La Lega ha rilanciato l’ipotesi di un prelievo sulle banche, portando la proposta al convegno del partito a Roma e segnalando l’intenzione di inserirla nella prossima legge di bilancio. Se approvata, l’imposta — modellata sull’esempio spagnolo — potrebbe raccogliere risorse significative ma aprire tensioni nella maggioranza.
La proposta e le cifre attese
Al centro del dibattito c’è l’idea di introdurre un contributo sugli utili bancari pari al 5%. L’iniziativa è stata rilanciata dal senatore Claudio Borghi durante l’incontro «A tua difesa – verso la finanziaria 2027», con il segretario Matteo Salvini che non ha escluso un inserimento a breve termine nella manovra.

Secondo le stime avanzate dagli esponenti della Lega, il prelievo potrebbe portare nelle casse dello Stato tra i 2 e i 3 miliardi di euro, somme che il partito intende destinare al sostegno di famiglie e imprese in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi energetici e da altre pressioni sul bilancio delle famiglie.
- Base della proposta: prelievo sugli utili delle banche, ispirato al modello adottato in Spagna.
- Gettito stimato: 2–3 miliardi di euro.
- Soggetti coinvolti: principali istituti di credito italiani (formula e ambito ancora da definire).
- Destinazione delle risorse: misure a favore di famiglie e imprese secondo quanto dichiarato dalla Lega.
- Tempistica: proposta pensata per essere inserita nella legge di bilancio 2027; la Lega lavora a un documento da presentare in Aula.
Reazioni politiche e possibili frizioni
La proposta, però, rischia di creare tensioni nella coalizione di governo. Fonti parlamentari indicano che Forza Italia è contraria all’introduzione di un’imposta specifica sugli istituti di credito, mentre il Carroccio spinge per mantenere la misura nel pacchetto della manovra.

All’evento la platea — formata da amministratori locali e rappresentanti dei territori — ha mostrato insofferenza per i dissensi interni alla maggioranza, segnalando la volontà di reperire risorse alternative rispetto a nuovi oneri diretti sui cittadini.
Argomentazioni a favore
Nel suo intervento Borghi ha sostenuto che il settore bancario beneficia spesso di interventi pubblici in fase di crisi, mentre realizza utili significativi in periodi favorevoli, e che un contributo mirato sarebbe quindi giustificato come forma di equità contributiva. Come esempio di riferimento è stato citato il provvedimento adottato dal governo di Pedro Sánchez.
La Lega descrive la misura come un intervento contenuto, pensato per alleggerire alcune pressioni sui bilanci delle famiglie senza configurarsi come una revisione strutturale del settore.
Possibili effetti e incognite
Restano aperti diversi nodi pratici: definizione della base imponibile, eventuali esenzioni, impatto sugli investimenti bancari e ricadute sui servizi al cliente. Anche il percorso parlamentare non appare scontato, vista la necessità di trovare intese all’interno della maggioranza.
Dal punto di vista sociale e fiscale, il criterio utilizzato e la destinazione delle entrate saranno determinanti per valutare se l’intervento potrà alleviare davvero i costi per famiglie e imprese o se finirà per tradursi in effetti indiretti sui prezzi o sulla disponibilità del credito.
Prossimi passi
La Lega ha annunciato che sta predisponendo un atto da presentare in Aula nei prossimi mesi con l’obiettivo di inserirlo nella legge di bilancio. Il confronto parlamentare e quello politico interno alla coalizione decideranno la sorte dell’ipotesi: il dibattito sulle coperture resta aperto e la proposta sarà uno dei temi caldi nelle settimane che anticipano la manovra.
Perché conta oggi: la misura evidenzia come la ricerca di risorse per la prossima manovra stia spingendo il governo verso scelte che possono rimettere in discussione gli equilibri di coalizione e incidere direttamente su famiglie, imprese e sistema bancario nazionale.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.