pressione: ricavi in lieve calo, utile netto in contrazione e un indebitamento che cresce dopo il ritorno di dividendi e buyback.
La proroga giudiziaria e le sue conseguenze
Durante l’udienza, durata più di un’ora, il giudice ha stabilito che entrambe le parti possano integrare le proprie memorie e presentare repliche scritte. La sospensione delle decisioni è pensata per consentire un esame più approfondito della documentazione e riduce le probabilità di una sentenza prima della fine di giugno.
La scelta processuale è significativa perché allinea i tempi con un’altra causa connessa: una richiesta cautelare presentata da Inwit contro TIM che è in calendario per metà giugno. Questo sincronismo può rendere più chiaro l’orientamento complessivo del tribunale sulle dispute relative ai contratti di servizio tra tower company e operatori.
- Oggetto della disputa: richiesta di congelamento della disdetta del Master Service Agreement notificata a fine marzo.
- Tempistica giudiziaria: rinvio di oltre un mese con possibilità di repliche scritte.
- Allineamento processuale: udienza correlata contro TIM prevista per metà giugno.
Primo trimestre: cifre e dinamiche operative
La seduta di Borsa successiva alla pubblicazione dei conti è stata negativa per il titolo, risentendo delle incertezze legali e del contesto di mercato. Il management ha comunque ribadito l’intenzione di proseguire gli investimenti per valorizzare la rete.
I dati chiave del periodo dicono questo: i ricavi consolidati si sono attestati a circa 264,1 milioni di euro, con una flessione marginale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’EBITDA si è leggermente ridotto, mentre l’EBITDA after lease ha segnato una flessione analoga.
Più marcata la riduzione dell’utile netto, sceso di oltre il 10% a circa 81 milioni di euro. Gli investimenti sono rimasti sostanzialmente stabili, intorno a 82 milioni, e il recurring free cash flow ha mostrato un incremento a due cifre.
Debito e leva: cosa è cambiato
Un elemento che colpisce è l’aumento del debito finanziario netto, salito da circa 4,44 miliardi a poco più di 5 miliardi rispetto a fine marzo scorso. La leva finanziaria è salita da 4,6x a 5,2x, effetto in parte del più elevato esborso destinato agli azionisti attraverso dividendi e riacquisti di azioni.
Per gli investitori questo significa un trade-off: politica del capitale orientata alla remunerazione degli azionisti ma con un impatto misurabile sul profilo finanziario della società, specie in uno scenario di incertezze sui ricavi futuri legate ai rapporti con i principali clienti.
Previsioni confermate per il 2026
Nonostante i venti contrari del mercato e le tensioni contrattuali, la società ha mantenuto invariata la guidance per il 2026. I target includono ricavi compresi tra 1,05 e 1,09 miliardi, margini operativi elevati e un recurring free cash flow atteso tra 550 e 590 milioni. Il dividendo per azione è confermato a 0,55 euro e l’obiettivo di leva è fissato a 5,5 volte.
Questo quadro lascia intuire che la direzione aziendale scommette su una capacità di generare flussi stabili nonostante le dispute contrattuali in corso. Tuttavia, gli sviluppi processuali nelle prossime settimane saranno determinanti per chiarire il potenziale impatto sui ricavi a medio termine.
Perché conta oggi
La decisione di rinviare le udienze allunga i tempi di risoluzione di una controversia che potrebbe avere effetti concreti sui margini e sulla strategia commerciale della towerco. In parallelo, il peggioramento della leva finanziaria alimenta il dibattito su sostenibilità della politica dei ritorni agli azionisti.
Nei prossimi giorni gli occhi degli analisti resteranno puntati su due fronti: gli eventuali sviluppi processuali e la capacità della società di mantenere flussi di cassa robusti mentre negozia con operatori strategici.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.