Pritzker 2020 premia due architette: svolta per l’architettura contemporanea

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Yvonne Farrell e Shelley McNamara hanno appena ricevuto il riconoscimento più importante dell’architettura globale: il premio che ogni anno celebra chi ha influenzato profondamente il modo in cui costruiamo le città. La notizia è significativa perché premia un approccio progettuale che mette al centro il contesto urbano e le persone, in un momento in cui le riqualificazioni e gli spazi pubblici sono al centro del dibattito sulle città sostenibili.

Le due architette si sono conosciute negli anni Settanta alla School of Architecture dell’University College Dublin e, dopo la laurea, hanno condiviso l’attività didattica per decenni. Nel 1978 hanno fondato lo studio oggi conosciuto come Grafton Architects, nome ispirato alla via di Dublino dove aveva sede il loro primo studio.

Per oltre vent’anni il loro lavoro è rimasto concentrato in Irlanda, plasmato da paesaggi di scogliere e colline; quella sensibilità territoriale è poi emersa anche nei progetti internazionali. La svolta di riconoscimento globale è arrivata con la sede dell’Università Bocconi a Milano (2008), che ha segnato l’inizio di una presenza più ampia in Europa e oltre.

Il tratto distintivo del loro lavoro è la cura per il rapporto tra edificio e città: la giuria del premio ha evidenziato come le loro opere puntino costantemente alla qualità del progetto in relazione al luogo, alle funzioni e alle persone che lo vivono. In pratica, cercano soluzioni che migliorino il tessuto urbano oltre il perimetro dell’edificio.

La loro pratica mostra alcune ricorrenze formali e spaziali: sezioni articolate che collegano interno ed esterno, grande attenzione alla luce naturale per orientare e animare gli spazi, e la volontà di creare relazioni visive e fisiche con il contesto. Nei casi più complessi, l’architettura si comporta quasi come una continuazione del paesaggio — dal fronte che si protende come una “scogliera” alle terrazze che dialogano con la città.

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Esempi concreti del loro lavoro:

  • Università Bocconi, Milano (2008) — sede che occupa un isolato intero con aule, biblioteca e spazi pubblici per studenti e docenti.
  • Campus UTEC, Lima (2015) — costruito su un sito difficoltoso accanto a una superstrada in una gola; ispirato all’idea di insediamento terrazzato.
  • Loreto Community School, Milford (2006) — progetto scolastico pensato per integrarsi con il paesaggio collinare locale.
  • Institut Mines-Télécom, Parigi (2019) — ampi spazi collettivi per una comunità accademica numerosa.
  • Town House, Kingston University, Londra (2019) — interni a pianta aperta con volumi monumentali e colonnati in pietra.
  • Université Toulouse 1 Capitole, School of Economics, Tolosa (2019) — reinterpretazione degli elementi urbani tipici della città.
  • Dipartimento delle Finanze, Dublino (2009) — inserito in un contesto storico e paesaggistico complesso.
  • Urban Institute of Ireland, UCD (2002) — edificio per ricerca interdisciplinare caratterizzato da materiali tradizionali.

La progettazione di Farrell e McNamara mette spesso in evidenza una tensione controllata tra monumentalità e misura umana: non disdegnano gesti architettonici decisi, ma li combinano con una cura particolare per l’esperienza di chi usa gli spazi. In varie interviste hanno dichiarato di non aver ricercato la notorietà personale, preferendo concentrarsi su un «insieme di valori» legati a un’architettura umanistica e relazionale.

Perché questa premiazione conta oggi? In un’epoca in cui molte opere tendono a enfatizzare l’immagine spettacolare, la scelta di valorizzare un lavoro orientato al contesto e alla comunità segnala un interesse crescente per progetti che favoriscono la vivibilità urbana e il benessere collettivo. La pratica di Farrell e McNamara offre esempi concreti di come l’architettura possa contribuire a rendere le città più comprensibili e accesibili.

Il riconoscimento internazionale, istituito nel 1979 dalla famiglia Pritzker tramite la Fondazione Hyatt, assegna ai vincitori un premio in denaro di 100.000 dollari e una medaglia. La consegna ufficiale a Yvonne Farrell e Shelley McNamara è prevista per maggio: la cerimonia si svolgerà in una sede architettonicamente significativa che verrà annunciata a breve.

In sintesi: il premio mette sotto i riflettori un modello progettuale che preferisce l’attenzione al luogo e alle persone rispetto all’archistar come figura mediatica, rafforzando il ruolo dell’architettura come strumento di miglioramento urbano e sociale.

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