La presentazione a Roma del CalendEsercito 2027 rilancia un tema che oggi pesa sulle scelte politiche e industriali: la guerra ha ricollocato la difesa al centro delle priorità nazionali, ma la risposta non può limitarsi agli acquisti di tecnologia. Il calendario, dedicato a “I volti dell’Esercito”, mette in luce come persone e macchine debbano essere integrate per fronteggiare scenari di conflitto sempre più complessi.
Un messaggio fotografico per tempi di cambiamento
L’evento si è svolto il 13 ottobre nella Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito a Roma e segna la trentesima edizione della pubblicazione. Nato come progetto istituzionale curato da Difesa Servizi, il calendario si propone come una narrazione visiva: immagini scattate in contesti addestrativi e operativi raccontano la quotidianità dei militari chiamati a confrontarsi con nuove tecnologie.

Le foto non si limitano ai ritratti: ritraggono ambienti, competenze e attività in cui il fattore umano interagisce con sistemi sempre più sofisticati, dal drone ai dispositivi digitali. L’intento dichiarato è chiaro: la tecnologia è cruciale, ma senza chi la usa efficacemente resta solo una componente tecnica.
Le parole del vertice dell’Esercito
Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, ha sottolineato che la difesa deve tornare a occupare il centro dell’azione istituzionale. Per lui, il confronto con conflitti recenti impone una riflessione profonda sui metodi di impiego delle Forze Armate e sulle priorità per il futuro.
Tra i riferimenti citati dal generale c’è il conflitto in Ucraina, considerato un banco di prova per comprendere come droni, sistemi digitali e intelligenza artificiale stiano trasformando il modo di combattere. Tuttavia, Masiello ha ricordato che la tecnologia non cancella la necessità di massa critica e di personale adeguatamente formato: la componente umana rimane decisiva per sostenere operazioni su larga scala.
Verso l’Esercito del futuro
Non esiste ancora una carta precisa su come sarà organizzato l’Esercito nel 2040, ha aggiunto il capo di Stato Maggiore: parlare oggi di un “Esercito AI” completo sarebbe prematuro. La sfida principale è uscire dagli schemi tradizionali, rinnovare metodi di addestramento e organizzazione e scegliere sistemi d’arma non solo per la loro tecnologia, ma per la loro integrazione nelle capacità operative.

Questo processo riguarda tre ambiti strettamente connessi: personale, struttura e dotazioni. Ogni cambiamento richiede tempo, investimenti e scelte chiare sulle priorità nazionali.
- Personale: valorizzazione delle competenze tecniche e aumento della capacità di manovra.
- Organizzazione: riforme nei modelli di impiego e nell’addestramento per operare in ambienti digitali.
- Dotazioni: selezione di sistemi interoperabili e sostenibili nel medio-lungo periodo.
Un calendario centrato sulle persone
La scelta del tema “I volti dell’Esercito” risponde a una precisa linea editoriale: raccontare il cambiamento attraverso gli uomini e le donne in uniforme, mettendo in evidenza non solo il mezzo ma chi lo impiega. Il messaggio è politico e culturale insieme: in un’epoca di accelerazione tecnologica, la motivazione, le competenze e i valori del personale militare restano il cuore della deterrenza e della difesa nazionale.
Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, Lorenzo Mariani (amministratore delegato di Leonardo), il professor Vittorio Emanuele Parsi e il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, segnando il coinvolgimento congiunto delle istituzioni, del mondo accademico e dell’industria.
Impatti pratici e ricadute
Le scelte che emergono da questa riflessione hanno effetti concreti sull’economia, sull’industria e sulla sicurezza dei cittadini. Di seguito, alcuni punti chiave per capire cosa cambierà nei prossimi anni:
- Maggiore collaborazione tra Difesa e industria nazionale per sviluppare tecnologie compatibili con i bisogni operativi.
- Necessità di investimenti in formazione e nel reclutamento per sostenere nuove capacità.
- Decisioni di procurement orientate all’interoperabilità con partner internazionali.
- Questioni etiche e di governance sull’uso dell’Intelligenza Artificiale in contesti bellici.
La trentesima edizione del calendario è prodotta in partnership con realtà industriali come IDV (Iveco Defence Vehicles), Rheinmetall, Beretta Defense Technologies e Vittoria Assicurazioni. Il volume sarà distribuito nelle librerie e nei punti vendita di Giunti Editore.
La presentazione del CalendEsercito 2027 non è solo un evento simbolico: offre uno specchio operativo delle priorità che influenzeranno la politica della Difesa e il mercato della sicurezza nei prossimi anni, richiedendo decisioni che bilancino tecnologia, organizzazione e capitale umano.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.