Iulm trasforma il quartiere: la rettrice Garavaglia presenta il progetto

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A sud di Milano la presenza universitaria ha riscritto il volto di un quartiere: l’Università Iulm ha trasformato la Barona da area periferica a punto di riferimento culturale e produttivo. Questa metamorfosi ha effetti concreti oggi, tra nuove opportunità di lavoro, spazi pubblici riqualificati e una domanda crescente di alloggi per studenti.

Da periferia a tessuto urbano integrato

L’insediamento dell’ateneo ha provocato una reazione a catena: investimenti diretti, attività culturali aperte alla cittadinanza e l’arrivo di imprese hanno ricostruito l’identità del quartiere. Quella che era vista come una zona marginale è diventata sempre più percorsa da studenti, residenti e professionisti, migliorando la percezione collettiva e la vivibilità.

Non si è trattato solo di nuove strutture didattiche: l’offerta di spettacoli, mostre e iniziative gratuite ha reso il Campus un luogo di incontro. L’apertura al pubblico e gli eventi stagionali, come i concerti legati a rassegne musicali cittadine, hanno favorito relazioni e occasioni di scambio tra università e territorio.

  • Barona: da quartiere periferico a polo culturale e attrattivo.
  • Cascina Moncucco: cascina recuperata dall’ateneo, con circa 100 posti letto e funzioni di foresteria.
  • Iulm 7_#Open Space: nuovo spazio al piano terra dell’edificio 7, punto di incontro tra metropolitana e Campus.
  • Accademia dei Giorni Straordinari: progetto di rigenerazione sociale per ragazzi in condizioni di fragilità.

Investimenti e qualità urbana

I fondi destinati al Campus e alle aree limitrofe raggiungono cifre importanti: non si tratta solo di aule e laboratori, ma di interventi pensati per migliorare i servizi e la fruibilità degli spazi pubblici. Un esempio emblematico è la riqualificazione di via Carlo Bo, trasformata in zona pedonale e arricchita da opere d’arte contemporanea che completano il racconto urbano.

Restauro di edifici storici, nuovi servizi per studenti e apertura di aree comuni hanno contribuito a una maggiore sicurezza percepita e a una vivacità culturale che attrae investimenti esterni. Aziende come L’Oréal e realtà tecnologiche internazionali hanno scelto di insediarsi nelle vicinanze, creando un dialogo più stretto tra formazione e mondo del lavoro.

Iulm 7_#Open Space: ricerca, servizi e incontro

Recentemente inaugurato, il Iulm 7_#Open Space è pensato come un’area ibrida di accesso al Campus. Posizionata vicino alla fermata Romolo della linea M2, facilita l’incontro tra cittadini, studenti e centri di ricerca ospitati nello stesso edificio.

Tra i laboratori presenti ci sono il Brain and Behaviour Lab, che studia applicazioni di neuromarketing, e l’Iulm Movie Lab, punto di connessione tra produzioni audiovisive, imprese e istituzioni. L’obiettivo strategico è rafforzare il ruolo dell’ateneo come catalizzatore di innovazione urbana, mettendo a disposizione spazi che funzionano come ponte tra accademia e città.

Abitare gli studi: la sfida delle residenze

La pressione abitativa per gli studenti è un tema chiave per Milano e per Iulm. L’ateneo offre oggi una dotazione di posti letto che comprende la Cascina Moncucco e il Residence Santander, per un totale complessivo di circa 210 posti, a cui si aggiungono strutture condivise con altri atenei.

Tuttavia la domanda cresce e resta urgente un ampliamento dell’offerta residenziale, sia per rispondere alle necessità degli studenti fuori sede sia per mantenere l’attrattività della città verso talenti internazionali.

Rigenerazione sociale e partecipazione

Accanto agli interventi urbanistici, l’ateneo investe in progetti con forte impatto sociale. Iniziative come l’Accademia dei Giorni Straordinari e collaborazioni con realtà del terzo settore pongono studenti e studentesse a contatto diretto con situazioni di fragilità, promuovendo percorsi didattici fuori aula e costruendo reti di supporto nei quartieri limitrofi.

Questi progetti non sono semplici attività di “terza missione”: mirano a creare valore condiviso, offrendo spazi educativi che dialogano con le comunità e migliorano la coesione sociale.

In definitiva, l’esperienza Iulm nella Barona mostra come un’università possa essere leva concreta per la rigenerazione urbana: trasformare edifici, attrarre imprese, aumentare l’offerta culturale e intervenire su bisogni sociali produce ricadute tangibili per la città. Per Milano significa non solo più servizi e posti di lavoro, ma una città che integra formazione, cultura e impresa in una prospettiva di sviluppo sostenibile.

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