Il governo valuterebbe di abbandonare lo sconto generalizzato sulle accise sui carburanti, sostituendolo con un aiuto mirato alle famiglie più in difficoltà: un voucher da 100 euro destinato ai nuclei con basso reddito. La decisione, discussa in vista del Consiglio dei ministri del 4 giugno, arriva mentre Bruxelles apre nuove possibilità di spesa per investimenti energetici, cambiando il quadro delle opzioni finanziarie disponibili.
Che cosa prevede la proposta
Secondo le ipotesi sul tavolo, il contributo sarebbe erogato a circa 1,2 milioni di famiglie con ISEE fino a 15.000 euro, tramite il sistema della social card già impiegato per altri sostegni. L’obiettivo è concentrare le risorse su chi soffre maggiormente l’aumento dei costi dell’energia anziché continuare con uno sconto uniforme per tutti.
La misura punta quindi a una distribuzione più selettiva del sostegno, privilegiando equità e impatto mirato sul potere d’acquisto delle fasce più deboli.
Impatto sui conti pubblici
Il taglio generalizzato delle accise, attivo dal 18 marzo, è costato finora intorno ai 2 miliardi di euro. Il nuovo schema con il voucher avrebbe invece un onere molto inferiore, stimato nell’ordine di 120 milioni di euro.
Per coprire la spesa, l’esecutivo potrebbe utilizzare l’extra gettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti, valutato in circa 150 milioni, evitando così scelte che richiedano ulteriori stanziamenti.
La possibile proroga selettiva
Non è escluso che una forma di sconto sui carburanti venga comunque prolungata, ma in modo più mirato: l’orientamento sarebbe a concentrarsi sui carburanti che hanno mostrato rincari maggiori, con la benzina in cima alla lista.
In questo scenario, la copertura potrebbe provenire da fondi europei per la coesione ancora non impegnati, spostando l’onere dai bilanci nazionali a risorse comunitarie disponibili.
- Cosa cambierebbe subito: dallo sconto generalizzato a un contributo diretto per le famiglie a basso reddito.
- Beneficiari: circa 1,2 milioni di nuclei con ISEE fino a 15.000 euro.
- Importo: voucher da 100 euro erogato tramite social card.
- Coperture previste: extra gettito IVA e, per interventi selettivi, fondi europei.
Regole Ue e limiti alla flessibilità
Bruxelles ha offerto la possibilità di utilizzare una nuova flessibilità fino allo 0,3% del PIL annuo per tre anni, ma solo per spese legate alla resilienza energetica e con condizioni precise. Il governo ha invece chiarito che questa finestra non sarà impiegata per finanziare tagli alle accise.
Le risorse consentite dall’Unione possono coprire investimenti che riducano la dipendenza dai combustibili fossili: impianti da fonti rinnovabili, reti, sistemi di accumulo, pannelli solari e incentivi per la mobilità elettrica.
Fasi successive e implicazioni politiche
La nuova flessibilità europea deve ancora ricevere il via libera finale dal Consiglio dell’Unione: se confermata, potrebbe rendersi operativa dopo l’estate, offrendo al governo margini aggiuntivi nella legge di Bilancio.
Il ministro dell’Economia ha già espresso apprezzamento per l’apertura di Bruxelles, sottolineando che il ministero valuterà le opzioni più efficaci per sostenere famiglie e imprese alla luce dei limiti di spesa e dello stato dei conti pubblici.
Per i cittadini, la scelta tra sconto generalizzato e intervento mirato implica trade-off concreti: una misura più equa dal punto di vista distributivo ma con copertura limitata rispetto a un taglio universale che alleggerisce immediatamente il costo al distributore per tutti gli automobilisti.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.