Casa sull’albero: progetto veloce per dare valore al giardino e divertire i bambini

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Nel bosco del Château de Raray, a nord di Parigi, è stata completata la Origin Tree House, una piccola residenza sospesa che unisce prefabbricazione e pratiche di turismo sostenibile. Il progetto, firmato dall’architetto Marco Lavit, mostra come soluzioni leggere e locali possano ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare al comfort: oggi questo tipo di intervento ha ricadute pratiche per chi progetta o visita strutture eco‑turistiche.

Un nido tra le querce: collocazione e percorso

La casetta si trova all’interno della proprietà del Château de Raray, raggiungibile dalla reception e poi a piedi attraverso il bosco, che lascia spazio a una vegetazione via via più selvaggia. L’accesso non è immediato: prima si attraversa una piattaforma sospesa su una quercia distante circa trenta metri, dotata di una vasca spa riscaldata, quindi si segue una passerella a dieci metri d’altezza che conduce al volume abitato.

Una scala in legno porta fino alla terrazza panoramica sulla copertura: il sollievo è nella vista sulle chiome delle querce, un effetto voluto del progetto che nasconde la casa fino all’ultimo tratto del percorso.

Dimensioni, materiali e montaggio

La stanza principale misura circa 21 m², a cui si aggiungono 13 m² di terrazza. Il peso complessivo è intorno alle cinque tonnellate e la struttura è appoggiata a 11 metri di altezza sul tronco selezionato.

  • Legno strutturale: pino Douglas, selezionato per resistenza e disponibilità locale.
  • Piattaforma di arrivo: larice, scelto per le parti a contatto con il suolo.
  • Finiture interne: pioppo per pareti e soffitti, mobili su misura con listellature orizzontali.
  • Prefabbricazione: componenti tagliati in atelier con macchine a controllo numerico; montaggio in loco dopo numerazione degli elementi.
  • Altezza di posa: 11 metri dal suolo.

Scegliere l’albero giusto

La selezione della quercia ospitante è stata guidata da criteri botanici e strutturali: l’albero deve essere sano, avere un diametro consistente (intorno al metro) e non essere popolato da specie nidificanti che ne comprometterebbero l’integrità. La posizione nel bosco è altrettanto importante—un albero centrale è più protetto dai venti grazie alle chiome circostanti.

Per fissare la casa al tronco si utilizza una piattaforma cui viene applicato un collare‑morsa serrato tramite viti. Questo sistema permette alla pianta di continuare a crescere senza subire danni permanenti: le viti vengono regolate periodicamente, all’incirca ogni cinque anni.

Forma, distribuzione degli spazi e impianti

La pianta è ottogonale: una soluzione che semplifica il cerchio e favorisce una visuale a 360 gradi. Il tronco rimane al centro del volume e funge da elemento di continuità tra esterno e interno.

All’interno l’atmosfera è raccolta e luminosa grazie alle ampie vetrate da pavimento a soffitto. Gli spazi sono organizzati intorno a un piccolo patio trasparente: ingresso, zona giorno e notturna si susseguono con corridoi che nascondono un guardaroba, un bagno completo e un locale tecnico, tutti con affacci sulla foresta.

Particolare attenzione agli impianti: i collegamenti idraulici e elettrici sono stati pensati per essere discreti, con tubazioni di rame esterne protette dalla vegetazione; gli scarichi sono raccolti in una fossa servita da un compressore che convoglia i reflui a un punto di raccolta centrale, periodicamente svuotato.

Tempi, logistica e durabilità

Dal primo schizzo alla cassetta pronta per il montaggio sono passati circa due mesi e mezzo; il montaggio in loco è durato quattro settimane, escludendo i tempi burocratici necessari per le autorizzazioni. Questa combinazione di progettazione rapida e assemblaggio prefabbricato è interessante per chi valuta interventi a basso impatto e basso tempo di cantiere.

Per resistere al clima piovoso della regione, le lamelle esterne del rivestimento sono posate orizzontalmente e ventilate, una scelta che accelera l’asciugatura del legno e limita il degrado causato dall’alternanza umido/asciutto.

Perché conta oggi

La Origin Tree House è un esempio concreto di come architettura leggera e pratiche locali possano dialogare con il patrimonio arboreo senza consumarlo. Per il settore turistico significa sperimentare formule di ospitalità a basso impatto, mentre per i progettisti è uno spunto su prefabbricazione, monitoraggio della salute degli alberi e manutenzione ciclica.

Le implicazioni pratiche: replicare modelli simili richiede piani di tutela fitosanitaria, normative chiare su vincoli paesaggistici e risorse per la manutenzione a lungo termine. Per i visitatori, invece, il valore è nell’esperienza immersiva e nel contatto con la natura, offerto senza strutture invasive.

In sintesi

Origin Tree House coniuga un’idea semplice — vivere sospesi nella chioma di una quercia secolare — con tecniche costruttive moderne e attenzione ai materiali locali. È un progetto che contribuirà a ridefinire criteri e pratiche per un turismo più sostenibile e potrebbe diventare modello per future iniziative similari, se accompagnato da norme e controlli adeguati.

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