Fienile trasformato: nuova sala alta 9 metri aumenta valore e spazio

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Un fienile abbandonato nella regione dell’Uckermark, vicino a Brandeburgo, è stato trasformato in una casa che cambia volto con le stagioni: parte completamente isolata per l’inverno e un ampio spazio aperto per l’estate. Il progetto, portato avanti dallo studio Barth und Breker con un budget contenuto, mostra come il riuso e le scelte tecniche puntuali possano conciliare conservazione storica e comfort moderno.

Il progetto in sintesi

Due famiglie hanno rilevato una piccola cascina composta da casolare, fienile e stalle; il fienile, per dimensioni e panorama, è diventato il fulcro della ristrutturazione. Gli architetti Petr Barth e Taras Breker hanno seguito il lavoro dalla fase di acquisto fino alla consegna, adattando il progetto alle necessità emerse in cantiere.

  • Dove: Uckermark, vicino a Brandeburgo
  • Chi abita: due famiglie; quattro persone nell’unità ricavata nel fienile
  • Progetto: Barth und Breker Architekten
  • Budget: intorno ai 300–350 mila euro
  • Superficie: volumi centrali con soffitti fino a 9 m e circa 450 m² distribuiti su tre livelli

Una strategia dettata dal budget: due case in un unico involucro

Di fronte a un budget limitato, lo studio ha scelto una soluzione pragmatica: dividere il fienile in una casa per l’inverno, ben isolata e autonoma, e in una casa per l’estate, più ariosa e permeabile al paesaggio. Isolare l’intero volume sarebbe stato troppo costoso; la risposta è stata quindi ibrida, rispettosa dell’involucro originale.

Il cuore del progetto è un “nucleo” in vetro e legno che funge da bozzolo termico in stagione fredda, mentre nelle stagioni calde si apre completamente grazie a porte pieghevoli alte quasi quattro metri, creando continuità con l’esterno.

Interventi principali e materiali

I lavori sono durati circa un anno e mezzo: il primo passo è stato rifare il tetto e inserire lucernari per illuminare l’interno. Le pareti in mattoni sono state consolidate e ridipinte per limitare l’umidità.

Tra gli elementi di carattere:

  • riscaldamento a pavimento nella zona centrale, pensata come area di passaggio e convivio;
  • una cucina lunga e versatile, accessibile sia dall’interno del nucleo invernale sia dall’esterno estivo;
  • finestre a soffietto isolanti che separano i due ambiti stagionali quando necessario;
  • riuso di materiali d’epoca: una scala in legno recuperata dalla Foresta Nera, vecchie porte in quercia e travi rielaborate;
  • finiture scure—travi smaltate di nero e pannelli di pino verniciati—per uniformare l’estetica e migliorare la durabilità.

Spazi e organizzazione interna

La struttura invernale si sviluppa su tre piani e ospita una cucina-soggiorno, camere e servizi: abbastanza per una famiglia di quattro persone durante i mesi freddi. Nei livelli superiori le camere si affacciano su scorci del paesaggio e sulla sala centrale, grazie a una passerella con parapetto in rete che offre un punto di osservazione sospeso.

Al centro del fienile, il volume aperto dove un tempo passavano i mezzi agricoli è stato trasformato in una zona d’incontro con una lunga tavola che diventa naturale punto di ritrovo quando la grande porta in vetro è aperta.

Dettagli che contano

Gli architetti hanno privilegiato soluzioni semplici ma incisive: pannelli in fibra di legno finiti a gesso per l’isolamento interno, doghe in legno come testata letto per modulare privacy e vista, e piccole trovate di cantiere (barre d’acciaio arrugginite, gradini ricavati dal vecchio soffitto) che danno carattere senza aumentare il costo.

Anche l’approccio progettuale ha avuto una natura pragmatica: circa il 70% delle scelte è stato definito prima dell’avvio dei cantieri, mentre il resto è stato deciso sul posto, secondo le esigenze che emergevano durante i lavori. Questo metodo ha richiesto fiducia nei confronti delle maestranze e una gestione ravvicinata del cantiere.

Perché questa ristrutturazione è rilevante oggi

Il caso mette in luce due tendenze attuali nell’edilizia residenziale: la valorizzazione del patrimonio rurale attraverso il riuso e la flessibilità progettuale come risposta ai vincoli economici. In tempi di costi crescenti per materiali e imprese, soluzioni come la separazione stagionale degli spazi permettono di conciliare rispetto per l’esistente e comfort moderno con investimenti misurati.

Per chi sta pensando a una ristrutturazione simile, alcuni spunti pratici emergono con chiarezza:

  • Prioritizzare l’involucro: tetto e impermeabilizzazione sono spesso gli interventi più efficaci per garantire durabilità.
  • Adottare soluzioni ibride: isolare solo dove serve può ridurre i costi senza rinunciare al comfort.
  • Usare materiali recuperati: elementi d’epoca, se ben integrati, aggiungono valore estetico e identità al progetto.
  • Lasciare spazio alla fase di cantiere: molte decisioni funzionali emergono solo durante la costruzione; un margine di flessibilità progettuale è quindi utile.

Il risultato a Uckermark è una casa che conserva l’anima del fienile, ma si presta a vivere in modo diverso con il cambiare delle stagioni: una risposta pratica ed estetica a limiti di budget, sostenibilità e tutela del patrimonio rurale.

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