Comunicato Stampa Class Action per i danni da Xylella

Comunicato Stampa Class Action per i danni da Xylella,

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XYLELLA FASTIDIOSA

 Xylella fastidiosa é un batterio gram-negativo che vive e si moltiplica nei vasi xilematici delle piante (organi conduttori di linfa grezza, ossia acqua e sali provenienti dalle radici), causandone l’occlusione e quindi una serie di alterazioni in grado di determinare in pochi anni la morte “per sete” delle piante infette. Nonostante il batterio viva e si moltiplichi nei vasi linfatici con flusso ascendente, è in grado di muoversi, anche se lentamente, in senso opposto e quindi dalle parti alte della pianta verso il basso, fino a raggiungere il tronco e le radici.

Le piante sintomatiche infette manifestano una sintomatologia che consiste nell’iniziale bruscatura fogliare (leaf scorching) ovvero disseccamenti nella parte apicale e/o marginale della lamina fogliare, disseccamenti più o meno estesi a carico della chioma con interessamento dapprima di rametti e rami isolati e poi di intere branche e/o dell’intera pianta. Mentre i sintomi iniziali sono aspecifici e possono essere confusi con altre cause di disseccamenti fogliari e di rametti (ad es. da insetti o funghi) il decorso sempre più esteso sulla chioma di olivo e la diffusione su piante circostanti è prova della presenza della malattia del disseccamento rapido dell’olivo.

L’esperienza in Puglia ha dimostrato che la malattia colpisce piante di olivo di ogni età indipendentemente dal loro sistema di coltivazione (tradizionale, integrato, biologico; asciutto/irriguo; potature annuali o poliennali, etc.) e dalle caratteristiche del terreno; le varietà più sensibili come Ogliarola salentina e Cellina di Nardò, anche di tipo secolare, sono condotte a morte nel giro di 3-4 anni con successivi ricacci e disseccamenti che riducono progressivamente la chioma fino ad annullarla.

  

Sintomi del Disseccamento Rapido dell’olivo determinato da Xylella fastisiosa su olivo

X.fastidiosa è un patogeno che ha un’ampia gamma di piante ospiti di specie coltivate di interesse economico, essenze forestali, ornamentali e spontanee. Alcune di queste possono essere asintomatiche, cioè non manifestano sintomi, altre mostrano sintomi evidenti, altre ancora sono condotte a morte.

Questo batterio è un patogeno da quarantena inserito nella lista A1 dell’EPPO (European and Mediterranean Plant Protection Organization) e segnalato per la prima volta in provincia di Lecce nel 2013. Oggi il batterio è presente oltre che in Puglia (provincia di Lecce, Brindisi e Taranto), anche in Francia (Corsica e nella regione Provence-Alpes Côte d’Azur PACA – a sud della Francia), in Germania (Sassonia) dove è stato rinvenuto in vivaio in una pianta di oleandro prontamente distrutta, ed in Spagna, con i primi ritrovamenti su piante di Geranio da un vivaio della zona di Murcia e poi, con le attività di monitoraggio, si è scoperto un numero impressionante di ettari interessati dalla fitopatia nelle isole Baleari (Maiorca, Ibiza e Minorca) e sulla terraferma nella regione della Comunità Valenciana (nei pressi di Alicante).

Prima del ritrovamento di X.fastidiosa in Salento, la diffusione del batterio era geograficamente limitata al continente americano (Stati Uniti, Messico, Costa Rica, Brasile, Venezuela, Argentina, Perù) ed a piccoli territori asiatici sull’isola di Taiwan ed in Iran.

Come confermato dalla scienza e dalle autorità, la globalizzazione ha fatto aumentare vertiginosamente il numero degli scambi commerciali tra i diversi Paesi del globo, che inevitabilmente hanno esposto ed espongono ogni Paese al rischio di introduzione di nuovi patogeni, i quali, se trovano le condizioni ideali per l’adattamento e la crescita, possono essere anche devastanti, se classificati da quarantena.

Attualmente, il genere Xylella comprende una sola specie (X. Fastidiosa), suddivisa in 4 sottospecie differenziabili a livello genetico e per il diverso comportamento biologico (gamma ospiti che infetta):

  • Sottospecie fastidiosa: associata alla “malattia di Pierce” su vite, ma che infetta anche mandorlo;
  • Sottospecie sandy: che infetta principalmente oleandro;
  • Sottospecie multiplex: che infetta mandorlo ed altri fruttiferi, olivo e specie arboree forestali (inclusa quercia);
  • Sottospecie pauca: i cui diversi ceppi attaccano ospiti diversi come agrumi, caffè, oleandro e recentemente (in Salento) olivo.

Il ceppo CoDiRO di Xylella fastidiosa presente nel Salento, appartenente alla subspecie pauca, è distinto dagli altri ceppi noti della stessa sottospecie che infettano caffè e agrumi. Il ceppo CoDiRO è di nuova descrizione, “gemello” di un ceppo identificato in Costa Rica su oleandro, mango e noce di macadamia. Il Ritrovamento del DNA gemello in Costa Rica e le importazioni di numerose piante ornamentali da questo Paese fanno ritenere tale Paese quale possibile luogo di origine di questo ceppo.

  1. fastidiosa è un batterio che non produce spore e non si diffonde nell’ambiente in modo autonomo, né per contatto con attrezzi da taglio, né per diffusione aerea; si trasmette esclusivamente tramite il materiale di propagazione vegetale infetto e gli insetti vettori che, nutrendosi della linfa grezza, acquisiscono il batterio da piante infette per inocularlo, infettandole, in piante sane circostanti.

IL VETTORE

Allo stato attuale delle conoscenze l’unico vettore del ceppo batterico salentino e forse anche negli altri focolai europei è un insetto detto Sputacchina media (Philaenus spumarius L.), una cicalina che allo stadio giovanile è poco mobile, si ricopre di schiuma (volgarmente chiamata sputi) e svolge, fortunatamente, una sola generazione l’anno.

Da marzo a fine aprile è il periodo ottimale per poter controllare in modo più efficace il vettore allo stadio giovanile eliminando le piante spontanee su cui il giovane e delicato insetto dimora e si alimenta. Il controllo del vettore allo stadio giovanile viene effettuato con lavorazioni superficiali del terreno o con pirodiserbo.

La sputacchina diventa adulto a maggio ed inizia a spostarsi volando sulle piante arboree ed in particolare su olivo su cui si nutre per tutta l’estate. Proprio in questo periodo l’insetto è molto pericoloso perché può acquisire il batterio da una pianta infetta e può inocularlo in una pianta sana, che a sua volta si infetterà.

In questo periodo sono consigliati i classici trattamenti per la mosca ed altri parassiti dell’olivo che risultano avere una certa efficacia anche sull’insetto vettore di X.f. I prodotti fitosanitari sono in continuo aggiornamento e vengono pubblicati sulle apposite Linee guida della Regione Puglia. Da novembre in poi la popolazione della cicalina, che migra nuovamente sulle erbe al suolo per deporre le uova, tende a ridursi progressivamente fino ad annullarsi a dicembre. Il ciclo dell’insetto vettore ripartirà a marzo del successivo anno.

Il vettore di Xylella fastidiosa: Sputacchina Media (Philaenus spumarius L.).

A sinistra lo stadio adulto, a destra lo stadio giovanile.

NORMATIVA VIGENTE

Trattandosi di un pericolosissimo patogeno da quarantena, fin dal 2015 è stata emanata una normativa Europea per il controllo obbligatorio (Decisione di Esecuzione UE 789/2015 poi aggiornata nella 764/2016) in cui sono elencate le misure per il contenimento e la diffusione del patogeno sul territorio Europeo. Le decisioni sono state recepite dall’Italia con decreti del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali tra cui quello del 18 febbraio 2016, in cui era illustrata la Definizione delle aree indenni dall’organismo nocivo Xylella fastidiosa (Wells et al.) nel territorio della Repubblica italiana.

Anche se con difficoltà e ritardi, dovuti a diversi fattori tecnico-amministrativi o di altra natura (soprattutto politica e giudiziaria come i ricorsi ai tribunali amministrativi e gli esposti di associazioni ambientaliste), anche la Regione Puglia ha recepito le decisioni di esecuzione UE ed i decreti del Ministero. Attualmente in Puglia è in vigore la seguente normativa: Linee guida per il contenimento di Xylella (Delibera della Giunta Regionale del 13 Dicembre 2016 n. 1999), Legge Regionale 4/2017 (Gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa nel territorio della regione Puglia), Determinazione del Dirigente Sezione Osservatorio Fitosanitario 10 febbraio n.16 (Atto dirigenziale di aggiornamento della Zona Cuscinetto a seguito del ritrovamento del focolaio puntiforme in agro di Ostuni).

 EVOLUZIONE AREE DEMARCATE REGIONALI (Fonte www.infoxylella.it)

 

TAPPE FONDAMENTALI SULLO STUDIO DELL’EPIDEMIA IN PUGLIA

Il 17 aprile 2015 EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), rispondendo al quesito di un’organizzazione non governativa italiana circa l’origine fungina del disseccamento rapido degli olivi in Puglia, concluse che non vi era alcuna prova scientifica che alcuni funghi tracheomicotici fossero la causa primaria della nuova terribile malattia.

A marzo 2016 EFSA, pubblicando il rapporto di uno studio del CNR, confermava che X.f. subspecie pauca ceppo CoDiRO è l’agente della malattia degli olivi nel Salento ed è anche in grado di infettare numerose altre specie vegetali ospiti; in aprile 2016, sempre EFSA affermava che alcuni trattamenti su olivo, pur riducendo i sintomi della malattia determinata dal batterio, non erano in grado di eliminare il patogeno da quarantena dalle piante infette.

A giugno 2016 venne accertata la resistenza della cultivar Leccino con relativa pubblicazione del lavoro su rivista referenziata.

Dopo aver escluso la presenza di più ceppi in Salento (EFSA, agosto 2016), un complesso studio genetico (settembre 2016) ha identificato la presenza diffusa e l’origine del ceppo in Centro America ed un successivo lavoro (pubblicato su Journal of Plant Pathology) dimostrava come

i nuovi focolai di Xylella fastidiosa in Europa sono stati determinati da introduzioni multiple ed accidentali di materiale di propagazione infetto. Relativamente alla sputacchina Philaenus spumarius, nell’ottobre 2016 veniva pubblicata, dopo un lungo lavoro sperimentale in campo, la dimostrazione dell’elevata efficienza del vettore nella trasmissione del batterio da olivo ad olivo.

Due ulteriori importanti tappe sono datate 2017. Ad aprile la pubblicazione del lavoro “Resistenza a Xylella fastidiosa in diverse cultivar di olivo”, nel quale, oltre a confermare in campo la resistenza della cv Leccino, è stata per la prima volta dimostrata la resistenza a Xylella della varietà FS17 o Favolosa. A luglio vi è stata l’ulteriore dimostrazione, questa volta in campo, dell’associazione del batterio da quarantena con la malattia del disseccamento rapido dell’olivo: dall’analisi di 500

piante di Cellina e Ogliarola con sintomi conclamati, il 100% è risultato infetto da Xylella. Infine, sulla trasmissione di Xylella, la dimostrazione che nella varietà resistente Leccino rispetto ad altre cultivar suscettibili, il vettore acquisisce con estrema difficoltà il batterio e non riesce a trasmetterlo ad altre piante. Oltre allo studio di batterio, malattia e vettore, numerose altre linee di ricerca, soprattutto attraverso due importanti progetti europei e svariati progetti regionali, cercano soluzioni di cura o comunque di convivenza per le zone infette del Salento.

L’ATTUALE PIANO DI CONTENIMENTO DELLA FITOPATIA IN PUGLIA

Per evitare la diffusione dell’epidemia in altre aree, l’attuale piano di contenimento della batteriosi si basa sul monitoraggio effettuato da ARIF, per conto della Regione Puglia, con l’ausilio di tecnici abilitati (agenti fitosanitari) e numerosi laboratori regionali accreditati per le analisi sierologiche e molecolari. Il monitoraggio riguarda il territorio pugliese indenne e, ad eccezione dell’area infetta, le altre aree demarcate ovvero la zona di contenimento (una fascia di 10 km a confine con la zona infetta) e la zona cuscinetto (fascia di 20 km adiacente alla zona di contenimento).

Qualora una pianta campionata risultasse infetta in zona di contenimento, vige l’obbligo di monitoraggio puntuale di tutte le specie piante ospiti nei 100 m attorno ad essa e di eradicazione delle sole piante risultate infette. In zona cuscinetto ed indenne invece, ovvero nel caso di nuovi focolai, l’eradicazione dovrà riguardare, a prescindere dal loro stato sanitario, tutte le piante delle specie ospiti nel raggio dei 100 metri circostanti. I proprietari che, dopo le notifiche delle autorità fitosanitarie, eradicheranno tempestivamente, potranno chiedere il previsto indennizzo mentre gli inadempienti, oltre all’eradicazione coatta delle piante ad opera della Regione, incorreranno in sanzioni amministrative e potranno essere esclusi dai bandi sui fondi europei.

Punto fondamentale del piano di contenimento resta comunque il controllo del vettore, da effettuarsi, con lavorazioni meccaniche dei terreni contro gli stadi giovanili (obbligatorio) e controllo degli adulti (consigliato), anche su aree urbane e demaniali, su tutti i terreni delle zone infetta, contenimento e tampone.

Altre misure di contenimento riguardano poi i divieti di movimentazione e di nuovo impianto di materiale vegetale delle specie ospiti (olivo, mandorlo, ciliegio ed altre) nelle diverse zone delimitate ovvero zona infetta, contenimento e tampone.

Le aree demarcate in Puglia