Ivision Tech acquisisce Sharbie: perché gli smart glasses puntano alla mobilità elettrica

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Ivision Tech ha acquisito la software house Sharbie da Estrima per 140.000 euro, operazione che punta a trasferire competenze software dal mondo automotive agli occhiali intelligenti e a consolidare la presenza del gruppo nel segmento B2B. L’accordo, con pagamento dilazionato fino a metà 2028, arriva mentre entrambe le imprese affrontano riassetti societari e piani di rilancio.

L’operazione e perché conta

L’acquisto formalizza il passaggio di Sharbie, fino ad oggi controllata da Estrima, sotto il controllo di Ivision Tech. La cifra fissata per la cessione è contenuta, ma il valore strategico risiede nelle competenze software che la società porta con sé: sviluppo di sistemi per la gestione dei veicoli e assistenza tecnica, ora chiamati a essere riadattati per i dispositivi indossabili.

Ivision Tech è già nota sul mercato per i suoi smart glasses — un prodotto che ha attirato attenzione internazionale — e mira a integrare internamente sviluppo hardware e software per offrire soluzioni verticali rivolte ad aziende e clienti professionali.

I dettagli operativi

Al 31 dicembre scorso il team di Sharbie contava circa una decina di addetti. Secondo quanto previsto dall’accordo, il corrispettivo sarà saldato entro la metà del 2028, segnando la conclusione di una serie di operazioni finanziarie e di governance che hanno interessato entrambe le società quotate a Milano.

I numeri principali

  • Sharbie (2025): ricavi pari a 1,5 milioni di euro; ebitda circa 90.000 euro; utile netto vicino a 70.000 euro. Era responsabile del 5,4% del fatturato di Estrima.
  • Ivision Tech (2025): ricavi per 15,55 milioni di euro, in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente; utile netto di 34.000 euro.
  • Estrima (2025): valore della produzione 25,5 milioni di euro e perdita di esercizio di 2,45 milioni, dopo perdite anche nel 2024 e 2023.

Cosa cambia per Estrima

La cessione di Sharbie si inserisce in un più ampio processo di riorganizzazione: il gruppo mantiene le controllate Brieda e Birò, su cui si concentra il piano di rilancio. A febbraio Estrima ha presentato un nuovo quadriciclo elettrico Birò, contando sul sostegno dell’Ecobonus 2026 per stimolare la domanda.

Negli ultimi mesi la compagine azionaria di Estrima ha visto diverse manovre: la società ha archiviato una procedura di composizione negoziata della crisi grazie all’ingresso di investitori esterni, con successivi riassetti delle quote tra soci di riferimento.

Implicazioni per il mercato B2B

Per Ivision Tech l’integrazione di capacità di sviluppo software rappresenta un passo verso prodotti più modulari e personalizzabili per clienti aziendali: manutenzione predittiva, assistenza remota, interfacce dedicate per settori verticali (manifattura, logistica, sanità) sono tra le applicazioni più immediate.

Dal lato di Estrima, la cessione segnala una scelta di concentrazione sulle linee di prodotto core e sulla stabilizzazione finanziaria. Per gli operatori del settore rimane da valutare quanto velocemente Sharbie riuscirà a riorientare competenze e contratti dal mondo automotive agli occhiali intelligenti.

  • Tempistiche: pagamento dell’acquisto entro metà 2028.
  • Obiettivo strategico: integrare software e hardware per ampliare l’offerta B2B di Ivision Tech.
  • Rischi: necessità di riconversione delle competenze e consolidamento commerciale in nuovi mercati verticali.

Nel breve termine l’operazione rafforza la filiera tecnologica italiana attorno ai dispositivi indossabili professionali; sul medio periodo sarà decisivo osservare gli sviluppi commerciali e le sinergie effettive tra team e prodotti.

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